8th Febbraio 2023

Benvenuti …
… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             
 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

La canzone del bambino nel vento (Auschwitz)
di F. Guccini
Son morto con altri cento, son morto ch’ ero bambino,
passato per il camino e adesso sono nel vento e adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz c’era la neve, il fumo saliva lento
nel freddo giorno d’ inverno e adesso sono nel vento, adesso sono nel vento…
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio:
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, a sorridere qui nel vento…

Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, in polvere qui nel vento…
Ancora tuona il cannone e ancora non è contento
di sangue la bestia umana e ancora ci porta il vento e ancora ci porta il vento…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà…
Io chiedo quando sarà che l’ uomo potrà imparare
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà e il vento si poserà e il vento si poserà…

Le nuvole
di F. De André

Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio

Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora
o di qualche altra bestia
ma questo lo vedono meglio i bambini
che giocano a corrergli dietro per tanti metri

Certe volte ti avvisano con rumore
prima di arrivare
e la terra si trema
e gli animali si stanno zitti
certe volte ti avvisano con rumore

Vanno
vengono
ritornano
e magari si fermano tanti giorni
che non vedi più il sole e le stelle
e ti sembra di non conoscere più
il posto dove stai

Vanno
vengono
per una vera
mille sono finte
e si mettono li tra noi e il cielo
per lasciarci soltanto una voglia di pioggia.

 

Ipse Dixit
Spesso dimentichiamo che le persone con le quali siamo costretti a vivere … sono costrette a loro volta a vivere con noi. R. Huch

Diario

:::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo: perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di ragazzetti, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli :::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” ::::

Nel fine settimana del 21 e 22 gennaio ospitiamo in accoglienza la Comunità Capi dei gruppi scout di Seriate e Bergamo2 per un corso di formazione. Nel pomeriggio della domenica don Omar Valsecchi, assistente spirituale del gruppo, celebra la Santa Messa a chiusura della due giorni.
Domenica 15 giornata di ritiro a chiusura del corso per le coppie che si preparano al matrimonio organizzato dalla parrocchia di Monterosso in Bergamo Città. Sono quasi una quarantina i futuri sposi che partecipano alla giornata animata da don Cristiano Re nelle meditazioni e nella celebrazione della Messa conclusiva a metà del pomeriggio.
Giovedì 12, consueta giornata di ritiro per i giovani seminaristi del convento dei padri camilliani di Capriate San Gervasio accompagnati dalla  guida spirituale padre Angelo Brusco.
Nei giorni di sabato 7 e domenica 8 ospitiamo in accoglienza i giovani dell’oratorio di Busnago per due giorni di preghiera e di condivisione accompagnati dall’educatore Fabio.  

Nella giornata di sabato accogliamo don David Maria Riboldi, cappellano del carcere di Busto Arsizio, con i soci della cooperativa sociale “La valle di Ezechiele” che opera all’interno del penitenziario. Una giornata di riflessione e preghiera necessari per rinnovare le forze e continuare a “sognare la meravigliosa sfida di aiutare le persone a tornare a camminare sulle proprie gambe”.
Dal 2 al 3 gennaio ospitiamo un piccolo gruppo di ragazzi dell’oratorio di Bossico accompagnati dal parroco don Danilo e dall’educatrice. Due giorni per imparare a stare insieme nel tempo della riflessione, del gioco, della preghiera, delle reciproche responsabilità.

