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Sunday 28 August 2016

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo


    Coltivo la rosa bianca
    di José Marti
     

    Coltivo una rosa bianca,

    in luglio come in gennaio,
    per l’amico sincero
    che mi porge la sua mano franca.
    E per il crudele che mi strappa
    il cuore con cui vivo,
    né il cardo né ortica coltivo:
    coltivo la rosa bianca.
     
    Se io potrò impedire
    di Emily Dickinson

    Se io potrò impedire

    a un cuore di spezzarsi
    non avrò vissuto invano
    Se allevierò il dolore di una vita
    o guarirò una pena
    o aiuterò un pettirosso caduto
    a rientrare nel nido
    non avrò vissuto invano

     

     

    Via Crucis... 

    Giubileo...



     

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  • patroni di Bergamo: sant'Alessandro
    e don Alessandro Dordi, martire in Perù 
    Le feste liturgiche - del primo il 26 agosto e del secondo il 25 agosto - ci possono aiutare a specchiarci in chi ci ha receduto nel segno di una fede totale.

     Sabato 5 dicembre 2015 a Chimbote, in Perù, si è svolta la beatificazione di don Sandro Dordi, missionario bergamasco originario della parrocchia di Gromo San Marino. Don Sandro ha ricevuto l’onore degli altari insieme a due francescani, i polacchi Michele Tomaszek e Sbigneo Strazalkowski. Tutti e tre erano stati assassinati nell’agosto del ’91 dai guerriglieri maoisti di Sendero Luminoso. La cerimonia, presieduta dal cardinale Angelo Amato, prefetto della Congregazione per la causa dei santi, si è tenuta nello stadio della città alla presenza di circa 30 mila persone. Tra di loro il presidente del Perù, Ollanta Humala, il primo ministro Pedro Cateriano e altri 4 ministri, l’ambasciatore d’Italia a Lima, Mauro Marsili, e quello di Polonia.  Don Sandro e i due francescani polacchi infatti sono i primi martiri del Perù. Nel febbraio scorso Papa Francesco aveva promulgato il decreto del «Martirio in odio alla fede. I due francescani saliti agli altari furono trucidati a Pariacoto il 9 agosto 1991, don Alessandro Dordi, ejecutado, matado in un’imboscata vicino a Vinzos, lungo il Rio Santa, il 25 dello stesso mese. I guerriglieri di Sendero Luminoso bloccarono la jeep sulla quale viaggiava con due seminaristi. «Ci hanno detto di scendere – raccontarono i due sopravvissuti – e ci hanno accompagnato via. Mentre camminavamo abbiamo sentito i colpi degli spari». Quando i preti si chiamano Alessandro vuol dire che vengono o da Bergamo o dal Trentino (il cui Alessandro è annoverato – assieme ai compagni Sisinnio e Martirio – tra i martiri di quelle vallate). Non era la prima volta che don Alessandro nostro era stato inviato in missione. Anni prima era stato richiesto a Porto Viro, tra i poveri del Polesine, che se lo ricordano benissimo, gli hanno intitolato una piazza e una cooperativa sociale, e sono anche venuti a Gromo San Martino per pregare sulla sua tomba. Era stato anche in Svizzera, tra i nostri emigrati. Dal Perù aveva scritto a un amico sacerdote: «In questi giorni siamo particolarmente angosciati e preoccupati. Sicuramente hai saputo come il 9 di agosto Sendero Luminoso ha ammazzato due sacerdoti della Diocesi di Chimbote. Sono due francescani polacchi che lavoravano in una vallata come la mia: avevano 32 e 34 anni. Puoi immaginare la situazione di ansia in cui viviamo; ci sono inoltre delle minacce chiare di prossime uccisioni. Sendero luminoso, che con il terrore vuole arrivare al potere, ha preso di mira la Chiesa… La situazione del Perù è angosciosa. Ogni giorno ci chiediamo: a chi toccherà oggi?». Toccava a lui. L’aveva messo in conto. Salutando i suoi l’ultima volta aveva detto: «Addio, adesso torno laggiù e mi uccideranno». Se ci sono voluti tanti anni per la beatificazione di un personaggio la cui vita è scorsa limpida come l’acqua delle sue montagne bisogna ringraziare lo stato di confusione in cui la chiesa sudamericana di quegli anni era stata condotta dalla cosiddetta “teologia della liberazione”, un movimento di pensiero – e di azione – che mescolava con eccessiva scioltezza rivoluzione armata, marxismo e cristianesimo. Ne porta le dolorose conseguenze anche papa Francesco, accusato ogni tanto di simpatie diciamo così “extraterritoriali”. E con lui l’arcivescovo Romero, che pure ha dovuto attendere molti anni per vedersi riconosciuta la morte in odium fidei, ossia per il fatto di essere cristiano. Recita un canto di quegli anni, scritto da Victor Jara in onore di Camilo Torres, prete guerrigliero: «Va a revisar la sotana, mi General,/ que en la guerrilla cabe un sacristán». (Guarda cosa c’è sotto la tonaca, Generale [Pinochet] / perché tra i guerriglieri c’è uno che frequenta le sagrestie). ma i tre furono guerriglieri della fede, le mani nude da armi. protese nella fratellanza fino al martirio. 

