Chi usa la Bibbia per il proprio potere mondano davanti alla tragedia la rende vanità». È una sentenza senza appello il tweet diffuso ieri da padre Antonio Spadaro, gesuita, direttore di Civiltà cattolica e personalità molto vicina a Papa Francesco, dopo il gesto del presidente americano Donald Trump che, seguito dal corteo di guardie del corpo e staff, si è fermato davanti alla Saint John Episcopal Church, davanti alla Casa Bianca, alzando un braccio e mostrando alle telecamere una Bibbia: un richiamo alla religione per rafforzare il suo messaggio contro le proteste per la morte di George Floyd. La condanna non è venuta solo da parte cattolica. Anche la Chiesa episcopale, con il vescovo di Washington, Mariann Edgar Budde, si è detta «indignata» dalla messa in scena del tycoon. «Il nostro messaggio è antitetico a quello del presidente», ha detto la Budde, denunciando le cariche della polizia su manifestanti pacifici, compiute solo per liberare lo spazio antistante la chiesa. Ma nel pieno del clima di violenza che infiamma gli Usa, il gesto di Trump – che evidentemente intende chiamare ancora a raccolta i sostenitori «evangelical» – rinfocola le polemiche sull’uso dei simboli religiosi in campo politico, tema noto non solo in Italia, dove a lungo si è dibattuto su Vangeli, rosari, crocefissi e presepi, magari ostentati nei comizi e nelle stesse aule parlamentari.
di Luca Bottura –  Interno Lega, luci scarse, panzetta di ordinanza. Su una cyclette, maglione, pantaloni lunghi, evoluisce Matteo Salvini. Il quale, in un breve montaggio, canticchia in playback In bicicletta di Riccardo Cocciante. No, non mi sono fumato un chilum caricato ad arbre magique. È un vero filmato. Anzi: un contenuto di TikTok, il social network per adolescenti e bambini, che il Caporale sta dragando a strascico per cercare nuovi e giovani adepti. Mi rendo conto che nel giorno in cui il Supercapone del Mondo, quello coi capelli all’Aperol, evoca l’uso delle armi per risolvere le rivolte susseguenti all’omicidio di George Floyd, le scenette da avanspettacolo dell’ex Ministro della Paura possano sembrare misera e patetica cosa. Anche perché lo sono. Però, ecco, che ‘sto tizio possa entrare nella cameretta di mia figlia senza il mio permesso, un po’ di paura me la mette. Soprattutto senza mascherina. Non si può fare qualcosa per impedirgli di importunare i più piccini? Lo dico da papà.
diario del covid – Esco presto per fare la spesa, in modo da non incontrare quasi nessuno: attraverso la strada, lo rifaccio, cambio marciapiede, torno indietro, presto attenzione agli angoli, non sai mai chi puoi trovarci dietro. … Faccio il risotto con lo stesso impegno di Einstein quando si concentrava per scrivere la formula che doveva sintetizzare la sua teoria; e se poi non mi dicono almeno dodici volte che è la cosa più buona che hanno mangiato nella loro vita, sanno che non lo farò mai più. … Una cosa però forse — forse — l’ho capita: perché mia moglie continua a vincere le gare da 3 con i calzini (al momento, non l’abbiamo ancora battuta). Secondo me, io e mio figlio immaginiamo di essere su un campo da basket, di avere un pallone da basket e di tirarlo in un vero canestro; e forse sentiamo anche — come sentono solo i maschi scemi — gli spalti pieni di tifosi che ci incitano. Mia moglie, invece, pensa soltanto che bisogna buttare questi calzini in quel cestino; e basta. (da Lettura) 
preghiera – Ho preso l’agnello, mangerò come Cristo durante l’Ultima Cena e dozzine di generazioni di cristiani durante il pranzo pasquale, contribuendo inoltre a salvare un pastore (questo aspetto me lo ha ricordato il grande cuoco marchigiano Lucio Pompili). Ho preso l’uovo e mi dispiace che stavolta non sia di pasticceria (tutte chiuse per pandemia statalista) bensì industriale, ma almeno il simbolo c’è. Ho preso un grande pane, patriarcale. Ho preso il vino in cantina, bottiglie che mi ricordano i luoghi amati. Niente messa su schermo perché credo nell’incarnazione non nella televisione, e perché le scenografie alla Sorrentino non mi interessano nemmeno al cinema. Mi metterò una bellissima cravatta, la stessa che avrei indossato in chiesa. Farò il segno della croce prima di iniziare a mangiare. Nel bicchiere troverò Dio eterno e oblio temporaneo, che auguro a tutti. (dal Foglio,  Camillo Langone)
di L. Bottura —-Matteo 21,12-17 (liberamente tratto da) Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare, a vendere, a strumentalizzare, specie quelli senza mascherina; rovesciò i tavoli del Caporale, e le sedie delle venditrici di bugie a mille euro l’una, e disse loro: «La Scrittura dice: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di furbastri. Persino il mio rappresentante in Terra parla da casa sua e voi chiedete di riempire le chiese a Pasqua? Ma cos’avete al posto del cuore? Una scheda elettorale? Sto per nominarmi invano». Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. Poi gli si avvicinò Zingaretti e lo riammalò, per permettere al Pd di continuare a salire nei sondaggi. Ma i sommi sacerdoti, gli scribi sovranisti, il fariseo che sta sempre su Twitter, vedendo le meraviglie che diceva, lo interpellarono: «Signore, ma se non risorgi in Chiesa, chi se ne accorgerà?». Ed egli rispose: «Son risorto nelle guerre, dove i cristiani erano perseguitati, nel cuore di ognuno, per 2000 anni. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?». Lasciatili, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte. Poi prese la via di Betsaida per fare un po’ di jogging sulle acque.

