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Friday 15 December 2017

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo

     

    Amare il mondo

    Ci impegniamo, noi e non gli altri,
    unicamente noi e non gli altri,
    né chi sta in alto, né che sta in basso,
    né chi crede, né chi non crede.
    Ci impegniamo:
    senza pretendere che gli altri si impegnino per noi,
    senza giudicare chi non si impegna,
    senza accusare chi non si impegna,
    senza condannare chi non si impegna,
    senza cercare perché non si impegna.
    Se qualche cosa sentiamo di "potere"
    e lo vogliamo fermamente
    è su di noi, soltanto su di noi.
    Il mondo si muove se noi ci muoviamo,
    si muta se noi ci facciamo nuovi,
    ma imbarbarisce
    se scateniamo la belva che c'è in ognuno di noi.
    Ci impegniamo:
    per trovare un senso alla vita,
    a questa vita
    una ragione
    che non sia una delle tante ragioni
    che bene conosciamo
    e che non ci prendono il cuore.
    Ci impegniamo non per riordinare il mondo,
    non per rifarlo, ma per amarlo.

    di B. Brecht


    Via Crucis dell'oggi
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  • Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 

    Giovedì  9 novembre: il vescovo Francesco presiede la concelebrazione di un centinaio di preti: rettori dei santuari italiani convocatisi a Sotto il Monte per il loro annuale convegno. Migliore conclusione della loro permanenza in terra giovannea non poteva che esserci, nella nostra chiesa abbaziale. Salutati dal Rettore, che ha loro consegnato in estrema sintesi la storia del monastero di Fontanella - nato dal cammino per eccellenza di Santiago, il pellegrinaggio di un giovane che ha portato qui una nuova vocazione per la sua vita - si sono accomiatati dicendosi colmi di bellezza per questo appartato luogo di silenzio che la maggioranza scopriva per la prima volta.    >>>   da sabato 4 a domenica 5 ospitiamo in accoglienza una ventina di ragazzi di terza media della parrocchia di SottoilMonte-Botta per un fine settimana di riflessione, di preghiera, di "impariamo a stare insieme". Li abbiamo poi accolti nella eucarestia domenicale.   >>>   Domenica 5 , nella sera: una trentina di giovani del Vicariato dell'Isola si ritrovano nella nostra Abazia per il consueto appuntamento di preghiera, accompagnati dai loro preti giovani.   >>>   Mercoledì 1 e Giovedì 2: Ognissanti,  celebrazioni e visite ai camposanti delle proprie parrocchie degli amici che qui celebrano con noi domeniche e festività.   >>>   Domenica 29 ottobre: ex alunni ormai cinquantenni "del tessile" all’Esperia, si radunano qui con il rettore, loro insegnante, per celebrare un tempo di riflessione e di preghiera, oltre che di ricordi attorno a una tavolata che non avrebbe più voluto sciogliersi.    >>>   Nel pomeriggio visita guidata all'Abbazia per una dozzina di aderenti al Gruppo CAI di Cassano d'Adda, in cammino per la prima volta lungo i sentieri del Monte Canto.   >>>   Giovedì 26: ultimo incontro del ciclo " Meditatio dello Spirito". Marco Vincenzi riflette sulla beatitudine "Beati gli operatori di pace" partendo dalla sua esperienza come operatore sociale nelle difficili realtà dell'oggi, in Italia e all'estero.   >>>   Sabato 21: il gruppo giovani della parrocchia di Zanica accompagnati dal curato don Omar, conclude la settimana di convivenza con una mattinata alla nostra Abazia: meditazione, silenzio e preghiera. All'ora di pranzo rientro a casa.   >>>   Nel pomeriggio il Rettore celebra una santa Messa di ringraziamento per il quarantesimo anniversario di matrimonio dei coniugi Greselin, di Bergamo, affezzionati benefattori, attorniati dall'affettuosa e nutrita presenza di figli e nipoti.   >>>   Giovedì 19 "Meditatio dello Spirito" : la suora domenicana Antonietta Potente propone una significativa, e molta apprezzata, riflessione partendo dal passo di Vangelo "Beati coloro che hanno fame e sete di giustizia ". >>>   Domenica 15 ottobre : Il gruppo educatori adolescenti della parrocchia di Brembo di Dalmine guidato dal parroco don Diego si ritrova per un lungo pomeriggio di revisione e programmazione del nuovo anno (discussioni che proseguono nella serata dopo una breve pausa per la cena...).    >>>  In accoglienza ospitiamo per il fine settimana una quindicina di ragazzi del gruppo scout Bergamo 4, di passaggio sui sentieri del Monte Canto.   >>>   Sabato 14, nella sera: I coscritti ternesi del Rettore tra meditazione, celebrazione eucaristica e cena nel porticato coperto: per rivivere ricordi, ma soprattutto per sentirsi vivi nel presente.   >>>  La mattina: Nella nostra chiesa ospitiamo una quarantina di aderenti all'ACLI Lombardia per un incontro di spiritualità. Dopo il saluto e la preghiera con il nostro Rettore, relazione di don Giovanni Nicolini sulla figura di Padre Turoldo. A seguire tempo di confronto e discussione sulle provocazioni proposte. Conclusione con un pranzo comunitario al vicino ristorante. 

