29th Novembre 2022

Benvenuti …
… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             
 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

Foglie gialle,
di Trilussa

Ma dove ve ne andate,
povere foglie gialle,
come tante farfalle
spensierate?
Venite da lontano
o da vicino?
Da un bosco
o da un giardino?
E non sentite la malinconia
del vento stesso
che vi porta via?

Violini d’autunno,
di Paul Verlaine

Singhiozzi lunghi
dai violini
dell’autunno
mordono il cuore
con monotono
languore.
Ecco ansimando
e smorto, quando
suona l’ora,
io mi ricordo
gli antichi giorni
e piango;
e me ne vado
nel vento ingrato
che mi porta
di qua e di là
come fa la
foglia morta.

Pioggia d’autunno,
di Ada Negri

Vorrei, pioggia d’autunno, essere foglia
che s’imbeve di te sin nelle fibre
che l’uniscono al ramo, e il ramo al tronco,
e il tronco al suolo;e tu dentro le vene
passi, e ti spandi, e si gran sete plachi.
So che annunci l’inverno: che fra breve
quella foglia cadrà, fatta colore
della ruggine, e al fango andrà commista,
ma le radici nutrirà del tronco
per rispuntar dai rami a primavera.

Vorrei, pioggia d’autunno, esser foglia,
abbandonarmi al tuo scrosciare, certa
che non morrò, che non morrò, che solo
muterò volto sin che avrà la terra
le sue stagioni, e un albero avrà fronde.

 

Ipse Dixit
Alla fine del mondo, nel momento dell’eterna armonia, avverrà qualcosa di sublime che basterà per tutti i cuori, che placherà tutti gli sdegni, che redimerà tutte le malvagità e tutto il sangue versato; e allora non solo si potrà perdonare, ma persino giustificare tutto quanto è accaduto agli uomini.  Fjodor Dostoiewski 

Diario

in questa prima settimana preghiamo ogni giorno così:

Siamo, Padre, davanti a te all’inizio di questo Avvento. E siamo davanti a te insieme, in rappresentanza anche di tutti i nostri fratelli e sorelle di ogni parte del mondo. In particolare delle persone che conosciamo; per loro e con loro, Signore, noi ti preghiamo. Noi sappiamo che ogni anno si ricomincia e questo ricominciare per alcuni è facile, è bello, è entusiasmante, per altri è difficile, è pieno di paure, di terrore. Pensiamo a come si inizia questo Avvento nei luoghi della grande povertà, della grande miseria; con quanta paura la gente guarda al tempo che viene. O Signore, noi ci uniamo a tutti loro; ti offriamo la gioia che tu ci dai di incominciarlo, ti offriamo anche la fatica, il peso che possiamo sentire nel cominciarlo. Questo tempo che inizia nel tuo nome santo, vissuto sotto la potenza dello Spirito, sia accoglienza della tua Parola. Te lo chiediamo per Gesù Cristo, tua Parola vivente che viene in mezzo a noi e viva qui, insieme con Maria, Madre del tuo Figlio, che con lo Spirito Santo e con te vive e regna per tutti i secoli dei secoli. Amen (C. M. MARTINI)

α  α  α  α  α  α  α  α

:::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo: perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di ragazzetti, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli :::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” ::::

