Contrappunti (2)

contrappunti "CATTURARLO era il mio lavoro e l'ho fatto, ma non brinderò mai alla tristezza altrui". Così la dottoressa Cristina Villa - la poliziotta che ha fatto arrestare Cesare Battisti. Uno Stato che si manifesta con la divisa e le parole della dottoressa Villa è uno Stato che rassicura. Perché sa fare il proprio mestiere; e poiché lo sa fare, regola le proprie azioni e le proprie urgenze in funzione delle indagini in corso e non in funzione dei tigì di prima serata. Uno Stato che parla con la voce di Salvini e Bonafede invece non rassicura affatto, e anzi ci fa sentire meno protetti e meno garantiti. (M. S.)

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Vangelo (2)

vangelo secondo s. Marta 73. Il cristiano deve imparare la saggezza delle carezze di Dio: avere l’umiltà di aprire il cuore per essere guarito dal Signore e altrettanta umiltà e delicatezza per guarire il fratello che gli sta accanto, che ha bisogno del suo aiuto, di un consiglio, di una buona parola. Ed è proprio così che si costruisce una comunità cristiana. Tutti noi abbiamo bisogno di essere guariti, tutti; perché tutti abbiamo malattie spirituali, tutti; ma, allo stesso tempo, abbiamo la possibilità di guarire gli altri.

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Scioperi

Non è che la rivendicazione abbia dei risvolti strettamente religiosi. A meno che finalmente si condivida che ogni azione umana è sacra. Dunque rispettare insieme certi giorni li fa uscire dall’idea del riposo fisico, e li immette dentro il concetto della festa. Che è riabilitazione di tutto l’uomo. in sé e nella relazione. Rispettarli insieme, quei giorni: quello che non capita più a cassiere e operatori dei centri commerciali, aperti 361 giorni all’anno su 365 (e recentemente anche 24 ore su 24).  Non c’è più l’insieme ritmato sui sette giorni delle famiglie, e neppure della comunità in cui si abita. Avere il giorno di sosta dall’occupazione, quando gli altri sono altrove – a scuola, in ufficio, sui cantieri – quanto incide sul ritmo mentale e spirituale di una persona? Dunque la…

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Progresso

Un alunno del tempo felice che fu, mi ricordava in questi giorni alcuni cenni profetici (!) che spartivo negli anni ’70 del secolo scorso. Ai quintini si davano alcune indicazioni sull’essere cristiani e cittadini: capaci di parola e di presenza. Quando era facile prevedere che la funzione progresso – intesa nel malo modo del sole dell’avvenire che allora sembrava risplendere già eterno – avrebbe comportato quello che oggi sembra solo un iter di passaggio: la disoccupazione accentuata. Ma era facile prevedere, se ci si stava solo un poco a pensare il futuro, che la tecnologia avrebbe a poco a poco soppiantato la forza lavoro di uomini e donne. Lavorare per un periodo più breve, a parità di salario, era la prospettiva su cui la politica non ha saputo dare per tempo una vera risposta. E…

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la bella politica

Oggi in Olanda le prove generali di un futuro europeo, con la versione olandese della Brexit: si sfascerà l’unità di questo continente, che ci ha preservato da guerre per la presa di possesso di un fazzoletto di terra? Si rifaranno le dogane, e i confini nazionali, che alcuni muri dell’est stanno provando a costruire? Più che mai oggi è tempo di politica, e dunque di sconfitta dei politicanti: quelli che non hanno imparato nulla (ma non hanno mai voluto imparare) dalla storia degli ultimi decenni, dove avarizia, finanza di carta e ignoranza, hanno preso il sopravvento sulla buona politica. Perché la politica è bella. E non si dovrebbe più permettere a conduttori tv di vantarsi pubblicamente, e nel favore di trasmissioni loro affidate, di non andare a votare da anni, adducendo il disgusto…

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Errore umano

Lo si dice da subito quando cade un aereo e un treno deraglia. Per scoprire poi che, nel caso, è un guasto non previsto dai costruttori. E quando un uomo uccide la sua donna, o una mamma il suo bambino, si ricorre da subito alla pazzia: per poi scoprire che alcune atrocità avvengono nella lucidità delle persone. Lucidità malata, certo. Un errore nella natura umana. La supponenza che non accetta la fragilità, di qualsiasi natura, nega il mistero su problemi nuovi e complessi che s’affacciano oggi in modo inversamente proporzionale alle scoperte scientifiche e antropologiche. Capire sempre di più: questo il compito; e senza ammanicarsi con chi fa della autosufficienza l’unica regola di vita. Così, provate a dire che il caso Englaro è ben diverso da quei suicidi assistiti che avvengono al di…

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Benedizione

- Eh sì, scrivo quando ho qualcosa da dire, e che urge. E se raccolgo il lamento generoso di chi vorrebbe la mia tastiera più tastata, tuttavia non mi viene di affrontare una lettera (queste lettere che mando daQui) a scadenza. È una questione di correttezza nei confronti di chi legge, oltre che di intelligenza della vita. Perché le nostre parole siano benedette, occorre che siano veraci. Cioè, cordiali. E in ricaduta fruttuosa. Un condividere per una finalità: quella di crescere insieme nel vero nel bello e nel buono. E se talvolta gli strumenti possono essere violenti – come si fa ad imputare una disonestà senza usare le maniere forti, le parole forti? ci si ricordi delle fruste usate da Gesù al tempio – lo sono perché rinascano verità e bontà e bellezza. Che è poi il senso di quel…

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L’odio

Roberta e Fabio. E Italo. Come si esce vivi da quel paese dell’odio che è diventato il web? Era sobrio, Italo, al momento dell’incidente. Non aveva assunto droghe. E non era scappato, anzi. Aveva cercato di prestare i primi soccorsi a Roberta, ed era stato lui stesso a chiamare le forze dell’ordine. Che i giudici dicano non esserci a norma di legge gli estremi per l’arresto, non arriva, e comunque non conta, in un paese dove è l’istinto da giungla la massima legge: il web continua a vomitare sentenze e insufflare stille di rabbia. Scrivono che sia figlio di un avvocato, ecco perché avrebbe scampato l’arresto. Mentre lui è figlio di due operai, con la madre licenziata per dismissione della fabbrica: è in cura all’ospedale perché non riesce più a dormire. Avverte l’odio che c’è nei suoi…

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Siccità

Non ricordo se ho mai scritto della mia passione per il maestrale della Camargue: impetuoso e fragrante di mare, che in cielo fa correre le nubi con un gareggiare potente. E qualche volta mi hanno ascoltato tanti amici a dire il mio piacere della pioggia, che si alterni a giornate prolungate di immobilità del sole. E forse mai come ora - da due mesi senz’acqua che scenda qui nel nostro nord - vale per i fautori del “tempo bello” (a senso unico il bello!) che finalmente anche giornate piovose contengono la loro bellezza. Pioggia a turbine, a catinelle, a rovesci, fina, robusta, minuta. Purché sia pioggia ristoratrice del corpo e dell’anima. In ogni tempo, in alternanza, come la natura di terra e di uomini esige. Parafrasando un detto  che vede in una vacanza perpetua l’anticamera…

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Via Crucis dell’oggi

500 anni di Riforma protestante

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