Dal 27 al 29 dicembre ospitiamo la Route di Natale il clan Nakama del gruppo scout Lecco3. A mezzogiorno del 29 dicembre raggiungono l’Abbazia, salendo a piedi da Pontida, una quarantina di scout provenienti da tutta Italia per la itinerante Route di Natale organizzata dalla Comunità Scout di Soviore-Levanto, quest’anno dedicata al Beato don Carlo Gnocchi. Dopo il pranzo nel prato sotto il sagrato e una piccola visita guidata all’Abbazia riprendono il sentiero verso Villa d’Adda, paese natale di Sperandio Aldeni la cui guarigione è stata riconosciuta come opera del Beato.
Venerdì 23 dicembre, giornata di ritiro in preparazione al Natale del gruppo adolescenti della parrocchia di Boccaleone accompagnati dal parroco don Stefano.
Sabato 17 mattinata di ritiro natalizio, in meditazione e preghiera silenziosa, per i catechisti della parrocchia di Bonate Sopra accompagnati dal curato don Taddeo.
Giovedì 15, ospitiamo per l’intera giornata padre Angelo Brusco dei Camilliani di Capriate San Gervasio con il piccolo gruppo dei seminaristi per una giornata di ritiro e preghiera.
Martedì 13, saliti a piedi da Mapello lungo il  sentiero della collina un gruppo di amici provenienti da Rudiano – Brescia raggiungono la nostra Abbazia per un veloce pranzo al sacco e per la  Santa Messa celebrata da don Francesco, compagno di passeggiata.
Lunedì 12, una trentina di persone fra operatori e gruppo segreteria della FNP CISL di Monza sono in visita guidata alla storia e all’architettura della nostra Abbazia. Passeggiano poi lungo il sentiero verso Cabergnino per visitare il presepe allestito presso Casa Mosconi. A seguire il pranzo presso Il Vitigno e la visita al paese natale di Papa Giovanni.
Nel fine settimana del 10 e 11 dicembre ospitiamo in accoglienza una ventina di educatori della parrocchia di Besana Brianza accompagnati da Fabio e da don Fabrizio, vicario incaricato della pastorale giovanile. Due giornate di ritiro riflettendo sul tema del “Gesù educatore”. La domenica mattina incontrano il Rettore che tiene loro una meditazione.
Sabato 10, pomeriggio di ritiro per il numeroso gruppo catechisti della parrocchia di Bonate Sopra accompagnati dal curato don Daniele. Verso sera, a conclusione, adorazione e preghiera in Abbazia prima della cena al vicino ristorante.

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Segnalazioni/Corrispondenze

Libri
M.B. Bianchi, La vita di chi resta, ed Mondadori, pagg 252 (anche ebook)
A me è successo di incontrare chi dopo pochi giorni si è tolto la vita. E sono i morti che più mi porto dentro. Per questo vi segnalo questo libro: per sapere prima; e se dopo, per capire ingranaggi che si sono da allora ingrippati.
I suicidi, scrisse Pavese, sono omicidi timidi. Il loro insostenibile dolore viene però troncato di netto, quello di chi rimane no. La vita di chi resta è un viaggio allucinato di superstiti, vittime quasi allo stesso modo però ancora vive, ancora esposte al tormento. Nessuno ne parla mai. Quasi non esistono gruppi di ascolto e terapia per aiutarli ad affrontare sensi di colpa e vuoto, quella sensazione di spaesamento e distacco dal reale. Sono come sonnambuli, prigionieri di un perenne altrove. E s’intitola proprio così, La vita di chi resta, il memoir che Matteo B. Bianchi ha scritto per Mondadori quasi venticinque anni dopo la perdita di S., compagno amatissimo che un giorno decise d’impiccarsi proprio a casa di Matteo: i due si erano lasciati da qualche mese, dopo sette anni insieme. Nell’istante terribile del ritrovamento, un urlo muto e sbigottito, inizia il vagare di Matteo: «Io sono la vita con lui e la sua assurda morte». Il sopravvissuto non cambia appartamento, ricorda, si strazia, cerca di capire. Si chiede, come accade a quelli nella sua condizione, se fosse possibile intercettare i segnali, credere alle minacce di farla finita, comprendere come l’altra persona fosse davvero a un passo dal buio. Il calvario si accompagna a una specie di mutazione fisica, è questo un romanzo molto corporeo e duro, sebbene romantico e fragile, la confessione di un inferno portatile. Il sopravvissuto si sente invecchiare pur essendo giovanissimo rallenta, ingrigisce, non ha più voglia …

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dove è l’inverno?

 

 …e la galaverna?