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  • Segnalazioni / Corrispondenze

    libri

    Quando pregate dite Padre nostro, di papa Francesco con Marco Pozza, ed Rizzoli

     "Ci vuole coraggio per pregare il Padre nostro. Ci vuole coraggio. Dico: mettetevi a dire 'papà' e a credere veramente che Dio è il Padre che mi accompagna, mi perdona, mi dà il pane, è attento a tutto ciò che chiedo, mi veste ancora meglio dei fiori di campo. Credere è anche un grande rischio: e se non fosse vero? Osare, osare, ma tutti insieme. Per questo pregare insieme è tanto bello: perché ci aiutiamo l'un l'altro a osare." Il Padre nostro è la preghiera che racchiude tutte le altre, quella che Gesù stesso ha donato ai suoi discepoli per rispondere alla loro richiesta: "Insegnaci a pregare". In questo libro, Papa Francesco la illumina versetto per versetto rispondendo alle domande di don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova. Le parole insegnate da Gesù entrano in risonanza con episodi della vita di Jorge Mario Bergoglio, con la sua missione apostolica e con le inquietudini e le speranze delle donne e degli uomini d'oggi, fino a diventare la guida per una vita ricca di senso e di scopo. Ogni capitolo della conversazione si conclude con dei testi di Papa Francesco - pronunciati nelle udienze del mercoledì o negli Angelus - che approfondiscono e sviluppano temi cruciali come la paternità, la grazia, il perdono, il male. Alla fine, don Marco Pozza porta il Padre nostro dentro il carcere, e lascia che due suoi parrocchiani diano voce al dolore che percorre le loro esistenze e alla loro speranza di misericordia.

       A. M. Canopi, Come astri nel cielo, ed San Paolo

    Anna Maria Cànopi propone un testo di lectio divina sulle stelle nella Bibbia, per guidare e accompagnare il lettore a contemplare le "stelle della vita".  Fondatrice e abbadessa dell'Abbazia benedettina Mater Ecclesiae sull'Isola di San Giulio (NO), è voce autorevole nell'ambito della spiritualità biblica e monastica. Fra i suoi numerosi testi, ricordiamo le ultime pubblicazioni con Paoline: Vita nuova nell'amore (2016), Nel « sì » di Maria,  Una lettura spirituale della Regola di Benedetto (2017), I Salmi. Canto di Cristo e della Chiesa (2017), Parole di luce,365 giorni con Anna Maria Cànopi (2017).