“… solo gradirei essere informato in anticipo quando il signor Salvini, della Sepolcri Imbiancati Spa, recita «L’eterno Riposo» in tv con Barbara D’urso. Mica per altro: per mandargli il testo, visto che da come lo biascicava a favore di telecamera si capiva lontano un miglio che era la prima volta”. Così come sempre in modo incisivo, il Gramellini del Corriere. Leggo, qualche pagina dopo, che un vescovo, indignato, ha cambiato canale. Di qui la domanda: che ci faceva su quel canale? monitorava forse la conversione, più mariana – ma senza offesa alla Madre di Gesù – che cristiana di quello che è diventato il valletto della conduttrice illuminata? (illuminata non al modus orientale, ma da indefiniti led che ne cancellino le rughe. Così si dice, dell’illuminata e del valletto che pesca voti persino usando i morti). Davvero, o tempora o mores!

sempre loroIl presidente del Trentino, Fugatti, leghista, ieri si è presentato in conferenza stampa con un bell’orologio verde Padania – valori che il tempo non cambia – e ha spiegato che lui, i foresti, nei suoi ospedali non li cura. Cioè: se serve li cura, ma dopo aver curato “i suoi”. Ché quelli sono venuti a portargli le malattie e, insomma, un po’ si fottano. E, anzi, è meglio che facciano le valigie quanto prima. Piccolo memento: quando le piste della Lombardia erano chiuse per virus, il Trentino (e la Val d’Aosta) pensarono bene di monetizzare la contingenza, tenendo aperto. Ciò ha ovviamente favorito il contagio. Ora però, invece di autodenunciarsi, Fugatti la butta sulla pulizia etica, alla stregua di Arno Kompatscher, il suo omologo altoatesino, la zona del Paese in cui hanno depositato “Südtirol” come marchio commerciale in modo da bypassare il bilinguismo e vendersi all’Estero come provincia dell’Austria. Con grande successo. Prima. Quando il turismo valeva tutto. Ora no, ora calcinculo. Per coerenza, data la martellante pubblicità del sito visittrentino.it, suggerisco almeno di creare un nuovo dominio attualizzato: fuoridaico……..trentino.it.         L. Bottura

