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Monday 26 September 2016

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo

    SE (Lettera al figlio, 1910)
        ... ... ...
        Se riesci a conservare il controllo quando tutti
    Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
    Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
    Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
    Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
    O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
    O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
    E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
       ... ... ...
        Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
    E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
    E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
    E non dire una parola sulla perdita;
    Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
    A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
    E a tener duro quando in te non resta altro
    Tranne la Volontà che dice loro: "Tieni duro!".
        ... ... ...
        sei un Uomo, figlio mio!
    Rudyard Kipling
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  •   Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" ::::

     Dalla sera di venerdì 9 settembre fino a domenica pomeriggio, ospitiamo in accoglienza il gruppo educatori degli adolescenti della parrocchia di Stezzano guidati dal curato don Andrea. Intense giornate di formazione sul nuovo programma educativo "Sii casa per gli altri e lascia che gli altri siano casa per te".    >>>   Domenica 11 prima della celebrazione della Messa, il Rettore incontra le coppie che ricordano l'anniversario di matrimonio della parrocchia di Treviolo, per una meditazione; partecipano poi gioiosi alla Messa comunitaria.   >>>   Sabato 10, verso mezzogiorno. Il ragazzi della parrocchia di Mozzo che nelle prossime settimane riceveranno la Cresima vivono la loro giornata di ritiro "itinerante" lungo i sentieri della nostra collina. Nella nostra Chiesa fanno tappa per la preghiera di invocazione allo Spirito Santo affinché doni "coraggio di uscire allo scoperto e capacità di accogliere e donare".   >>>   Sabato 10, nel pomeriggio: una cinquantina di aderenti alle Acli di Vicenza, concludono il pellegrinaggio nella terra del Santo Papa Giovanni con una visita guidata alla nostra  Abazia, incontrando frate Espedito che tratteggia la figura di Padre Turoldo, invitando a coglierlo ad di là delle leggende che lo diminuiscono.   >>>   Venerdì 9,  in serata. Pellegrinaggio per circa 150 aderenti alle ACLI di  Bergamo: saliti a piedi da Botta vengono accolti in Abazia dal Rettore per la preghiera e per una meditazione sul "coraggio di fronte allo scandalo della Croce".  A seguire, nel chiostro cena accuratamente preparata dai volontari dell'Associazione "Il ponte di stelle".  

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  • Segnalazioni / Corrispondenze