Domenica 16 ottobre, la mattina. Graditissima visita del Cardinal Francesco Montenegro, vescovo emerito di Agrigento. Ospite della parrocchia di Romano, è accompagnato dal vicario don Marcello all’incontro con il Rettore e poi ad una piccola guida dell’Abbazia. >>> Alla Messa domenicale della Comunità i coniugi Gabriella e Giuseppe ricordano il loro quarantesimo anniversario di matrimonio. >>> Al termine, don Romano Crippa, sacerdote della diocesi di Milano ora residente a Casatenovo, accompagnato da alcuni parenti è in visita guidata alla nostra Abbazia.
Sabato 15 ottobre, Dalla sera di venerdì 14 ottobre al sabato 15 nel pomeriggio, ospitiamo una sessantina di Capi Scout provenienti da tutta la Lombardia per il loro weekend di aggiornamento medotologico “La chiave d’oro”. Tempo prezioso per non perdere il filo del tempo che si rinnova, costruendo il presente nel solco del cammino tracciato dalla tradizione. >>> ll parroco don Claudio celebra il matrimonio di Marta e Andrea Malvestiti.
La mattina di venerdì 14, sono in visita guidata una decina di ex alunni diplomati nell’anno 1977 al ISIS Giulio Natta di Bergamo e che periodicamente si ritrovano per momenti di convivialità.
Venerdì 7 ottobre, all’ora del tramonto: come da tradizione raggiungono la nostra Abbazia dopo un intero pomeriggio di cammino i ragazzi – quest’anno soltanto due…. – di quinta liceo del nostro Seminario accompagnati dal prefetto e dal padre spirituale don Tiziano. Dopo il meritato riposo, la mattina del sabato si dedicano alla meditazione e al silenzio. Raggiunti dal vice rettore don Fabio celebrano la Santa Messa verso il mezzogiorno. Dopo pranzo, il rientro in Seminario.
Il sabato 8 ottobre è giornata di riflessione per una dozzina di persone del gruppo degli oblati benedettini legati al Monastero femminile di San Benedetto in Milano: un tempo per ritrovarsi e sostenersi lungo il cammino.
Domenica 2 ottobre, all’alba. Per la rassegna Moltefedi concerto spirituale del violinista Michele Gazich accompagnato dalla violoncellista Giovanna Famulari e dal chitarrista Marco Lamberti. Chiesa gremita nonostante l’ora, musiche e canti suggestivi nell’attento silenzio di una Abbazia in penombra. A conclusione, il canto corale del ritornello “Solo i miracoli hanno un senso, stanotte in questa trincea” mentre le porte dell’Abbazia si spalancano alla luce del mattino. Per tutti poi colazione nel Chiostro preparata dell’Associazione Mato Grosso.
Sabato 1 ottobre: pomeriggio di riflessione e preghiera per le coppie dell’ Equipe Notre Dame della Valle San Martino. >>> Nel primo pomeriggio, riuniti a Sotto il Monte per una giornata di programmazione, alcuni aderenti al gruppo Rinnovamento nello Spirito della città di Varese sono in visita guidata alla nostra Abbazia. >>> Nel tardo pomeriggio una trentina di ragazzi della classe quinta della parrocchia di Bolgare, accompagnati dai catechisti e da alcuni genitori, sostano alla nostra Abbazia per la merenda e per una piccola visita.

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Segnalazioni/Corrispondenze

Addio Christian Bobin,
poeta dalla scrittura “francescana”
Anche quando scriveva un appunto, vergava le lettere con la cura certosina d’un amanuense d’altri tempi. Un’attenzione ai gesti che rifletteva la sua passione di cantore d’ogni minuto splendore dell’esistenza. Di cantore, pure, di quelle grandi anime, come san Francesco d’Assisi o la poetessa americana Emily Dickinson, capaci d’esaltare ciò che è umile e piccolissimo. In vita, il poeta e scrittore francese Christian Bobin ne ha spiazzati tanti d’interlocutori e ammiratori, con quel suo habitus esistenziale così diverso dalle mode e dai vezzi dei salotti letterari. Sempre fedele, fino all’ultimo, a una lezione fondamentale d’autenticità che tanta linfa attingeva dalle pagine del Vangelo, frequentate incessantemente. A 71 anni, Bobin è morto nella sua dimora di campagna in Borgogna, dove proseguiva la sua opera circondato dalla natura e da quanti passavano a trovarlo. Una vita ritirata non lontano da Le Creusot, la cittadina dov’era nato nel 1951.Quando rifletteva sull’arte letteraria, zampillavano frasi come questa: «Scrivere è disegnare una porta su un muro invalicabile, e poi aprirla». Oppure: «La dolcezza di questo poema era così grande che alla fine della lettura, non avevo più corpo». Della morte, da credente, aveva invece scritto: «Ciò che mi mancherà nell’eternità sono i libri e le lettere. Il resto saranno solo delizie, degli oggi sensibili». E non mancavano, talvolta, sottili frecciate ai potenti: «Ho corso sulla terrazza con una formica e sono stato battuto. Allora mi sono seduto al sole e ho pensato agli schiavi miliardari di Wall Street». Nelle opere di Bobin, continuerà a risuonare una sinfonia di prodigi minuscoli capaci di rivelare la sacralità della vita. Una sensibilità dagli accenti molto francescani che lo scrittore aveva messo a nudo proprio raccontando il Poverello di Assisi: Francesco e l’infinitamente piccolo (San Paolo), uscito in Francia nel 1992, è l’opera luminosa che ha rivelato Bobin al grande pubblico, abbeverando da allora la crescita interiore di tanti. In Italia, l’editrice Servitium ha pubblicato una serie di gemme spesso dal profondo soffio spirituale: A cura di AnimaMundi, la settimana prossima, uscirà in libreria Mille candele danzanti.  Di certo, le sue pagine continueranno ad accendere scintille invisibili: «Ognuno di noi, anche quando non ne ha coscienza, sta giocando la partita della propria eternità». (da Avvenire, Daniele Zappalà venerdì 25 novembre 2022)

