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1 maggio,
festa di san Giuseppe lavoratore  

Eucarestia alle ore 11
 da offrire per i tanti
che non hanno lavoro
 

Sabato 29 Aprile 2017

benvenuti ...

... nel sito dell'antico Priorato cluniacense di  s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità.
Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all'ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell'Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!

il Rettore

  • L' angolo


    MATTINO DI PASQUA
    ( David Maria Turoldo )
    ................
    Io vorrei donare una cosa al Signore,
    ma non so che cosa.
    Tutto è Suo dono,
    eccetto il nostro peccato.
    Ecco: gli darò un'icona,
    dove Lui bambino
    guarda gli occhi di Sua madre:
    così dimenticherà ogni cosa.
    Gli raccoglierò dal prato
    una goccia di rugiada:
    è già primavera, ancora primavera,
    una cosa insperata, non meritata:
    una cosa che non ha parole.
    E poi gli chiederò d'indovinare
    se sia una lacrima,
    o una perla di sole,
    o una goccia di rugiada.
    E dirò alla gente:
    "Avete visto il Signore?".
    Ma lo dirò in silenzio,
    e solo con un sorriso.

    Io vorrei donare una cosa al Signore,
    ma non so che cosa.
    Non credo più nemmeno alle mie lacrime.
    E queste gioie son tutte povere.
    Metterò un fiore rosso sul balcone.
    E canterò una canzone tutta per Lui solo.
    Andrò nel bosco questa notte,
    e abbraccerò gli alberi.
    E starò in ascolto dell'usignolo,
    dell'usignolo che canta solo
    da mezzanotte all'alba.
    E poi andrò a lavarmi nel fiume,
    come fanno i poveri.
    E all'alba passerò sulle porte
    di tutti i miei fratelli
    e dirò a ogni casa: "Pace!"
    E poi cospargerei la terra
    di acqua benedetta
    in direzione dei quattro punti
    dell'universo.
    Poi... non lascerò mai morire
    la lampada dell'altare.
    E ogni domenica mi vestirò di bianco!
    Io vorrei donare una cosa al Signore,
    ma non so che cosa.
    E non piangerò più,
    non piangerò più inutilmente.
    Dirò solo: "Avete visto il Signore?".
    Ma lo dirò in silenzio,
    e solo con un sorriso.
    Poi non dirò più niente.



    Via Crucis dell'oggi

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  • Diario :::: per l'ospitalità a sant'Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  
    ::: per contatti vedi sotto nel riquadro "informazioni" :::: 

