3rd Luglio 2022

Benvenuti …
… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             
 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

Ancora sulla strada di Zenna

Perché quelle piante turbate m’inteneriscono?
Forse perché ridicono che il verde si rinnova
a ogni primavera, ma non rifiorisce la gioia?
Ma non è questa volta un mio lamento
e non è primavera, è un’estate,
l’estate dei miei anni.
Sotto i miei occhi portata dalla corsa
la costa va formandosi immutata
da sempre e non la muta il mio rumore
né, più fondo, quel repentino vento che la turba
e alla prossima svolta, forse finirà.
E io potrò per ciò che muta disperarmi
portare attorno il capo bruciante di dolore.
Ma l’opaca trafila delle cose
che là dietro indovino: la carrucola nel pozzo,
la spola della teleferica nei boschi,
i minimi atti, i poveri
strumenti umani avvinti alla catena
della necessità, la lenza
buttata a vuoto nei secoli,
le scarse vite, che all’occhio di chi torna
e trova che nulla nulla è veramente mutato
si ripetono identiche,
quelle agitate braccia che presto ricadranno,
quelle inutilmente fresche mani
che si tendono a me e il privilegio
del moto mi rinfacciano.
Dunque pietà per le turbate piante
evocate per poco nella spirale del vento
che presto da me arretreranno via via
salutando salutando.
Ed ecco già mutato il mio rumore
s’impunta un attimo e poi si sfrena
fuori da sonni enormi
e un altro paesaggio gira e passa.

di V. Sereni

 

Ipse Dixit
Mettetevi sempre al posto del vostro prossimo, e mettete il prossimo al vostro posto; così giudicherete bene. Comprando, immaginate di essere chi vende; e vendendo, d’essere chi compra: così comprerete e venderete equamente. san Francesco di Sales

Diario

:::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo: perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di ragazzetti, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli :::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” ::::

Domenica 15 maggio: saliti da Mapello lungo il sentiero della Madonna di Prada, all’ora del pranzo raggiungono la nostra Abbazia una cinquantina di coppie del gruppo famiglie della parrocchia di AzzanosanPaolo accompagnati dal parroco donAlberto. Una giornata per stare insieme, per ringraziare del cammino fatto nell’anno e per iniziare a programmare gli impegni del prossimo. A metà pomeriggio la celebrazione della Messa prima di riprendere il cammino verso casa.   >>>   Sabato 14 maggio, la mattina. Sono una quarantina le persone provenienti da diversi paesi della provincia in visita all’Abbazia accompagnati dalla guida Simona Turani, nel pomeriggio è invece Elena di Promoisola a condurre la visita per gli aderenti della ProLoco di SottoilMonte.   >>>   Venerdì 13 maggio, all’ora del tramonto. Ritorno del consueto appuntamento del Concerto di Primavera organizzato dalla ProLoco di SottoilMonte. Il maestro Francesco Motta accompagna con liuto e tiorba la cantante Caterina Sangineto: canzoni barocche dei più importanti compositori europei del XVII secolo.   >>>   Martedì 10 maggio. Pellegrinaggio dei ragazzi di PrimaComunione e Cresima della parrocchia di Carvico accompagnati dalle famiglie, dalle catechiste e dal parroco don Marco. Saliti a piedi lungo il sentiero della Torre di San Giovanni raggiungono la nostra Abbazia all’ora del tramonto. Dopo cena al sacco e i giochi nel prato concludono la giornata con la celebrazione della Messa, in una Abbazia affollata e partecipata.  >>>   Mercoledì 4 maggio: mattinata di ritiro per i sacerdoti della CET8 dell’Isola, a guidare le meditazioni don Walter, parroco di Bonate Sotto.   >>>   Lunedì 2, nella sera. Il nostro Rettore accompagna in un piccolo momento di preghiera una ventina di futuri Pellegrini sul Cammino di Santiago. Per tutti il primo timbro sulla Credenziale, quello dell’Abbazia di Sant’Egidio.   >>>   Domenica 1 maggio. Ospitiamo per l’intera giornata una trentina di bambini di Bergamo Città Alta per il loro ritiro in preparazione al sacramento di Prima Comunione. Accompagnati dal curato don Matteo e dalle catechiste, la mattina sono nel salone grande per una speciale catechesi e, nel pomeriggio in Abbazia ricevono il sacramento della riconciliazione. Raggiunti dai genitori, concludono la giornata con la celebrazione della Messa presieduta dal parroco don Fabio.   >>>   Nel primo pomeriggio raggiungono la nostra Abbazia i bambini della Prima Comunione della parrocchia di Tavernola accompagnati dalle famiglie, dalle catechiste e dal parroco don Giuseppe. Concludono qui il loro pellegrinaggio nella terra del Santo papa Giovanni con la celebrazione della Santa Messa.   >>>  .