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  • Segnalazioni / Corrispondenze

    in solidarietà con le terre devastate
    nella celebrazione di domenica 28 si raccoglieranno offerte
    fidando nella generosità di sempre _ 


    24 agosto. Ore 11, il miracolo è compiuto. Arriva finalmente un’ambulanza che carica l’anziana signora Vitaliana, appena estratta dalle macerie di questo borgo di montagna delle Marche più interne, interamente distrutto. Nonna Vitaliana e i suoi due nipotini Samuele e Leone, di 4 e 6 anni, li hanno tirati fuori a mani nude i parenti

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  • daQui

     Paura - Certo è il sentimento di questi terribili giorni, per uomini e donne di quella terra che non smette di sussultare, dopo la scossa che ha seppellito centinaia di familiari. Una paura ormai inscritta nella genetica di quegli abitanti, che non possono neppure sperare che quei fenomeni siano occasionali: loro e i loro nonni e i loro trisavoli sanno del ripetersi, a distanza di pochi lustri, dell’infamia delle viscere di quella terra. Una paura che tuttavia non li allontana, in una lotta che gli insegna, di volta in volta, a ricostruire e sempre un po’ meglio. I mostri, anche questo è nel loro nobile diénnea, si sconfiggono non arrendendosi alle loro zampate funeste. Ma di un’altra paura scrivo: di quella che è alimentata - in questo popolo di emigranti dalle Alpi alla Sicilia, per i migranti che ora bussano dalla Sicilia alle Alpi - da imbonitori televisivi e cartacei, e da alcuni sindaci di una terra, quale quella bergamasca, che della necessità del varcare le soglie della Svizzera – e non per chiedere ma per arricchire di strade di case e di banche – ha provato una umiliazione che dura da settant’anni. Ma non vorresti mai che nel numero di chi alimenta questa paura ci fossero quegli imbonitori da pulpito che sono i preti. E invece sì: ci sono paesi dove il parroco vorrebbe e il sindaco no; e paesi dove il sindaco vorrebbe e il parroco no. Vogliono insegnare al papa a non essere buonista, sui loro fogli anche appesi alle porte delle loro chiese: manco fossero le grida di Lutero, ma all’incontrario. Non avendo probabilmente mai introiettato, nella loro formazione, che la giustizia è il cemento della bontà; e la misericordia è la porta spalancata nei muri di cemento che pure sostengono una casa. E dunque accusare di buonismo è solo una scappatoia ridicola per non caricarsi della bontà. Il papa sbaglia dicendo “le persone devono essere amate e le cose usate; ma il mondo va male perché amiamo le cose e usiamo le persone”? Dunque chi stesse sulla soglia di questa assemblea, con il desiderio di incontrarla, sarebbe inevitabilmente indotto a pensare che il Vangelo sbaglia, che Cristo ha sbagliato nell’accedere alla Cananea. E volterebbe le spalle. Anzi, le sta voltando. Alimentare la paura dell’altro, del forestiero da parte di un prete è paura di che? paura di perdere la roba? di perdere il ruolo? o è la paura di perdere se stessi, dovendo rifare i conti con una formazione che li ha sempre fatti credere che mettersi a destra (dando e indicando di dare il voto a partiti di destra, avesseroi o no un pensare cristiano) fosse inevitabile dopo che “il Figlio è salito alla destra del Padre”?! Nascondendo la paura del forestiero

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  • il Vangelo
    pregato ogni giorno


    Che l’obiettivo della mia vita, sia la carità evangelica: servire tutti, e in ogni persona vedere che sei servito tu, Signore Gesù. Luca 14,7

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  • sassolini
    sul cammino
     

    “Non preoccuparti del fatto che la gente non ti conosce. Preoccupati piuttosto del fatto che forse non meriti di essere conosciuto ... Il vero uomo soffre se è incompetente, non se è misconosciuto.” (Confucio)

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