    "Il Papa si santifica e attacca i giornalisti"
    Questo il titolo dato da un giornale, chiaramente di parte politica e culturale, all’incontro del Papa con i giornalisti. E sottotitola: «”Le vostre chiacchiere sono terroristiche e uccidono”. Le sue invece fanno bene». Incontro che gli altri giornali hanno riassunto in occhiello richiamando verità, professionalità e cura della dignità di ogni uomo, chiedendo di non sottomettersi a interessi di parte, così che la professione non diventi arma di distruzione. Un titolo quello del giornale citato che per la verità non corrisponde all’articolo, che pur sottolineando il difficile di raccontare sempre e bene, tuttavia riconosce il fondo meritevole delle parole papali. Ma si vede che i titolisti non sono tenuti a verità e responsabilità, ma solo a richiamare da subito gli uccelli nel loro roccolo, a beneficio dei rilevamenti numerici dei lettori. Vi mando l’ultimo pezzo dell’articolo di F. Facci per evidenziare appunto la differenza tra titolo e contenuto, che mi pare molto più “vero”.
    Non ci sono state ovviamente solo strette di mano in quell’incontro con i giornalisti. Francesco che non va tanto per il sottile, ha fatto alla categoria un bello shampoo. Offrendo loro tre regole professionali: «Amare la verità è una cosa fondamentale per tutti, ma specialmente per i giornalisti. Vivere con professionalità, qualcosa che va ben oltre le leggi e i regolamenti. Rispettare la dignità umana, che è molto più difficile di quanto si possa pensare a prima vista». Nel discorso senza troppi giri di parole ha fatto capire che quel che vede dalla stampa non è esattamente così: la verità non è così comune, e il rispetto della dignità altrui assai scarso. Secondo il Papa «nel giornalismo di oggi - un flusso ininterrotto di fatti ed eventi raccontati 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana - non è sempre facile arrivare alla verità, o perlomeno avvicinarsi ad essa. Nella vita non è tutto bianco o nero. Anche nel giornalismo, bisogna saper discernere tra le sfumature di grigio degli avvenimenti che si è chiamati a raccontare». E ha staffilato la categoria su una certa inclinazione alla diffamazione altrui, usando parole e paragoni pesanti: il parallelo già utilizzato in altre occasioni sulle parole che uccidono come le armi dei terroristi. «Spesso ho parlato», ha ricordato Francesco, «delle chiacchiere come terrorismo, di come si può uccidere una persona con la lingua. Se questo vale per le persone singole, in famiglia o al lavoro, tanto più vale per i giornalisti, perché la loro voce può raggiungere tutti, e questa è un’arma molto potente». Fa effetto il paragone, ma non è così politico come potrebbe sembrare. È un altro modo di dire quel che è scritto nell’Antico testamento, libro del Siracide: «ne uccide più la lingua della spada». Il Papa ha spiegato: «il giornalismo deve sempre rispettare la dignità della persona. Un articolo viene pubblicato oggi e domani verrà sostituito da un altro, ma la vita di una persona ingiustamente diffamata può essere distrutta per sempre».  

     Sulla "competenza" 
    Caro Don,  ho letto con attenzione il  piacevole elzeviro riguardante la mancanza di competenza dei pentastellati romani, a quanto pare in confortante buona compagnia di tanti conduttori di parrocchie. Ho aggiunto quindi la sua opinione a quelle di tutti i giornali e televisioni che hanno dedicato pagine e pagine e ore di trasmissione allo smontaggio dell’impalcatura del movimento che, pur essendo nato da poco, è diventato a rischio di governo per le percentuali di voto raggiunte, quindi rappresenta un pericolo per tutti gli altri circensi. Naturalmente le percentuali derivano da voti del popolo, magari di serie B come quelli di manzoniana memoria, ma non penso che si voglia mettere in dubbio il suffragio universale e la democrazia, considerando buoni solo i voti che piacciono.  La prima domanda che mi pongo è: se i romani si mangiano il fegato dopo pochi mesi di giunta zero, cosa dovrebbero fare gli italiani dopo due anni di sviluppo zerovirgola: degustazione di tutti gli organi interni? Quindi proporrei di aspettare almeno di vedere se si riesce a raggiungere lo zerovirgola, magari prima di due anni, considerando che si parte con un debito di 13.000.000.000,00 dico tredicimiliardidieuro, pesante fardello lasciato dai “competenti” predecessori. Naturalmente al formarsi delle precedenti giunte tutti d’accordo, giornali televisioni e commentatori, sulle capacità dei componenti. Per quanto riguarda la competenza è proprio un bel problema perché una scuola di sindaco non esiste e non si sa dove “rubare (verbo molto appropriato in politica) il mestiere come fanno apprendisti parrucchieri e pasticcieri” perché, con i maestri a disposizione, si rischia di diventare parrucconi e pasticcioni. Che competenza specifica ha un chirurgo come Marino, un giudice come DeMagistris, uno che viene dalla televisione come Gori e chissà quanti altri?  Né più né meno di una avvocato come Raggi. Forse allora c’è un altro problema perché sento dire spesso che non basta l’onestà dal momento che in politica bisogna sporcarsi le mani! A questo punto ho bisogno di aiuto perché non ho mai capito di che cosa bisogna sporcarsele. Provo a fare qualche ipotesi. Sporcarsele di sangue? Non credo, per questo ci vuole un livello più alto, vedi Tony Blair che va in giro a fare pagatissime conferenze e Read More
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  • daQui