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Segnalazioni/Corrispondenze

viaggiare d’estate
E’ bellissimo un viaggio nella regione francese della Camargue, luogo particolare costituito da una sorta di isola(85.000 ettari) posta tra i rami del fiume Rodano e il mare Mediterraneo. Il dipartimento in cui si trova è infatti  denominato Bouches-du-Rhône (bocche del Rodano). Qui la terra e l’acqua hanno saputo creare spazi selvaggi in cui convivono zone paludose, strisce di terra in cui si allevano prevalentemente cavalli, tori e montoni, in cui si possono incontrare con facilità i fenicotteri rosa e stormi di uccelli che qui trovano un habitat ideale. Dal 1928 è stata istituita una Riserva nazionale e poi nel 1970 un Parco naturale regionale, che ha permesso di salvaguardarne e preservarne il paesaggio. Fu da tempi immemorabili un territorio importante, sia per la posizione strategica che per ambiente naturale. E’ certo che un villaggio più antico, che si trovava nell’entroterra, un Oppidum Râ (citato da Festus Avienus nel IV sec.a.C.) -quello su cui sarebbero approdati Maddalena e compagni dalla Palestina?- sia oggi scomparso. Si menziona anche un fiorente porto già a quel tempo. Ciò che visitiamo oggi è un ridente villaggio, dalle case in prevalenza chiare, in cui la natura è vivace, le strade piene di colori, di bancarelle, di mercatini, di movimento.Tutto ruota attorno ad una costruzione che dà l’idea di una fortezza: la chiesa parrocchiale di Saintes-Maries-de-la-Mer, le cui merlature si vedono a dieci chilometri di distanza e nella quale il popolo ha potuto trovare un rifugio sicuro in tempi di depredazioni. è la santa patrona dei Gitani, la loro dea, alla quale dedicano un culto e una venerazione sconfinati. Secondo loro, Sara era già presente nel villaggio quando sbarcarono le Marie, dunque questo potrebbe far pensare che il ‘culto’ di una Vergine Nera (i nomi sono poi tutti da interpretare) fosse già ben radicato in loco. I Gitani sono tra l’altro un enigma per gli storici: da dove vengono? E chi sono? Sembra che la loro patria di origine sia l’Oriente (ancora una volta!) ma non c’è una memoria scritta che permetta di risalire alle sorgenti della loro ‘genesi’. Una delle teorie più accreditate è che essi fossero stanziati nell’India nord-orientale da cui -per ragioni che ignoriamo- si spostarono verso l’anno 900 d.C. migrando in Persia (Iran attuale), dove si sarebbero scissi in diversi rami, spargendosi anche in Europa. A questo popolo itinerante vengono dati nomi differenti, così si conoscono come Gitani, Rom, Romanischels, Manouches (che in sanscrito significa ‘uomo’), Bohémiens, Sinti, Yénich e anche, più genericamente, come Tsigani (Zingari), ‘gente del villaggio’, popolo itinerante… Amano il contatto con la natura e gli elementi che la costituiscono(l’acqua tonificante, il fuoco purificatore, il vento, la terra (sanno lavorare molto bene i metalli e il legno, ad esempio, arti che progressivamente anche presso di loro vanno scomparendo); adorano le feste, la musica, la danza. Non sempre sono stati accettati, anzi: in Romania subirono una schiavitù durata seicento anni, fino al 1800, per non parlare dello sterminio nazista perpetrato su quattrocentomila di loro, ma hanno anche ricevuto attestazioni di simpatia e nel 1438 cominciano ad essere citati nei documenti (ad Arles). La loro dea è Sara-Kâli (nella loro lingua Sara la Nera, che ricorda nel nome la celebre dea Kalì indiana), che è custodita sottoforma di simulacro di legno scuro nella cripta della chiesa del villaggio. Le hanno confezionato 59 abiti, di cui la rivestono nelle diverse cerimonie religiose, che cadono il 24 e 25 maggio di ogni anni, quando una folla di pellegrini, circa 10.000 gitani, si riunisce a Saintes Maries de la Mer per partecipare con devozione al trasporto della statua dalla cripta fino al mare (nel giorno del 24 maggio). Nella cripta della chiesa,il cui soffitto è stato rifatto, è custodita quindi la statua di Sara, insieme ad alcune ossa. Molti gli ex voto (‘Grazie Santa Sara’), i lumini e le candele accese nell’ipogeo. Sara non risulta essere mai stata elevata alla santità per la Chiesa ufficiale cattolica, però.