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  • daQui

     Cassandra - Per quei due miei lettori che sentono questo nome per la prima volta: è una che aveva il dono della profezia. Ma, si sa, non tutte le profezie sono gradevoli. Dunque quando predisse che la sua città sarebbe stata distrutta, non fu presa a sassate, ma quasi. Anzi peggio, perché i contemporanei pensarono bene di passare a noi il suo nome come foriero di sventure. Chi vede sentieri storti, e avverte, non solo anche oggi non è ringraziato, ma si sente dire: non fare la Cassandra. Cui si dovrebbe rispondere: e tu non fare lo struzzo; immergendo gli occhi nella sabbia o voltandoli da un’altra parte, non ti salvi. Così può sembrare a qualcuno fuori luogo usare in tempo d’avvento parole che apparentemente non sono di speranza. Apparentemente: perché vivere di speranza vuol soprattutto dire accorgersi. Di quel che avviene, che diventa segno di quel che verrà. Stolti!, capaci ormai di leggere nel cielo delle matematiche meteorologiche quando nevicherà oppure no, e del tutto incapaci di lasciarsi cogliere da fremiti di ragionevole timore di fronte a una umanità che sta scivolando. Chi ancora pensasse che non tocchi ai pulpiti cristiani occuparsi delle cose della terra - ma soprattutto di quelle che vanno sotto il nome di politica – non solo è fermo a quella cantina di pregiudizi che han fatto fiorire le cose peggiori nei decenni scorsi sulla responsabilità personale; ma, e principalmente, si prepara a scartare le possibili voci che facciano da corno di richiamo alla vigilia di tempi bui. Lo sapete: dire dai pulpiti la parola comunismo - contro, naturalmente!? -  non solo è possibile, ma desiderabile. Dire la parola fascismo, no. Non capendo che già è fascismo non poterla pronunciare. Predicare che il fascismo è l’esatto opposto del fatto cristiano: perché - nazionalista autoritario e totalitario - nega ogni premessa di quella fraternità senza la quale non si fa Vangelo; e dunque avvertire che le fobie contro la libertà degli individui e l’ospitalità allo straniero necessariamente sconfinano da una appartenenza verace alla Chiesa: questo non può essere taciuto, o rimosso nel panorama che il nostro mondo sta vivendo. Non è enfasi esagerata oggi l’avvertenza di persone attente sulle orde nere che avanzano nelle menti di troppi nostri connazionali, di troppi che frequentano le nostre chiese (la storia è maestra? macché!). Essere costretti a marciare contro le marce di individui che già han scelto la divisa, e che già si sono posizionati di fronte agli avversari, giornali o sedi di volontariato, è il segnale di un pezzo di terreno già perso. Siamo in una vigilia: e in vigilia le sentinelle ancor più debbono scrutare. Perché non si finisca in quei tanti natali che sprofondano in un clima festoso dimentico del dolore che non vien mai meno. Natali sordi e muti: se non sono la festa dei poveri betlemiti dell’oggi, se non si sottraggono alla ipocrisia di chi si inscrive nella massa di chi chiude le porte della città, sottraendosi all’arte del “buon vicinato” che prepara ogni pace. Specialmente se credenti, occorre osare, per fare di questo Natale una qualche rinascita. E se per arrivarci occorrerà prenderci il fardello di cassandre, sarà un prezzo giustificato della fede che ci rende liberi. Di fronte ai potenti del mondo. E agli arroganti.  9 dicembre 2017

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  •  Il Vangelo
    secondo santa Marta

     137. Gesù ci fa capire che lui è presente in un modo speciale in quelli che hanno bisogno. È presente negli ammalati, quelli che soffrono, negli affamati, nei carcerati, è presente lì. Mi avvicino per aiutare, per vestire, per consolare quelli che hanno bisogno?

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  • contrAppunti 

    (M. Serra, L'amaca) - Neanche se avesse organizzato il concorso di Miss Tette alla Mecca, Donald Trump avrebbe suscitato, nel cosiddetto consesso mondiale, una disapprovazione simile a quella prodotta dallo spostamento dell'ambasciata americana a Gerusalemme. Si trattasse solamente di essere arroganti, ci saremmo anche abituati. Qui lo sgomento ha qualità diversa: si sospetta il gesto di un grosso scemo, e se l'arroganza è componente distintiva di tutti i potenti stiamo freschi...

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