ancora lui – Siamo in emergenza e dunque è giusto e saggio dimenticare i politici quelli che minimizzavano l’allarme indossando un cervello di plastica come mascherina e quelli che ci avvertivano che di ben altro avremmo dovuto occuparci che del coronavirus, perché «ogni anno nel mondo circa mille persone vengono folgorate dai fulmini». Eppure — anche costringendoci a guardare avanti e a non curarci degli scivoloni di chi ha sempre la diagnosi in tasca: sbagliata, purtroppo — è impossibile ignorare il disarmante zigzagare di Matteo Salvini, perché nel lodevole sforzo di unità nazionale antivirus il leader della Lega ha avuto e avrà ancora una parte non piccola e dunque vorremmo tutti capire cosa ci aspetta. Esistono infatti due versioni del Salvini in modalità Covid19. C’è il Salvini incendiario e c’è il Salvini pompiere. C’è un Matteo che il 21 febbraio, al primo caso di Codogno, si aggrappa alla maniglia dell’allarme gridando nel megafono di Facebook: «Chiudere! Blindare! Proteggere! Controllare! Bloccare!», e avverte che l’Italia deve isolarsi immediatamente: «Sigilliamo i nostri confini! E tutta l’Italia deve diventare zona rossa». Una ricetta discutibile, forse, ma chiara. Almeno fino alla sera del 27 febbraio, quando entra in scena il secondo Matteo. Che dopo aver fatto un giro nel centro di Milano dice l’esatto opposto. Macché chiudere, macché sigillare, macché zona rossa: «Riaprire! Riaprire tutto quello che si può riaprire. Riaprire per rilanciare fabbriche, negozi, musei, gallerie, palestre, discoteche, bar, ristoranti, centri commerciali». Nuovo ordine, ripetuto il giorno dopo: «Aprire, aprire, aprire! Si torni a produrre, a comprare, si torni al sorriso». Dal «chiudete tutto!» al «riaprite tutto!». Il disinvolto passaggio è stato così stupefacente che il blogger Federico Mello ne ha tratto su Twitter uno spassosissimo video, diventato subito virale. Ma nel frattempo Salvini ha cambiato di nuovo idea. Chi l’ha detto che bisogna riaprire tutto? «Tutta Italia zona rossa» avverte martedì 3 marzo, quando i contagiati sono già più di duemila. Il pompiere esce di scena, torna in campo l’incendiario. E chiede tre cose: «Chiarezza, chiarezza, chiarezza». Giusto. Aprire o chiudere? Serve una chiusura aperta. Anzi, un’apertura chiusa. Chiudere aprendo e riaprire chiudendo. Subito. Chiaro, no? (di Sebastiano Messina)

abbiamo letto da Luca Bottura – I supermercati del Nord presi d’assalto come dopo l’esplosione di una bomba atomica, l’isola campana che intona #primagliischitani e caccia i lombardo-veneti, Marine Le Pen che vuol costruire muri per tenere fuori dalla Francia i Salvinì, le scuole e i musei chiusi come in un qualunque programma della Lega, indurrebbero a più di un motteggio sul celebre virus, se solo fosse chiaro cosa ci aspetta a breve e soprattutto se il sottoscritto ne capisse qualcosa in più di una mazzafionda. Non avendo competenza alcuna, lascio ovviamente che si esprimano le figure più autorevoli del web, da Francesco Facchinetti a Paola Ferrari, passando per Rita Dalla Chiesa e Littorio Feltri. Mi limito a sottolineare la messe di post, spesso vergati da convinti novax, contro i poteri forti che avrebbero fatto impennare il prezzo dei disinfettanti. Se ne conoscete qualcuno, dite loro che l’amuchina a 80 euro è purtroppo il portato del modello economico che si è affermato nel Secolo Breve: quello capitalistico. E che se non l’hanno capito, sarà meglio che si facciano subito un tampone: potrebbero essere portatori sani di social-ismo.

sardine e squali – «In Italia le Sardine sono più degli squali e sono destinate a vincere». È l’auspicio di Soros, il magnate che è inviso ai suprematisti bianchi e ai sovranisti: se non nelle urne avvenga nel paese. Prima o poi, ma meglio prima.

cosa non si fa – Subito dopo essersi mandato a processo da solo per il caso Gregoretti, il “caporale” ha chiesto via social al popolo leghista di digiunare per protestare. E intanto si è fatto fotografare tra una pancetta e un prosciutto, e l’altro ieri si era fatto riprendere con una pizza, e con un formaggio ipercalorico, e aveva pubblicato un semifreddo al mascarpone. Insomma, l’hashtag #DigiunoperSalvini è un ossimoro. Ma è lui stesso una contraddizione unica, ampiamente votata. (da R)

Cose di panciaAbbandonata (?) la nutella a causa delle nocciole turche (quanto l’ignoranza si fa padrona!), non più papeete (non è stagione) né mojito, ma aziende emiliane ad annusare il parmigiano (proprio il naso contro una forma, da esperto!) e a tagliare salumi profumati, tutti si aspettano la sua vittoria. Che potrebbe essere: la pancia prevale se non sempre, troppo spesso.