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

Varie ed eventuali L’estate non spegne le due lobby che si nutrono di mala erba da alcuni anni. E nonostante che i fatti siano lì ad affossare le loro opinioni. Come fine si danno al tiro al piccione di chi gli è meglio, molto meglio: nella chiesa attaccano Bergoglio nella politica attaccano Draghi. Avevano cominciato con il papa e proseguono con il premier; nella speranza di abbatterli sbertucciano quanti dicono vuoi vedere che non ci siamo? La loro voglia che le cose vadano male. Imbecilli o ignoranti? È il rancore plebeo di certi giornalisti che lavorano su sponde confinanti. Parafrasando un famoso testo di Giovanni: «Se temi gli inconvenienti di abbracciate il fratello che vedi, come correrai il rischio di abbracciare Cristo che non vedi?». Ma non so quanto siano interessati.
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In un libretto ancora oggi molto seducente, Bruno Munari parla di fantasia. E tra le conclusioni alle quali giunge ce n’è una che a me pare interessante: fantasia è capovolgimento delle cose. Fa esempi: Venezia piena di automobili; un ramo di pero carico di pomodori; o pioggia che cade all’in su. Un esercizio di sguardi nuovi. Ad esempio: finalmente il re nudo nella chiesa, svestiti tutti di quegli orpelli – dalla mitrie ali calzari con la fibbia – che pretendono di onorare il nostro Signore, che pure “non ha dove posare il capo”, immagina se vive di armadi di sacrestia. Che cosa ne pensate? ci si arriverà?
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Un sillogismo su cui facevo impazzire i miei alunni di quinta, nella lettura di Tolstoj: “Caio è un uomo, gli uomini sono mortali, Caio è mortale”. È qualcosa di giusto in sé, in relazione a tutti i Caio del mondo, non in relazione a se stessi. Un conto è l’uomo in generale, e allora quel sillogismo era perfettamente giusto; un conto eri tu, che non eri né Caio né l’uomo in generale, ma un essere particolarissimo, completamente diverso da tutti gli altri esseri… Unico. E dunque immortale?
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È la tragedia di chi deve riferirsi ai giudici americani per difendere l’aborto. Lo ha fatto il vescovo Paglia, naturalmente prescindendo dal fatto che non l’aborto ma l’ideologia politica muove quei signori. Boh. Così c’è da chiedersi in che modo si sposta un vescovo per il funerale di un quadriconiugato, e si lascia fuori di chiesa chi sceglie di non farsi trattenere qui a forza, ma di lasciarsi morire. Tutto il manuale di morale da rifare? Ma con coerenza evangelica, finalmente.
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Putiniano a chi? se il patriarca Kirill difende le ragioni per una Russia capitale morale, non può non dirsi putiniano. E infatti non lo dice, anzi. Se un giornalista nostrano che va per la maggiore (sono quelli che vanno per la maggiore che vorrebbero sempre più andare per la maggiore parlando per esserci!) dice che deve pur aver avuto delle ragioni lo zar se ha fatto quel che ha fatto; e tu gli dici sommessamente che nessuna invasione che conduca a tragedie di morte può mai avere giustificazioni; e lui sentendo una velata accusa di probabile putinismo ti ribatte, schifato, come ti permetti? Ma lo è o non lo è?
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Facebook e YouTube di Google sono di gran lunga le media company più importanti d’America. Hanno fatto del cervello degli americani (ma non solo) quello che l’industria del tabacco ha fatto ai loro polmoni. Bisogna agire.    1 luglio 2022

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

Un atto di misericordia: davanti all’incredulità di Tommaso, Gesù non si scandalizza e la comprende, trattando l’apostolo con benevolenza. Questo momento racchiude le difficoltà di ogni credente in crisi, che cerca qualcosa da toccare e da vedere. Ma è proprio in queste situazioni che Cristo ci consola offrendoci le sue piaghe, che sono più potenti del peccato. Esse ci devono far scoprire anche le piaghe dei fratelli e delle sorelle, le sofferenze del prossimo che può essere peggiore della nostra. Prendendoci cura di quelle riversandovi misericordia, rinasce in noi una speranza nuova che consola nella fatica.

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contrAppunti

tra i Né Né italiani_ C’è il sovranista antisbarchi che asserisce di avere un genero marocchino simpaticissimo. Il negazionista dell’Olocausto che va sempre in vacanza a Tel Aviv. Il moltiplicatore di battute omofobe che ha un migliore amico gay. E poi ancora il razzistone compulsivo che giura di avere adottato un bambino nero a distanza, il bestemmiatore seriale che organizza la giornata del sorriso in parrocchia, per finire con il contestatore della Nato che ha la colf ucraina. Medaglie al merito non richieste che sembrano suggerire: giudicateci da ciò che facciamo, anziché da ciò che diciamo. Ma non riescono a sciogliere il dubbio che ciò che dicono assomigli molto di più a ciò che pensano. (M. Gravellini)

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