Parlamento o Urlamento? – Bisogna dire la verità: non c’è stata quella violenza da angiporto, con scene da parlamento libico o balcanico, che tante volte abbiamo visto, anche nella storia recente. Solo rumore e strepito dove i più sguaiati erano quelli di Fratelli d’Italia che oggi però non sono stati maneschi, e dunque sono stati migliori della loro storia e della loro antropologia.

Niente Twitter, né Facebook, né Instagram. Luciana Lamorgese è la nuova ministra dell’Interno del governo Conte bis, e non è su alcun social network. Una novità rispetto all’era Salvini, caratterizzata dalla sua forte attività sulla rete. La particolarità non è sfuggita ai tanti utenti del web che hanno sottolineato con ironia il passaggio di testimone al Viminale: come faremo adesso a sapere che cosa mangiare e chi insultare?

pieni poteri “La storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di far inebriare, di perdere il senso di servizio e di far invece acquisire il senso del dominio “. Meglio di così non poteva dirlo, nell’ottobre scorso il Capo dello Stato a un gruppo di liceali. Ma un certo politico già rotolava verso spiagge che l’hanno inghiottito. Ma l’hanno inghiottito? Ai posteri elettori l’ardua sentenza.

ADDIO         

 

Il ridottissimo vocabolario del nostro discorso pubblico – vergogna, animali, bestie, zecche, tiro dritto, non mollo – non ha soltanto incoraggiato tutti alla costante aggressione verbale: è il vocabolario che rende perfettamente comprensibile il nulla di cui ci parlano gli attuali leader. E noi a subire. Fino a quando?

In Russia venti milioni di poveri sono il risultato dell’incuria politica del nuovo Zar Vladimir Putin. Nell’America di Trump gli americani muoiono per mancanza di insulina, perché i malati con tabelle fai-da-te se la riducono non potendola più pagare così cara. E queste sono le politiche trumpiane e putiniane che piacciono ai nostri attuali governanti? Avanti così, o popolo.

Accerchiato: non più felpe poliziesche (qualcuno aveva notato che quelle della Guardia di Finanza non se le era mai messe) ma accuse di rubli. E’ il caso di suggerirgli che la pianti con le furbizie e prenda monito da Mafalda?

Il giorno dopo –  Era uno slogan degli anni cinquanta del secolo scorso. Ora l’antico slogan è stato riciclato dalla destra clericale filosalviniana  così: “Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, la Cei no”. Con evidente successo. Purtroppo per il cattolicesimo italiano.

A una bambina della terza elementare non viene data la pizza come a tutti gli altri ma solo una scatoletta di tonno e cracker. Si mette a piangere: per la pizza o per l’umiliazione? Tutti a dire la loro. Il ministro dell’Interno mai a corto di parole su tutto, preferisce il silenzio: d’altra parte – lo si capisca – è una bambina marocchina.

Buone notizie – Al ministro dell’Interno che ha usato più volte la sua consueta espressione: dovrebbero marcire in galera, ha risposto un magistrato: “Non sono parole che mi appartengono. Anche noi adulti, dobbiamo studiare di più”. E qualcosa deve aver studiato se l’altro giorno ha promesso che non userà più quel marcire. Studiare ancora di più, comunque. 

Non sappia la sinistra … così, uno pseudocattolico del convegno sulla famiglia che si terrà a Verona. Per ora da sottolineare l’uso del Vangelo per giustificare la propria azione politica come una costante nella Lega di Salvini che più volte, non a caso, cita san Giovanni Paolo II in contrapposizione al pontificato in corso, per giustificare le proprie prese di posizione (porti chiusi!). Sono uscite che infastidiscono i cristiani, o almeno quelli che si sforzano di esserlo.

IL GESTO delle manette rivolto ad avversari politici (lo ha fatto il senatore dei cinquestelle Giarrusso) rivela uno stile umano infimo. Ma politicamente, se possibile, è ancora più ripugnante. Si colloca al livello zero della cultura democratica, per la quale la galera non è contemplata tra le soluzioni di un contraddittorio politico: al contrario è nata, la democrazia, per una gestione dei conflitti non cruenta. (L’amaca). Che ne è di questi rappresentanti del popolo, che liberano i complici dalla giustizia nel processo, e poi augurano la galera senza processo agli avversari?

UN GIORNALISTA dev’essere al di sopra e fuori dai fatti: dev’esserne soltanto testimone e mai protagonista. E deve mettere al centro la notizia, rispettando il pluralismo, la correttezza e il dialogo. Visto quel che succede soprattutto da circa tre anni (quotidiani sfrontatamente schierati con le parti al governo, e ossessivamente persecutori di avversari), sarebbe bene ricordassero che i giudici non stanno chiedendo al Parlamento di assolvere o condannare il ministro tuttofare dell’Interno, quanto piuttosto il permesso di giudicarlo: sequestratore o benemerito difensore dei confini patrii? Sapranno informare, e non cattivamente formare?

CATTURARLO era il mio lavoro e l’ho fatto, ma non brinderò mai alla tristezza altrui“. Così la dottoressa Cristina Villa – la poliziotta che ha fatto arrestare Cesare Battisti. Uno Stato che si manifesta con la divisa e le parole della dottoressa Villa è uno Stato che rassicura. Perché sa fare il proprio mestiere; e poiché lo sa fare, regola le proprie azioni e le proprie urgenze in funzione delle indagini in corso e non in funzione dei tigì di prima serata. Uno Stato che parla con la voce di Salvini e Bonafede invece non rassicura affatto, e anzi ci fa sentire meno protetti e meno garantiti. (M. S.)

CHI GLIELO DICE a Salvini che i Valdesi – a cui ha infilato i 12 sbarcati ultimi “senza oneri per lo stato” – non hanno pratiche da rosario, quello da lui sventolato? E che i pretoni e i vescovoni prendono sì il sussidio statale per migliaia di migranti – che altrimenti lo stato te lo vedi!, ma ne spendono di più per dare dignità ai loro ospiti? E per mantenerli comunque oggi che lo stato salviniano ha deciso di dimezzare il proprio quorum di partecipazione?

PARLAMENTO – “Le disuguaglianze oggi prendono le forme dell’esclusione e, avanti di questo passo, si è ad un velo di distanza dalla crisi della democrazia”. Come sta avvenendo in questi giorni là dove si dovrebbe vedere il Paese che siamo. 

SI CAMBIA – È di qualche giorno fa: smentendo almeno un decennio di cannoneggiamenti dei suoi compagni di merenda contro la necessità di aerei dalla tecnologia avanzata, seppur militare – Tofalo,  giovane sottosegretario in forza grillina ha detto “Spesso bisogna realmente conoscere e valutare le informazioni”. È quello che significa governare un Paese. È bello che qualcuno ci stia arrivando.