La tv tamarra di santa Barbara è Il popolo più tipico, certo non l’unico, di Mediaset, battezzato dal marketing come Anziani da osteria, Insoddisfatte, Pie Donne, specie se dimoranti nelle aree interne e più tradizionaliste del Paese ( S. Balassone ). Stanno dividendosi tra leghisti e fratelli della Romana, attingendo ogni sera a trasmissioni canalizzate al consenso. e poi dicono che non siamo caduti in basso!

ius culturae –  La grancassa xenofoba dell’ultradestra ha prodotto danni percettivi incalcolabili. È passata l’idea del «Paese invaso»: gli italiani credono che la quota di stranieri sia pari al 30% della popolazione (è solo il 7%), e che il 47% sia clandestino (non supera il 10%, con dentro quelli creati dalle leggi Salvini sulla sicurezza), che 1 carcerato su 2 sia straniero (il rapporto reale è 1 a 3). Nonostante la “cura al veleno” con cui il capo leghista con soci li ha sottoposti,gli italiani – 7 su 10  – su dieci sono favorevoli a una legge sul riconoscimento della cittadinanza a tutti i figli di genitori stranieri nati qui. Giallorossi, perché non subito?

chi è? – A comiziare tra i coatti romani e gli emarginati, spara violenze che il suo corpo minuto pare non sopportare, robe amazzoniche e militari in bocca. Per questo piace così tanto ed è “la più amata dagli italiani”? Perché sembra togliere ferocia alla gagliofferia, con sua cantilena da suburra, il ritmo ondulato della lingua dell’ozio romano che dubita di quel che dice mentre lo dice. «Chiudiamo i porti», «spariamo sulle navi», «costruiamo i muri» e intanto «ce famo du spaghi a Garbatella che è er quartiere mio». Noi  elettori ci facciamo rappresentare da persone così: possibile che non ci siano persone migliori? (riel. su F. Merlo)  

#primailtortellino, o #prima gli italiani? Passaggio epocale: la Lega ha contestato il vescovo di Bologna: danno pollo invece di maiale per inchinarsi all’Islam. Nuovi vecchi cattolici di nessuna cultura? Subito dopo aver difeso il sacro tortello la candidata a governare l’Emilia Romagna, Borgonzoni – leghista già sottosegretario della cultura – ha dovuto elencare, su Radio1 i confini della Regione che vorrebbe governare. E ha inserito il Trentino-Alto Adige. Zero in geografia, ma non solo.

La prima cosa bella di mercoledì 25 settembre 2019 è la fine della democrazia. Calma. Può essere un fenomeno naturale e può esserci vita oltre le urne come le usiamo ora. (Gabriele Romagnoli dixit, e chi non gli darebbe ragione?)

Parlamento o Urlamento? – Bisogna dire la verità: non c’è stata quella violenza da angiporto, con scene da parlamento libico o balcanico, che tante volte abbiamo visto, anche nella storia recente. Solo rumore e strepito dove i più sguaiati erano quelli di Fratelli d’Italia che oggi però non sono stati maneschi, e dunque sono stati migliori della loro storia e della loro antropologia.

Niente Twitter, né Facebook, né Instagram. Luciana Lamorgese è la nuova ministra dell’Interno del governo Conte bis, e non è su alcun social network. Una novità rispetto all’era Salvini, caratterizzata dalla sua forte attività sulla rete. La particolarità non è sfuggita ai tanti utenti del web che hanno sottolineato con ironia il passaggio di testimone al Viminale: come faremo adesso a sapere che cosa mangiare e chi insultare?

pieni poteri “La storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di far inebriare, di perdere il senso di servizio e di far invece acquisire il senso del dominio “. Meglio di così non poteva dirlo, nell’ottobre scorso il Capo dello Stato a un gruppo di liceali. Ma un certo politico già rotolava verso spiagge che l’hanno inghiottito. Ma l’hanno inghiottito? Ai posteri elettori l’ardua sentenza.

ADDIO         

 

Il ridottissimo vocabolario del nostro discorso pubblico – vergogna, animali, bestie, zecche, tiro dritto, non mollo – non ha soltanto incoraggiato tutti alla costante aggressione verbale: è il vocabolario che rende perfettamente comprensibile il nulla di cui ci parlano gli attuali leader. E noi a subire. Fino a quando?

In Russia venti milioni di poveri sono il risultato dell’incuria politica del nuovo Zar Vladimir Putin. Nell’America di Trump gli americani muoiono per mancanza di insulina, perché i malati con tabelle fai-da-te se la riducono non potendola più pagare così cara. E queste sono le politiche trumpiane e putiniane che piacciono ai nostri attuali governanti? Avanti così, o popolo.

Accerchiato: non più felpe poliziesche (qualcuno aveva notato che quelle della Guardia di Finanza non se le era mai messe) ma accuse di rubli. E’ il caso di suggerirgli che la pianti con le furbizie e prenda monito da Mafalda?

