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Friday 23 June 2017

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo


    Vieni, Santo Spirito,
    manda a noi dal cielo
    un raggio della tua luce.

    Vieni, padre dei poveri,
    vieni, datore dei doni,
    vieni, luce dei cuori.

    Consolatore perfetto,
    ospite dolce dell'anima,
    dolcissimo sollievo.

    Nella fatica, riposo,
    nella calura, riparo,
    nel pianto, conforto.

    O luce beatissima,
    invadi nell'intimo
    il cuore dei tuoi fedeli.

    Senza la tua forza,
    nulla è nell'uomo,
    nulla senza colpa.

    Lava ciò che è sórdido,
    bagna ciò che è árido,
    sana ciò che sánguina.

    Piega ciò che è rigido,
    scalda ciò che è gelido,
    drizza ciò che è sviato.

    Dona ai tuoi fedeli,
    che solo in te confidano
    i tuoi santi doni.

    Dona virtù e premio,
    dona morte santa,
    dona gioia eterna. Amen


    Via Crucis dell'oggi

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  • Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 

    Domenica 11 giugno, solennità della Ss.Trinità: alla Messa comunitaria delle dieci e trenta suor Romana Biella, attorniata da parenti e amici,  ricorda il cinquantesimo anniversario di vocazione religiosa nella Famiglia del Sacro Cuore di Gesù.   >>>   Sabato 10, la mattina mons. Ubaldo Nava celebra una Messa di ringraziamento nel giorno del cinquantesimo anniversario di matrimonio di Maria e Giuseppe Arrigoni, suoi compagni di giochi dell'infanzia.   >>>  Sempre nella mattinata di sabato, momento di ritiro per i catechisti della parrocchia di Valtesse accompagnati dal curato don Luca: incontrano il Rettore per una meditazione...   >>>   Giornata intensa di formazione e confronto per l'equipe educativa dell'oratorio di Ponte San Pietro: passaggi faticosi ma necessari per essere adeguatamente preparati ad affrontare le sfide dell'accompagnamento di bambini e ragazzi.   >>>   Nel primo pomeriggio alcune coppie dell'equipe Notre Dame di Bergamo, accolti dalle melodie del nostro organo,  si ritrovano in Abbazia per un momento di riflessione guidato da don Massimo Epis.  A seguire, dopo il silenzio e la meditazione di coppia, passeggiata a piedi verso la Madonna di Prada di Mapello.   >>>   Venerdì 9 giugno: giornata di lavoro, nel silenzio della nostra casa, per i presbiteri di Ponte San Pietro, Presezzo, Ghiaie e Locate alla ricerca di "nuovi modi di essere Comunità".   >>>   Da giovedì 8 a venerdì 9 ospitiamo in accoglienza un gruppo di amici legati alle suore Missionarie Comboniane e provenienti da diverse città (Bergamo Padova Brescia Milano...) in pellegrinaggio a piedi sui luoghi dei santi papi Giovanni XXIII e Paolo VI. Partiti dal santuario della Madonna del Castello di Ambivere hanno raggiunto prima Sotto il Monte e poi dal sentiero di SanGiovanni sono saliti fino a qui. La sera prima della cena e del meritato riposo, il Rettore celebra la santa Messa ricordando il loro impegni missionario. La mattina presto di venerdì ripartono, dopo la preghiera delle lodi in Chiesa, con destinazione Bergamo Città Alta e Brescia in serata.   >>>   Domenica 4, Pentecoste: un gruppo di famiglie provenienti da Talamona, Sondrio dopo aver partecipato alla Messa comunitaria sono in visita guidata alla Chiesa, prima di scendere nel salone grande per il pranzo. Nel pomeriggio dopo la visita al cimitero sulle tombe di padre Turoldo e il cardinal Capovilla, partenza per Sotto il Monte nei luoghi del Santo Papa Giovanni.   >>>   Sabato 3: mattinata di riflessione sulle nuove sfide educative per il gruppo catechisti delle parrocchie di Botta e Sotto il Monte, guidati dal curato don Leonardo.   >>>   Dal tardo pomeriggio fino alla mattina di domenica ospitiamo in accoglienza il piccolo gruppo della classe seconda media della parrocchia di Botta con le catechiste Donatella e Laura. Un po' di tempo dedicato allo stare insieme nella preghiera, nella condivisione degli spazi e nel ringraziamento per i doni da poco ricevuti con il Sacramento della Cresima: un gruppo che ha vissuto con impegno il silenzio di questo luogo.   >>>   Venerdì 2, nella mattinata. Raggiungono la nostra Abbazia accompagnati dal parroco don Luigi, una trentina di persone provenienti da Lucino, diocesi di Como. Accolti dal Rettore celebrano la Messa in Abbazia. A seguire sono attenti e interessati alla visita guidata alla storia e all'architettura del monastero di Fontanella. 

