Intolleranza

Chi sa se è l’avere il tanto, o l’essere di sé fatto centro ormai di ogni relazione, a rendere intolleranti. Di una intolleranza che rasenta la fobia per la diversità: il razzismo, più o meno occulto, parte da lì. Un razzismo che è oggi innegabile per chi viene da lontano ad occupare il posto che “è mio”. Ma è fobia per abitudini altrui. Ora è il tempo dei vegani: questa specie di persone che non solo scelgono di nutrirsi di erbe, in barba a chi pure sostiene che anch’esse abbiano una vita – alle piante, se gli parli mentre le innaffi o le poti, ti rispondono con una crescita più viva – ma pretendono che nessun altro si nutre più né di carne bianca né di carne rossa. Ma continua il tempo degli animalisti, in questo sostenuti da quelle catene di scaffalature che tengono al benessere di…

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Discontinuità

Abitavo al confine con gli ambrosiani, che, si sa, si sentono un po’ diversi. Così le loro tradizioni, scavalcando facilmente il fiume, ci hanno contaminato. Per i doni, intendo, e per quel magico venire dall’aldilà di figure benefiche. Una trepidazione, che in famiglia si alleava a silenzi, a sorrisi, a muschio da raccogliere, a cartapesta da ricomporre in montagnole. Non del tutto,  la contaminazione: non so come dire, ma santa Lucia c’era, seppure solo per qualche mandarino. Chi contava era Gesù bambino. E il mattino di Natale vedevi che era passato lui: un bel po’ di roba, anche se di prossima utilità: guanti nuovo, calze nuove, una sciarpa calda calda, e frutta secca e altri mandarini (quelli veri, quelli col nocciolo e il profumo, che adesso sono giù di moda). E per le bambine…

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La palude

Ebbene sì, ho votato sì. Convinto che la vera tragedia di un popolo sta nel rifiutare il cambiamento. Per quanto piccolo, per quanto insufficiente, per quanto ancora correggibile. Ho votato sì contro l’arroccamento di chi ha e non vuol perdere minimamente, chiamando a schierarsi quelli che non hanno e così continueranno a non avere. Ho votato sì, perché, nel dovuto rispetto alla pancia, su una scala di valori la faccio precedere dalla testa. Ho votato sì contro l’ipocrisia di chi si è nascosto dietro un quesito di diversa natura, per tentare un golpe: e dunque quanti (e quanti del sessanta per cento?) non sapevano nulla della legge costituzionale, ma hanno voluto votare contro il governo. Presieduto da un tipo troppo giovane, e troppo bauscia, come direbbero i meneghini. Ai tanti dalema e…

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Ipocrisia

Se hai avuto una settimana di immersione nella Parola, accompagnandoti nel silenzio a monache claustrali; se hai chiuso orecchi e mente a quanto nel frattempo è continuato a succedere oltre le mura del monastero; se, insomma, hai avuto possibilità di un digiuno salutare dello spirito, in quella disintossicazione indispensabile a scovare la serenità degli dei; se questo ti è stato dato, non puoi che ringraziare. E infatti. Se però i primi muri che vedi, nel tornare a casa, non fossero tappezzati  da quei sì e quei no che ti aspettano al varco di una gabina elettorale... I manifesti sono dati per informare. Questi non informano. Soprattutto - spiace dirlo per chi lo voterà convintamente un no dopo essersi altrove informato - quelli del no disinformano. Perché chiamano ad altro rispetto a…

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Serenità

A Lucio Anneo Seneca - che come precettore di Nerone non ebbe certamente una vita facile, né una buona morte, data la costrizione al suicidio – si  attribuisce questo detto: Ecco una cosa grandiosa: avere la debolezza di un uomo e la serenità di un dio. Per i tempi che corrono, un buon detto anche per noi. Mantenere la serenità nonostante le avversità di un mondo che si sta costruendo sulla cyber propaganda, dove la verità non ha casa, e dove diffamazione, false credenze, notizie inventate stanno costruendo una nuova democrazia: quella di popoli che non sanno, pensando di sapere. Pur di arrivare al potere, si cavalcano populismi; e, si dice, ora i populismi hanno trovato il loro leader internazionale: quel Putin di cui non si saprà forse mai come sia riuscito da un giorno all’altro a…