Il giorno dopo –  Era uno slogan degli anni cinquanta del secolo scorso. Ora l’antico slogan è stato riciclato dalla destra clericale filosalviniana  così: “Nel segreto della cabina elettorale Dio ti vede, la Cei no”. Con evidente successo. Purtroppo per il cattolicesimo italiano.

A una bambina della terza elementare non viene data la pizza come a tutti gli altri ma solo una scatoletta di tonno e cracker. Si mette a piangere: per la pizza o per l’umiliazione? Tutti a dire la loro. Il ministro dell’Interno mai a corto di parole su tutto, preferisce il silenzio: d’altra parte – lo si capisca – è una bambina marocchina.

Buone notizie – Al ministro dell’Interno che ha usato più volte la sua consueta espressione: dovrebbero marcire in galera, ha risposto un magistrato: “Non sono parole che mi appartengono. Anche noi adulti, dobbiamo studiare di più”. E qualcosa deve aver studiato se l’altro giorno ha promesso che non userà più quel marcire. Studiare ancora di più, comunque. 

Non sappia la sinistra … così, uno pseudocattolico del convegno sulla famiglia che si terrà a Verona. Per ora da sottolineare l’uso del Vangelo per giustificare la propria azione politica come una costante nella Lega di Salvini che più volte, non a caso, cita san Giovanni Paolo II in contrapposizione al pontificato in corso, per giustificare le proprie prese di posizione (porti chiusi!). Sono uscite che infastidiscono i cristiani, o almeno quelli che si sforzano di esserlo.

IL GESTO delle manette rivolto ad avversari politici (lo ha fatto il senatore dei cinquestelle Giarrusso) rivela uno stile umano infimo. Ma politicamente, se possibile, è ancora più ripugnante. Si colloca al livello zero della cultura democratica, per la quale la galera non è contemplata tra le soluzioni di un contraddittorio politico: al contrario è nata, la democrazia, per una gestione dei conflitti non cruenta. (L’amaca). Che ne è di questi rappresentanti del popolo, che liberano i complici dalla giustizia nel processo, e poi augurano la galera senza processo agli avversari?

UN GIORNALISTA dev’essere al di sopra e fuori dai fatti: dev’esserne soltanto testimone e mai protagonista. E deve mettere al centro la notizia, rispettando il pluralismo, la correttezza e il dialogo. Visto quel che succede soprattutto da circa tre anni (quotidiani sfrontatamente schierati con le parti al governo, e ossessivamente persecutori di avversari), sarebbe bene ricordassero che i giudici non stanno chiedendo al Parlamento di assolvere o condannare il ministro tuttofare dell’Interno, quanto piuttosto il permesso di giudicarlo: sequestratore o benemerito difensore dei confini patrii? Sapranno informare, e non cattivamente formare?

CATTURARLO era il mio lavoro e l’ho fatto, ma non brinderò mai alla tristezza altrui“. Così la dottoressa Cristina Villa – la poliziotta che ha fatto arrestare Cesare Battisti. Uno Stato che si manifesta con la divisa e le parole della dottoressa Villa è uno Stato che rassicura. Perché sa fare il proprio mestiere; e poiché lo sa fare, regola le proprie azioni e le proprie urgenze in funzione delle indagini in corso e non in funzione dei tigì di prima serata. Uno Stato che parla con la voce di Salvini e Bonafede invece non rassicura affatto, e anzi ci fa sentire meno protetti e meno garantiti. (M. S.)

CHI GLIELO DICE a Salvini che i Valdesi – a cui ha infilato i 12 sbarcati ultimi “senza oneri per lo stato” – non hanno pratiche da rosario, quello da lui sventolato? E che i pretoni e i vescovoni prendono sì il sussidio statale per migliaia di migranti – che altrimenti lo stato te lo vedi!, ma ne spendono di più per dare dignità ai loro ospiti? E per mantenerli comunque oggi che lo stato salviniano ha deciso di dimezzare il proprio quorum di partecipazione?

PARLAMENTO – “Le disuguaglianze oggi prendono le forme dell’esclusione e, avanti di questo passo, si è ad un velo di distanza dalla crisi della democrazia”. Come sta avvenendo in questi giorni là dove si dovrebbe vedere il Paese che siamo. 

SI CAMBIA – È di qualche giorno fa: smentendo almeno un decennio di cannoneggiamenti dei suoi compagni di merenda contro la necessità di aerei dalla tecnologia avanzata, seppur militare – Tofalo,  giovane sottosegretario in forza grillina ha detto “Spesso bisogna realmente conoscere e valutare le informazioni”. È quello che significa governare un Paese. È bello che qualcuno ci stia arrivando.