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  • Segnalazioni / Corrispondenze

      Il Corpus Domini, del vescovo Tonino Bello



    Non riesco a liberarmi dal fascino di una splendida riflessione di Garaudy a proposito dell’Eucaristia: «Cristo è nel pane. Ma lo si riconosce nello spezzare il pane». Sicché oggi, festa del Corpo e del Sangue del Signore, mi dibatto in una incertezza paralizzante.  Ma ecco che mi sovrasta un’altra ondata di interrogativi.

    Perché non dire chiaro e tondo che non ci può essere festa del «Corpus Domini» finché un uomo dorme nel porto sotto il «tabernacolo» di una barca rovesciata, o un altro passa la notte con i figli in un vagone ferroviario? Perché aver paura di violentare il perbenismo borghese di tanti cristiani, magari disposti a gettare fiori sulla processione eucaristica dalle loro case sfitte, ma non pronti a capire il dramma degli sfrattati? Perché preoccuparsi di banalizzare il mistero eucaristico se si dice che non può onorare il Sacramento chi presta il denaro a tassi da strozzino; chi esige quattro milioni a fondo perduto prima di affittare una casa a un povero Cristo; chi insidia con i ricatti subdoli l’onestà di una famiglia?
    Perché non gridare ai quattro venti che la nostra credibilità di cristiani non ce la giochiamo in base alle genuflessioni davanti all’ostensorio, ma in base all’attenzione che sapremo porre al «corpo e al sangue» dei giovani drogati che, qui da noi, non trovano un luogo di accoglienza e di riscatto? Perché misurare le parole quando bisogna dire senza mezzi termini che i frutti dell’Eucaristia si commisurano anche sul ritmo della condivisione che, con i gesti e con la lotta, esprimeremo agli operai delle ferriere di Giovinazzo, ai marittimi drammaticamente in crisi di Molfetta, ai tanti disoccupati di Ruvo e di Terlizzi? Purtroppo, l’opulenza appariscente delle nostre quattro città ci fa scorgere facilmente il corpo di Cristo nell’Eucaristia dei nostri altari. Ma ci impedisce di scorgere il corpo di Cristo nei tabernacoli scomodi della miseria, del bisogno, della sofferenza, della solitudine. Per questo le nostre eucaristie sono eccentriche. Miei cari fratelli, perdonatemi se il discorso ha preso questa piega. Ma credo che la festa del Corpo e Sangue di Cristo esiga la nostra conversione. Non l’altisonanza delle nostre parole. Né il fasto vuoto delle nostre liturgie.