    Mercoledì 19 aprile, monsignor Leone Lussana, parroco di Torre Boldone, passa con alcuni preti romani e il vescovo di una diocesi del casertano - suoi condiscepoli ai tempi della permanenza nel Seminario romano - per un devoto omaggio al luogo di silenzio e preghiera: li accoglie il nostro Rettore    >>>   Nel tardo pomeriggio, raggiungono la nostra Abbazia un'ottantina di aderenti all'Università della terza età dell'Associazione Anteas di Treviglio per una visita guidata: ultima tappa del loro pomeriggio nei luoghi di sant'Alberto e Papa Giovanni. Ad accoglierli il nostro Rettore per un saluto e il loro già sindaco Luigi Minuti per la guida.   >>>   Martedì 18, la mattina. Don Giampaolo curato delle parrocchie di Castione, Dorga e Bratto e don Guido parroco di San Lorenzo in Rovetta celebrano nella nostra Chiesa la Santa Messa con il gruppo chierichetti delle loro comunità. Poi, partenza a piedi verso Sotto il Monte lungo il sentieri del Monte Canto per passare il resto della giornata nel paese del Santo Papa Giovanni.   >>>   Saliti a piedi dal sentiero della Madonna del Castello di Ambivere,  all'ora di pranzo raggiungono l'Abbazia una sessantina di Cresimandi della parrocchia di Azzano san Paolo accompagnati dal curato don Andrea e dalle catechiste.  Dopo il pranzo nel salone, un  momento di riflessione e poi un poco in libera uscita: alle sedici, la celebrazione della Messa prima di ripartire di nuovo a piedi verso Botta dove li attende il pullman.   >>>   Il 9 aprile, domenica delle Palme, nel tardo pomeriggio, ospitiamo il gruppo Adolescenti della parrocchia di Bonate Sotto accompagnati dagli educatori e  dal curato don Mattia per la penultima tappa del loro ritiro itinerante di Quaresima lungo i sentieri che da Mapello portano a qui. Dopo la meditazione, discesa verso Botta per la celebrazione della Messa a conclusione.    >>>    Dei giorni pasquali sentita partecipazione sia nella messa in Coena Domini, sia nella Liturgia della Passione, sia soprattutto il Sabato della Grande Veglia: sotto un temporale con grandine, il fuoco è stato acceso, e con l’acqua nuova e la nuova luce ha ridato speranza alla ri-Creazione del mondo che la presenza del Risorto non lascerà mai mancare, nonostante che la nostra follia generi continuamente guerre e violenza.   >>>  Martedi 11, nella sera. Consueto pellegrinaggio della parrocchia di Sant'Alessandro in Colonna in preparazione alla Pasqua. Lettura della Passione, meditazione del nostro Rettore sulle solitudini citate nel passo di Vangelo e preziose musiche di archi e canti, con il Coro Ghirlanda Musicale a solennizzare la paralliturgia che si è protratta nella prima notte.   >>>   Lunedì 10. Gli studenti di Teologia del Seminario di Bergamo, partiti a piedi nel primo pomeriggio da Bergamo per il tradizionale pellegrinaggio del Lunedì Santo, raggiungono verso sera la nostra Abbazia per la celebrazione della Santa Messa presidiata dal Vescovo Francesco. Sono poi tutti ospiti del Rettore nel salone grande per una cena in allegria pre-pasquale.   >>>  >>>   Il 9 aprile, domenica delle Palme, nel tardo pomeriggio, ospitiamo il gruppo Adolescenti della parrocchia di Bonate Sotto accompagnati dagli educatori e  dal curato don Mattia per la penultima tappa del loro ritiro itinerante di Quaresima lungo i sentieri che da Mapello portano a qui. Dopo la meditazione, discesa verso Botta per la celebrazione della Messa a conclusione. Dal mattino sabato 8 a domenica 9 ospitiamo in accoglienza il Gruppo Famiglie della Comunità pastorale Regina degli Apostoli_diocesi di Milano guidati dal diacono Alberto. Nel pomeriggio del sabato sono circa una sessantina ad ascoltare la meditazione del parroco don Luca sulla "dimensione dell'amore", a celebrare la Santa Messa e a cenare nel salone grande. Una ventina di loro rimane per la notte e nella domenica, celebra la liturgia delle Palme con la Comunità. Nel pomeriggio nuovo incontro con il diacono prima di riordinare e riprendere a malincuore la strada verso casa.   >>>   Sabato 8, mattina. Il Rettore celebra una Santa Messa di ringraziamento per ricordare un cinquantesimo anniversario di matrimonio. Verso mezzogiorno,  don Angelo, già  prete operaio, celebra la Messa a suffragio di un collega scomparso. Pregano con lui una ventina di ex compagni di lavoro giunti dalle provincie di Milano Lodi e Rimini.>>>  venerdì 7 l'elevazione musicale del coro di Terno d'isola accompagna, copn finezza di esecuzione, densi testi di meditazione sulla passione del Signore, nell'immediata preparazione alla Settimana Santa. 

        
          
             

    L’abbiamo visto e udito e toccato


    particolare, Trento Longaretti
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  • daQui

