12th December 2019

Benvenuti …

… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!                        il Rettore

 Diario

 :::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  ::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” :::: 

Nel primo fine settimana di dicembre ospitiamo in accoglienza la Comunità Capi del gruppo scout Milano 9 per due giorni di formazione e di riflessione sul ruolo dell’educatore scout e per una piccola programmazione delle iniziative dell’anno.   >>>   Nel fine settimana del 23/24 novembre ospitiamo in accoglienza una quindicina di ragazzi del gruppo Scout di Torre Boldone 1. Domenica mattina, dopo aver partecipato alla Messa della Comunità incontrano il Rettore che li intrattiene sulla figura di padre Turoldo.   >>>   Nel pomeriggio di domenica 24 novembre, nonostante la fitta pioggia, sono in tanti ad accogliere l’invito di Promoisola ad una visita guidata alla storia e all’architettura della nostra Abbazia.    >>>  Sabato 16 e Domenica 17 novembre:  Ospitiamo in accoglienza una ventina di ragazzi del gruppo scout Clan di Dalmine 1 per un intenso fine settimana di formazione e di confronto.  >>>   Una cinquantina di volontari dell’associazione AUSER di Cisano/Pontida partecipano alla Messa domenicale affidando alla Comunità le fatiche, l’impegno, i traguardi della loro missione. Si fermano poi per una piccola visita guidata all’Abbazia.    >>>    Nel pomeriggio di sabato 9 novembre accogliamo una cinquantina di aderenti all’Associazione Arte e Cultura di Azzano San Paolo, per una approfondita e interessata visita guidata all’Abbazia. Al termine, un ricco rinfresco organizzato dalle volontarie li attende nel salone prima del rientro a casa.   >>>   Nella stessa sera di sabato, il Rettore celebra una Messa in ricordo di Giuseppe Pressiani di Sotto il Monte, prematuramente scomparso. A ricordarlo un gruppo di amici coscritti, con i genitori e il fratello.   >>>   In accoglienza, ospitiamo nella sera e per la notte educatori scout di vari gruppi della provincia per un fine settimana di preghiera formativa, che si conclude nel tardo pomeriggio di domenica dopo la catechesi nella chiesetta di Santa Barbara sulla cima del Monte Canto.   >>>   Nella giornata di domenica 10 novembre raggiungono la nostra Abazia i ragazzi delle medie della parrocchia di Monte Marenzo accompagnati dai genitori, dal catechista Stefano e dal parroco don Giuseppe. Dopo il pranzo nel salone grande della Rettoria e una piccola passeggiata al cimitero per pregare sulla tomba di padre Turoldo, sono in visita guidata all’Abbazia prima del rientro a casa nel tardo pomeriggio.    >>>   Nel fine settimana dal 31 ottobre al 2 novembre ospitiamo in accoglienza un piccolo gruppo di catechisti della parrocchia di Brembate accompagnati dal curato don Daniele, per alcuni giorni di ritiro.   

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Segnalazioni / Corrispondenze

A riscontro del tuo scritto daQui sulla solitudine, che ho trovato molto intrigante per come svolgi argomenti da argomenti, mando questo di M. Gramellini apparso su Repubblica dell’altro giorno, che mi pare possa affiancarsi, se vuoi pubblicarlo: in maniera un po’ leggera, per sottolineare quella mancanza di verità che sta nella nocciola a kilometro zero, mancanza di verità che sembra il necessario bagaglio di certi politici che i connazionali sognano come uomini forti  soli al comando.  (A.R.)