    Tonino Bello - Alla finestra la speranza. Lettere di un vescovo - Ed. San Paolo

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  • daQui 

    spogliazione -  Una Chiesa che ha bisogno di divise, è quella di Cristo? Scrivo per le perplessità suscitate dall’ultimo DaQui. Tanti preti (e diaconi e vescovi) pensano che la spogliazione sia un pericoloso avvicinamento al protestantesimo. Quelli che - delle schiere sparse uscite dalle grida di Lutero - hanno soprattutto sofferto per l’iconoclastia che si è soprattutto, per loro, identificata con l’assenza di stendardi, piviali, e palandrane dei vari ordini equestri, oltre che dai bottoni rossi degli ecclesiastici insigni, da esibire nelle processioni. Quello che rimpicciolito per mancanza di fedeli, ormai, potete vedete nelle celebrazioni del Corpus Domini che si svolgano in città o nelle parrocchie di provincia, dove non siano state sostituite da un diverso e intelligente nuovo modo di intendere la presenza del Signore. (Ancora non rimpicciolito a Gandino? Ma lì è folclore e orgoglio di un passato, quando la ricchezza di panni che uscivano verso terre non globalizzate ancora non era un ricordo). Processioni in piccolo: perché a onta di chi vuol far sopravvivere manifestazioni astoriche, mette in strada un drappello di devoti che vanno dai bambini di prima comunione –  comandati - al piccolo resto di suore e di già figlie di Maria, oltre ai nostalgici incanutiti che, chissà perché, non richiamano i più giovani. Un passaggio che nasconde il Signore eucaristico dentro le apparenze di un potere che riesuma i cortei principeschi. E che suscita tenerezza, che è la cifra di bambini e di vecchi. Ma è questa la Chiesa nata dalla Pentecoste? E se qualcuno si scandalizza ancor più per queste righe, e ce ne sono, non è perché a cinquecento anni dal ribelle agostiniano non se ne è imparata la lezione, certo distinguendola dalle deviazioni? Che consisteva in un richiamo alla essenzialità dell’annuncio evangelico? Dietrich Bonhoeffer, il grande martire cristiano di professione luterana, in una delle sue lettere dalla prigione scriveva che povertà, spogliazione, nudità sono indispensabili per poter accogliere l’Altro, il Signore. Noi abbiamo una concezione diversa? Eppure nell’esercizio della Via Crucis Gesù spogliato delle sue vesti non è lì accidentalmente: è Cristo reso visibile dalla comunità in spogliazione. L’esatto opposto dell’immagine che si dà della Chiesa: che non è quella vestita di oro e di stoffe preziose, e non può assimilarsi alle sfilate di passerella alla Pitti (per quanto la moda ecclesiastica che si vorrebbe mantenere, e che rimprovera Francesco papa di non apprezzare, è ferma a pizzi e merletti di cui vestivano appunto i maschi dei tempi di Versailles; se non a “nuove” casule, che s’avvicinano molto ai pareo di origine esotica, in barba al simbolismo dei quattro colori liturgici). Deporre le vesti: era un atto penitenziale, un riconoscere che altro è richiesto ai discepoli di Cristo. Chiedere dunque che si depongano tutti i rossi non liturgici; quelle cappe magne che qualche cardinale si ostina ad indossare nonostante siano state abolite già dagli anni settanta del secolo scorso; e quei titoli di eccellenza ed eminenza che stridono alle orecchie di chi non vi vede né paternità né fraternità; e una abolizione di quel promoveatur ut amoveatur - che è chiaramente un segno di disistima, ma che ha portato alcuni a diventare persino cardinali: tutto questo (e altro) potrebbe finalmente contribuire a dare alla Chiesa l'immagine non

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  •  Il Vangelo
    secondo santa Marta

    128. Cuori «irrequieti» perché «mossi dallo Spirito Santo», o «elettrocardiogrammi spirituali» piatti, lineari, «senza emozioni»? In quale categoria ci si ritrova? Quale è il posto che lo Spirito Santo ha nella mia vita, nel mio cuore? Io sono capace di ascoltarlo? O il mio cuore è tranquillo, senza emozioni, un cuore fisso? 

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  • contrAppunti 

    distrazione di massa - Subito dopo una scoppola del tutto inaspettata nelle elezioni amministrative - giusto dalle stelle alle stalle (momentaneamente, certo) - i grillini romani se la prendono con emigranti e mendicanti del metrò. Prove di avvicinamento del ministero della cultura popolar-populista (il Minculpop di insana memoria, fascista e sovietico) che ci si ripromette arrivati al potere?

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