     Capacità –Capacità di vangelo, di eucarestia, di carità. O incapacità, su cui il “conosci te stesso” può finalmente dire quanto uno è credente. Quelle tre indicazioni sono state il filo di un triennio, ma sono il filo conduttore di una vita cristiana: capacità di Vangelo, dunque di ascolto; di eucarestia, dunque di apprendimento dell’amore di Dio; di carità, e dunque di traduzione sul prossimo dell’ascolto della Parola per la via, e dell’amore riversato dal Dio eucaristico su di noi. Chiamati a vederlo, il prossimo, a sentirlo come vediamo noi stessi e come noi in noi ci sentiamo. Meno uno si conosce in se stesso, meno saremo capaci di compassione: essendo per sé la prima compassione. Sto ripassando queste linee date alla nostra Chiesa di Bergamo, e mi accorgo che (conoscendo me conosco gli altri!) ne siamo molto lontani. Lontani dunque anche dal Signore? Beh, questo è più difficile da dire, anche perché sappiamo che noi lontani da Lui, ma Lui sempre vicino a noi. Si dà il caso di parecchi che si attengono ai comandamenti e tuttavia restano lontanissimi da Dio. E si dà il caso del contrario. E di altri che vivono molto di atti religiosi, ma meno di fede. E tra l’una e l’altra ci può essere un abisso. Scandaloso, per chi guarda da fuori; e rattristante per chi vede da dentro. Nella Chiesa c'è abbastanza luce per chi crede e abbastanza ombre per chi dubita, scrive Pascal. Certo è che ognuno di noi ha differenti debolezze, differenti vizi derivanti dal suo patrimonio genetico, dalla sua indole, dalla sua biografia. È esperienza di ogni giorno: gli ostacoli all'amore che si fa prossimo sono differenti per ogni individuo. Ma se il vivere (soprattutto) di religione invece che di fede tocca i pastori della Chiesa? Di p maiuscola o minuscola che siano? Da noi, nelle parrocchie, e sotto l’egida di un vescovo, ci stanno i parroci e i curati: i primi sono i responsabili in primis, gli altri vicari o coadiutori. Tutti preti, ma... ma di difficile composizione se il responsabile in primis ha nel suo invincibile subcoscio (che a volte si rivela) “il parroco sono io”: detto in opposizione al suo coadiutore o ai laici. [E lì si può leggere l’incapacità di far avvenire quanto si è ascoltato dal Vangelo,  celebrato nell'eucarestia, e non si sa tradurre nelle relazioni. Che ti vale credere che Dio è nato nella carne, se non lo fai nascere nella tua carne? insegnava un antico Padre della chiesa]. Curato è un titolo che nella chiesa ambrosiana indica il nostro di parroco: indotto da quel curé francese, di cui si conosce l’accezione soprattutto per il Curé d’Ars. Ma è molto significativo: curato per mettersi in cura. Curato dall’amore di Dio e di tanti, per sapere a partire da Sé come prendersi cura di chi ti è affidato. Calare dunque i comandamenti del Signore alla misura dell’uomo:

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  • il Vangelo
    pregato ogni giorno


    Prendendo un bambino, con la sua semplicità, con la sua umiltà, con la sua dipendenza da qualcun altro, Gesù ci ha detto dove sta la possibile grandezza. Tu solo Signore di ogni cosa e grande, o Padre che stai nei cieli e nelle pieghe del nostro giorno, aiutaci ad uscire dalle nostre vanità insipienti. Luca 9,46

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  • sassolini
    sul cammino
     

    "Se vuoi arrivare primo, corri da solo. Se vuoi arrivare lontano, cammina insieme" (Proverbio)
    "La piú coraggiosa decisione che prendi ogni giorno é di essere di buon umore" (Voltaire) 

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