Sovranismo spalmabile – Nella sua ormai penultima dichiarazione, Matteo Salvini ha affermato di non amare più la Nutella da quando ha scoperto che le nocciole sono turche e forse arrivano da noi sui gommoni. Essendo egli l’uomo Forte invocato dagli italiani intervistati dal Censis, si può supporre che altri ne seguiranno l’esempio, in attesa che Salvini espella dalla sua dieta la banana ecuadoriana e la birra tedesca. Quanto alla parabola della Nutella d’alba, che fino a pochi mesi fa il difensore delle nocciole autoctone ostentava nelle dirette social, esprime alla perfezione le contraddizioni del sovranismo. Prendete un pezzo di pane e seguitemi. La Nutella è un prodotto italiano che per diventare sé stesso ha bisogno di contaminarsi con lo straniero. Senza l’apporto delle nocciole migranti che consentono di sfornare barattoli in quantità industriale, molti lavoratori italiani perderebbero il posto. Ecco un caso da manuale in cui l’apertura delle frontiere genera ricchezza. A rigor di logica sovranista, sono semmai i turchi che dovrebbero dispiacersi per il fatto che noi facciamo le nutelle nostre con le nocciole loro. Ps. Ieri un Salvini col dolcificante ha postato una foto dove sorride accanto a uno scaffale di Nutella. L’algoritmo che detta all’uomo Forte ogni mossa mediatica si sarà accorto di avere pestato una nocciola e gli ha suggerito un’immediata e poco credibile retromarcia. Se fossi al posto di Salvini, mi butterei sulla cioccolata svizzera. È notoriamente neutrale.

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

solitudine – Montagne innevate, e il Brembo tornato ad essere quel torrente glabro dopo le tante piogge: così percorrendo la circonvallazione, e lasciando che sia l’auto a guidarti. E pensieri che si intessono, intrecciandosi, tra ciò che di alto ci è dato e quanto di terreno ci umilia. Predicazioni di secoli gettate al vento fragoroso eppure inconsistente degli anni che viviamo? A sopraffare quello dello Spirito, vento che soffia tenace nelle vite dei credenti? Impossibile secondo la teologia; e invece è qui, nella indifferenza dell’alto – neve sulle montagne che non richiamano: è mai possibile? – e nell’abitudine al mediocre del basso, che come torrente neppure scorre, ma fluisce a poco a poco senza fremiti. Un Vangelo negato dalla quotidianità sterile di chi vive senza proiezioni universali. Sì, c’è l’irruenza della tempesta a far tracimare persino il piccolo: ma è ancor più segno della fragilità in cui viviamo questi giorni. Rinchiusi in ghetti che ci costruiamo attorno, la pena che da qualche anno affligge i mercati nutrizionali, e subito ricordate le etichette: prodotto in Italia come il non plus ultra, e non alla faccia del km zero, ma nella improntitudine di chi si sente il migliore. Essere unici dissidenti in una comunità ristretta in cui il verbo nazionalista sembra essersi diffuso come un morbo: questo il compito del momento. Riservato a pochi? Perché no? Percorrere la strada di una solitudine che germina, di una promessa mantenuta contro la tentazione di vivere il poco come se fosse il tutto. Ci si interroga oggi sulla solitudine: solitudine affettiva e sociale, ma non si scava nelle radici. E dunque 

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Informazioni

 

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@alice.it

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio – fil. Sotto il Monte Giov XXIII
IT34 O 08899 61440 00000 0370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

91. «L’elogio della solidità» è al cuore del Vangelo di Matteo al capitolo 7, 21 e seguenti,  in cui Gesù mette a confronto l’uomo saggio e l’uomo stolto: l’uno, pone il Signore a fondamento della sua vita, costruendo la propria casa sulla roccia, l’altro non ascolta la Parola di Dio e vive di apparenze, costruendo così la propria casa su un fondamento debole, come può essere la sabbia.

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Contrappunti

La tv tamarra di santa Barbara è Il popolo più tipico, certo non l’unico, di Mediaset, battezzato dal marketing come Anziani da osteria, Insoddisfatte, Pie Donne, specie se dimoranti nelle aree interne e più tradizionaliste del Paese ( S. Balassone ). Stanno dividendosi tra leghisti e fratelli della pasionaria romana, attingendo ogni sera a trasmissioni canalizzate al consenso. E poi dicono che non siamo caduti in basso!

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