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Sopportare

Il Papa ha dedicato l’ultima udienza generale del Giubileo, all’opera di misericordia del sopportare con pazienza le persone moleste. È una riflessione che merita attenzione per i giudizi cui ci chiamiamo sia sulle persone di chiesa sia su quelle di servizio alla politica.«Dedichiamo la catechesi di oggi a un’opera di misericordia che tutti conosciamo molto bene, ma che forse non mettiamo in pratica come dovremmo: sopportare pazientemente le persone moleste. Siamo tutti molto bravi nell’identificare una presenza che può dare fastidio: succede quando incontriamo qualcuno per la strada, o quando riceviamo una telefonata... Subito pensiamo: “Per quanto tempo dovrò sentire le lamentele, le chiacchiere, le richieste o le vanterie di questa persona?”. E anche noi possiamo essere molesti!…

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Popolo

Ti svegli alle sei e un quarto, qualche rapida preghiera per dire al Signore che ci sei, e che vorresti restare davanti ai suoi occhi tutto il giorno, poi accendi la tv per la rassegna stampa che segui ogni mattina. Ed ecco lì il flash: qualche punto ancora, e Trump sarà il presidente degli U.S.A. Per prassi impiantatasi da un secolo, presidente del mondo. Che la sua biografia non sarebbe stata sufficiente a porre degli interrogativi agli elettori d’oltre oceano, non è stato messa in conto da quasi tutti i politologi, i giornalisti e i benpensanti, convinti di una straripante vittoria dell’avversaria: ma chi votava lì era l’istinto, la rabbia. Non la testa. E questo, subito, mi fa ancor più convinto - come ho scritto anche recentemente, scomponendo qualche mio lettore per  il manifesto…

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Commemorare

I cattolici non festeggiano i 500 anni della riforma luterana. Commemorano. Fanno memoria. E lo fanno nella persona di papa Francesco che incontra i luterani svedesi nella loro casa. Questo giorno di ecumenismo, dove ciascuno sta sul suo cavallo, ma non innesta un’asta di guerra con l’altro, trova oppositori sia tra cattolici sia tra protestanti. Persino noi, in questo piccolo luogo collinare, ci siam visti strappare in Abbazia, dal “muro” che racconta di settimana in settimana, i nostri convincimenti, l’annuncio di questa visita: fogli strappati in quattro parti, e abbandonati lì, in terra, in un segno di avvertimento violento. Un cattolico con gli occhi rivolti all’indietro? o un protestante di passaggio, fiero di una diversità che si esprime opponendosi? Pensare a una guerra di…

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Responsabilità

La Chiesa cattolica inglese si è schierata contro la decisione di Londra di uscire dall’Ue e ha firmato molti appelli a favore dell’Unione insieme al primate anglicano, Justin Welby, e molti altri leader religiosi inglesi. Provate a immaginare, a poco più di un mese dal referendum che ci aspetta, se la Chiesa italiana si mettesse di buzzo buono a dire: guardate che per essere cittadini responsabili, occorre votare dicendo sì o no a quel che viene proposto – all’oggetto di quella chiamata alle urne – e non sul consenso a un presidente del Consiglio. È sicuro, volete scommettere?, che immediatamente verrebbe accusata di intromettersi: e da chi naturalmente meno gli importa della materia referendaria, e più di riuscire a ottenere un proprio risultato politico, cacciando un avversario per vie…

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Fraternità

Nella chiesa d’Inghilterra le barzellette arrivano in ritardo (come in ritardo, agli inglesi, arrivano i pentimenti per non accorgersi – loro, i grandi conquistatori del passato – che la storia li sorpassa. Ma questa è questione di Brexit). Forse arriva in ritardo anche in Argentina? O è stato solo un fair play da parte del papa? Certo mancava una gran risata di Francesco: bei sorrisi, e ampi, ma una risata da scrosciare sulla sedia questa ci mancava. E grazie al Primate anglicano. Uno che dev’essere speciale, se è vero che i padri sono fatti “più” speciali dai figli. Non tutti forse sapete che il Primate ha un figlio romanziere, che ha inventato un pastore detective: alla padre Brown per intenderci (è quel risvolto cattolico mai risolto, a mio parere accompagnato da secoli di senso di…

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