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

divisivo o evangelico? – Qualche anno fa, in risposta a uno scritto di tal Socci (che nelle cronache future finirà a piè di pagina in una nota poco encomiastica) ,sapete, è quello che si è attaccato a una prima sconsiderata soffiata di un cardinale reduce dal Conclave, per dire che lui, l’eletto, non è Francesco, non è papa – che già scriverlo ti dovrebbe almeno farti chiedere ma chi ti sei? – solo per aver ripetuto, i conclavisti, una votazione a seguito di un conteggio errato; insomma volevo scrivere un pamphlet in risposta appunto intitolandolo È Francesco. Non ne feci nulla, preferendo, da qui, siglare note man mano che la marea, e si sentiva che sarebbe cresciuta, avesse portato a riva le proprie scelleratezze. Che è appunto quello cui stiamo assistendo: e non più con ciellini sfiancati o vaticanisti infastiditi (quel signore che il giorno dopo dei figli che si fanno responsabilmente, e lui che ne aveva otto o nove si è offeso: perché?!) ma con cardinali che parlano e scrivono in nome di una permalosità che non ti riesce facile permettergli. Anche se umani, come tenta di scusarli qualcuno dei buoni. Lettere post-morte, libri, interviste: il rosso della porpora messogli addosso per spronarli al martirio, e lo usano come il drappo in un’arena di tori. È vero: un papa così non è facile. Solo quattro anni dopo la sua elezione, esce un documento negli Usa e poi in Europa che lo accusa di eresia: tutti di estrazione lefebvriana, preti teologi giornalisti proclamano che ha dato scandalo al mondo in materia di fede e di morale con la Amoris laetitia e altri scritti. L’intento è chiaramente strumentale: si inchinano alla fine del documento al sacro bacio chiedendo benedizione, e lo intitolano Correzione fraterna. Ma il puzzo di ipocrisia è troppo forte: che esca giusto quattro giorni dopo che Francesco ha dato il benservito al cardinale prefetto della congregazione della fede che guarda caso comincia a tradurre i suoi sussurri in aperte scontente valutazioni, e che ora pubblica le sue riserve sul papato …  Avete sentito quel che dice e scrive: grave dolorosa è la ferita inflitta agli amanti del latino, con le restrizioni imposte da Francesco a scorno dei suoi predecessori che l’avevano permesso. Naturalmente al cardinale non viene da chiedersi il perché l’hanno permesso, e a qual fine (anche se a Benedetto, lo si deve riconoscere, quelle messe in latino piacevano proprio); e neppure ha letto (o non ha letto? o non ha capito?) i motivi esposti in una lettera ad hoc: lì non era più questione di latino, ma di fedeltà alla Chiesa che si è pronunciata in Concilio. Non basta: ma se sono ammessi altri riti, perché non quello voluto dai tradizionalisti? dice. Che è come dire agli ambrosiani che sono eretici o scismatici o quel che sono come è indubbio ormai per i lefebvriani. Povero cardinale a cui qualche amico dovrebbe dire: adesso taci, per il tuo bene, per la maggior gloria di Dio e la miglior salute tua. Sì, Francesco non è un papa facile: anche lui umano. Per accelerare quell’Ecclesia semper reformanda non è stato sul passo prelatizio che ha scambiato la prudenza con gli standard di sempre. E neppure ha tenuto in gran conto la difficoltà di tanti preti nel tenere il suo passo pastorale, spirituale. Modificare abitudini? Persino il suo stare a Santa Marta invece che nel Palazzo apostolico, non è facilmente digeribile per i tanti che pensano la dignità come una altezza. Nonostante si sia creato un Consiglio di nove cardinali (e anche lì dentro un qualche Giuda che scrive lettere da pubblicare dopo la propria morte – ed è stata pubblicata, e definisce questo papato un disastro) l’impressione dei più è che stia governando da solo. Ma forse questa è la condanna di chi si vuol mettere davanti per indicare un cammino difficile. Non mi inchino al sacro anello – guarda che non si usa più! – ma chiedo benedizione a lui cui si è un poco spento quel sorriso degli inizi che, ho scritto, m’era piaciuto tanto.   28 gennaio 2023

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

Stare con Gesù richiede il coraggio di lasciare, di mettersi in cammino. Che cosa dobbiamo lasciare? Certamente i nostri vizi e i nostri peccati, che sono come ancore che ci bloccano a riva e ci impediscono di prendere il largo. Ma occorre lasciare anche ciò che ci trattiene dal vivere pienamente, per esempio le paure, lasciare i calcoli egoistici, le garanzie per restare al sicuro vivendo al ribasso. E bisogna anche rinunciare al tempo che si spreca dietro a tante cose inutili. Non ci succeda di professare un Dio dal cuore largo ed essere una Chiesa dal cuore stretto; questa sarebbe, mi permetto di dire, una maledizione.

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contrAppunti

… quando i terremoti
spingono nazioni non-fraterne
alla solidarietà!

 

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