    lievito - S’aveva ragione. Questo modo toscaneggiante sta danzando da alcune ore, dentro. Che forse non sarà bello, secondo un ascetico-correct. Ma se ne prenda atto. Qualche scritto fa, citavo don Milani a cinquant’anni dalla morte. Ora è un papa che dice cose che hanno segnato il mio essere prete, dalla lettura clandestina di quelle Esperienze Pastorali che capovolgevano fin dagli anni cinquant’anni il modo di essere chiesa  in Italia. Un modo subito bersagliato dai Gesuiti della Civiltà Cattolica, la rivista papale per eccellenza; ma poi guardato sempre con sospetto da preti del recinto e dai loro contubernali, in chi ha tentato negli anni un essere prete che non passasse da biliardini e salamelle varie: cose che illudono ancora oggi, accanto alle adunate oceaniche così distanti dall’attenzione piccola ma personale della canonica di Barbiana. S’aveva ragione: e non perché adesso anche un papa lo dice. S’aveva ragione per quella essenzialità del vissuto evangelico che esce dagli schemi mondani: gli schemi del numero, del voler contare, del proselitismo religioso senza fede. La fede, che è cosa più grande di una aderenza che “s’accontenta”; e che alla fine nulla spartisce con dettami di contenimento morale sui quali si giocava un trattenere nel recinto, e non quella libertà dalla legge che ammazza l’uomo. Ma, si sa, la vita della chiesa va avanti per secchiate. A questa rivalutazione – sempre più vero il detto che prima l’istituzione ecclesiastica fa martiri e poi li mette sugli altari – fa da contraltare quella “apertura” del quotidiano Avvenire al movimento del vaffanday che è il trionfo dell’antipolitica, del populismo, del giustizialismo e del qualunquismo. Esattamente l’opposto dell’accoglienza, della razionalità, e della corresponsabilità. Ora, linciare il direttore di quel giornale per una scivolata non è lecito (anche se, caro direttore, ha scandalizzato parecchi di noi, e si è reagito buttandola in ironia): ha scritto e detto cose egregie negli anni, e ha dato al suo lavoro un indirizzo sicuramente onesto. Fino ad ora. Ma adesso? Ancora si rifanno gli errori di appoggiare i possibili vincitori del momento? Già successo nel recente passato, con il conductor delle olgettine. Possibile che sia così difficile accettare di essere il piccolo resto, quel lievito e quel pizzico di sale che dà sapore? Insomma, è così difficile accettare di essere diversi?  Secchiate calde e fredde: dicono, non so, sia il metodo svedese per la buona salute. Beh, i cristiani - quelli che tentano di esserlo con coerenza rispetto alla fede nel Risorto, e perciò non stanno rigidi dentro regole che hanno fatto il loro tempo, tempo pur buono s’intende, ma tempo che deve lasciar posto all’oggi della vita – i cristiani possono ben sperare: di queste secchiate son pieni i loro giorni. Vengono da destra e da sinistra, dall’alto e dal basso. Ecco perché si sta comunque nella chiesa, anche quando è evidente che non sa cavalcare la vita, quando si trincera dietro una legge naturale che per essere assoluta dovrebbe essere ormai del tutto conosciuta: e non è così, dato che ogni giorno e ogni uomo svela qualcosa di nuovo di sé, continuamente. Ci si sta – per usare un’espressione di don Milani – non solo perché si ha bisogno del perdono dei peccati, che solamente la Chiesa assicura attraverso gesti e parole che si conficcano nella persona; ma perché il cambiamento lo realizzano solo quelli che stanno dentro, e non quelli che fuggono da porte di servizio. Dentro questa Chiesa delle contraddizioni resistono in molti, e senza poi tanto affanno. Sperano comunque che le uniche contraddizioni da inseguire siano quelle evangeliche, e non quelle ecclesiastiche. Perché è già fatica accettare, nella propria fragilità, il Vangelo sine glossa del Signore.    24 aprile 2017

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  • INFORMAZIONI UTILI

    Attilio Bianchi, rettore

    La chiesa abbaziale
    è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

     La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l'Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

    Per richieste personali al Rettore:
    e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

    Per uso degli spazi della Rettoria:
    telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

  • INFORMAZIONI UTILI

    ACCOGLIENZA GRUPPI

    Apertura: tutto l'anno.
    Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

    Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

    Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

    Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

  • INFORMAZIONI UTILI

    SACRAMENTI
    Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

    COME RAGGIUNGERCI:
    • auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
    • treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
    • bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

    PER DONAZIONI:
    Rettoria s. Egidio
    Cassa rurale BCC di Treviglio - fil. Sotto il Monte Giov XXIII
    IT34 O 08899 61440 00000 0370654


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  • Il Vangelo
    secondo santa Marta

    124 - Il Vangelo è proclamato sempre in cammino: mai seduti, sempre in cammino, sempre. Uscire, dunque, per andare dove Gesù non è conosciuto o dove Gesù è perseguitato o dove Gesù è sfigurato, per proclamare il vero Vangelo. Così i cristiani sono chiamati a uscire per annunciare, e anche in questa uscita va la vita, si gioca la vita del predicatore: non è al sicuro, non ci sono assicurazioni sulla vita per i predicatori.

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  • contrAppunti 

    Mah! - "Mi piacciono le cose che dice, come l'idea che tutti i cani vanno in paradiso: che sia vero o no che l'abbia detto, non ha importanza, quel che conta è che ti dà la possibilità di pensarlo" Mia Farrow. E' anche così che si dà la stura ai Quattro e ai loro sempre più numerosi fans antiFrancesco, che possono gridare "vedete a dove si arriva"? Tristezza, non per le fanfaluche dell'attrice, ma per la pochezza degli antagonisti. 

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