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

lavacri. Fruscio del vento tra gli alberi, in queste mattinate assolate. Proiezioni e ricordi, sospesi tra ciò che ci si aspetta dal mese di novembre e ciò che si vive: senza piogge autunnali, senza nebbie agli irti colli, e dunque senza il sapore della vendemmia trattenuto per l’olfatto di chi ci abita. E pare che questo tempo fermato in una stagione non sua, abbia fatto evaporare pure il modo di sentirsi Chiesa: una apatia, o è accidia? Certo dubito che darsi battaglia nel cortile cattolico, così come lo si fa in un Colosseo qualsiasi, possa in qualche modo essere lo stile con cui, come Chiesa intera, ci poniamo nell’annuncio del Vangelo. Ma lasciarsi correre addosso i giorni senza lasciarsi titillare da quel che accade attorno, impigrendosi dentro un daffare che non è sul presente … Rigurgiti di passioni rivoluzionarie che l’età ha visto percosse da tradizionalismi inattaccabili?  Ma abbiamo un cervello per ragionare al riguardo: per pensare oltre, per discernere su giorni che se ne vanno lasciandoci indisturbati, nonostante la quantità di grettezze e di livori presenti in tanti cattolici. Che scrivono sui loro blog anche nefandezze di pensiero, invitando a caffè teologici d’antan, che vivono tra una tartina e l’altra, aspettando il tempo delle rivincite: nel papato e contro il Concilio. Se il Signore, che ritornerà – perché ritornerà! – volesse porre la domanda che è lì sospesa da secoli, su quale fede in Lui troverà in noi; appunto, quale fede troverà? quale Chiesa troverà? Non ancora ripulita da orpelli mondani che nascondono e allontanano, o finalmente libera da compromessi? Con un Vangelo addolcito che non tiene alto l’avvertimento a non scartare la misericordia, scartando poveri, malati, vecchi, e diversi? “Da semplici discepoli del Maestro diventiamo maestri di complessità, che argomentano molto e fanno poco, che cercano risposte più davanti al computer che davanti al Crocifisso, in internet anziché negli occhi dei fratelli e delle sorelle”. Sta celebrando in suffragio dei cardinali defunti in San Pietro, Francesco; e rievocandone la vita confessa i peccati in cui possono essersi perduti. I loro e i nostri. Ed è un esame di coscienza per tutta la Chiesa, se spendere centinaia di migliaia di euro per una veste rossa (cosa scriveva la Fallaci dell’obispo latinoamericano che non ha incontrato in fruscianti vesti seriche?) può gridare vendetta al cospetto dei poveri cristi di terra e di mare. Il Papa invita quindi a lasciarsi «sorprendere dalla presenza di Dio, che ci aspetta tra i poveri e i feriti del mondo. E attende di essere accarezzato non a parole, ma con i fatti». Un gran lavacro non su moralismi, non su negazioni dell’umano, ha bisogno questa Chiesa che pure amiamo nella sua imperfezione. Un lavacro che ci aspetta tutti al varco della fede che vorremmo lui davvero trovasse.
***
E dopo è un adesso. Provo a non essere prevenuto ma non posso negare tutte le perplessità di questi primi giorni: sarà questo strano novembre. Io mi auguro che il governo ci stupisca e faccia cose buone per gli italiani (e non). Sospendere il giudizio in attesa di vedere i risultati, dicono. Peccato il detto di Ennio Flaiano che asserisce essere gli italiani sempre pronti a correre sul carro dei vincitori. Ancora una volta.

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

Il pericolo maggiore non risiede nelle cose, nelle realtà materiali, nelle organizzazioni, ma nell’inclinazione dell’essere umano a chiudersi nell’immanenza del proprio io, del proprio gruppo, dei propri interessi meschini. Non è un difetto della nostra epoca, esiste da quando l’uomo è uomo e con l’aiuto. Percorriamo, cari amici, questa via: allarghiamo il cuore al fratello, avanziamo nel percorso di conoscenza reciproca. Stringiamo tra di noi legami più forti, senza doppiezze e senza paura, in nome del Creatore che ci ha posto insieme nel mondo quali custodi dei fratelli e delle sorelle.

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contrAppunti

Penso che Salvini sia un tele-mistificatore, con tutte le bugie che ha detto agli italiani. Coloro che lo votano sono come galline che vanno a pranzo con la volpe. “Io non ho sfruttato nulla. Ho preso sempre posizioni che riflettevano personali convinzioni, avendo come unico punto di riferimento la mia integrità professionale”. Così diceva alla vigilia del voto: e invece, pur presa una batosta, il nostro s’aggira per l’Italia con la faccia di sempre. Quella. 

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