14th November 2019

Benvenuti …

… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!                        il Rettore

 Diario

 :::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo; perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di bambini o ragazzi, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli ::::  ::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” :::: 

Nel fine settimana dal 31 ottobre al 2 novembre ospitiamo in accoglienza un piccolo gruppo di catechisti della parrocchia di Brembate accompagnati dal curato don Daniele, per alcuni giorni di ritiro.   >>>   Mercoledì 30 ottobre, nel tardo pomeriggio inaugurazione mostra Mario Giudici: un papa, Giovanni 23ì, colto in momenti di vita nella prossimità del Concilio. Lacerazioni, trepidazioni e determinazione in 13 tele esposte nelle arcate della Chiesa abbaziale. Dopo il saluto del nostro Rettore – che ha messo in evidenza il cambiamento di quel prete bergamasco che pur formato a una spiritualità ottocentesca, ha saputo cogliere il cambiamento richiesto dallo Spirito – l’intervento del prof Cacciari, convinto assertore dell’artista, a sottolineare la profezia di un uomo che ha saputo essere se stesso pur nelle opposizioni incontrate.   >>>  Domenica 27 ottobre, nella sera. Ospitiamo gli animatori dell’oratorio di Madone con don Manuel Belli per una cena in compagnia, per ricominciare a ritrovarsi,  e per una veglia di preghiera in Abbazia.   >>>   Alla Messa delle dieci e trenta ci uniamo nella preghiera alla gioia della famiglia Greselin riunita per l’anniversario di matrimonio dei genitori. Pranzano poi nel salone grande della Rettoria per continuare la festa.   >>>   Complice anche la giornata dalle temperature decisamente primaverili, sono in tanti a partecipare nel pomeriggio di domenica alla visita guidata all’Abbazia organizzata da Promoisola.   >>>  Sabato 26 ottobre ospitiamo la Fraternità  Evangelii Gaudium per il primo degli incontri dedicati a giovani e non, per riflettere sul dono della propria vocazione.  In tarda serata la cena e la preghiera in Chiesa a conclusione.   >>>   Nel fine settimana del 19-20 ottobre ospitiamo in accoglienza i ragazzi scout del gruppo Bergamo 4 ormai affezionati frequentatori dei sentieri del Monte Canto.   >>>   Sabato 19 ottobre: giornata di ritiro per i consacrati della Comunità Shalom di Palazzolo sull’Oglio, realtà da anni impegnata nel recupero e nel reinserimento sociale di tossicodipendenti e non. A guidare le riflessioni don Claudio, parroco di Sotto il Monte. Nel tardo pomeriggio la celebrazione della Santa Messa conclude la giornata.   >>>   Giovedì 17 ottobre, nella sera. A conclusione del ciclo Meditatio di Moltefedi, Rosanna Virgili definisce con il suo intervento quali sono gli atteggiamenti e i ripensamenti interiori che portano al vero cammino di conversione.   >>>    Domenica 13 ottobre, nel mese dedicato alla preghiera per le missioni,  la Messa della Comunità è celebrata da padre Luciano della Comunità del PIME di Sotto il Monte che ci ricorda quanto sia fortemente evangelico il gesto della riconoscenza non solo fra uomini ma anche fra un popolo e l’altro.   >>>   Sabato 12 ottobre: giornata di ritiro per il gruppo catechisti della parrocchia di Cividino, accompagnati dai seminaristi Davide e Daniel.  A guidare le riflessioni, nell’intimità dell’abside grande dell’Abbazia, il parroco don Emilio Belotti. Spazio anche per il pranzo al ristorante vicino e per una passeggiata nei boschi.   >>>   Per l’intera giornata di sabato ospitiamo inoltre in Rettoria una ventina di operatori volontari dell’associazione Mato Grosso per un ritiro guidato da don Tommaso Frigerio, referente spirituale.   >>>   Lunedì 7 ottobre, nella sera, don Matteo Bettazzoli celebra una Messa di ringraziamento per il Gruppo Scout di Busnago 1^.   >>>   Dal pomeriggio di sabato alla mattina di domenica 6 ottobre ospitiamo in accoglienza il gruppo animatori adolescenti della parrocchia di Ponte San Pietro accompagnati dal vicario don Marco Scorzesi.   >>>   Partecipano alla Messa di Comunità di domenica una quarantina tra ragazzi e volontari dell’associazione Campo delle Stelle di Pessano con Bornago accompagnati da due amici sacerdoti.  Dopo una breve visita guidata all’Abbazia, pranzano nel salone grande della Rettoria, prima del tanto atteso imbarco sul traghetto leonardesco di Villa d’Adda. >>>   Nel pomeriggio di domenica 6 ottobre i ragazzi di seconda media della parrocchia di Madone accompagnati da genitori e catechisti iniziano l’anno con un piccolo ritiro itinerante lungo i sentieri nei pressi dell’Abbazia. Verso sera preghiera conclusiva in Chiesa prima del rientro a casa.   >>>   Sabato 5 ottobre, nel tardo pomeriggio, raggiungono la nostra Abbazia giovani e ragazzi della parrocchia di Dalmine con il parroco don Roberto.  Riflessione, silenzio, cena condivisa e veglia in Abazia in tarda serata a scandire i tempi.   >>>   Nella sera di venerdì 4  ospitiamo in accoglienza i ragazzi di quinta Liceo del Seminario che con don Fabio hanno camminato diverse ore da Città Alta fino alla nostra Abbazia per il consueto pellegrinaggio di inizio anno. La partenza nel primo pomeriggio del sabato dopo la meditazione e la celebrazione della Messa.   >>>

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Segnalazioni / Corrispondenze

SPeS: Speranza Passione e Sentimento del vivere

 

 

Mostra pittorica di Mario Giudici

APERTA FINO ALL’8 DICEMBRE

 

 

Sospese tra le arcate della Chiesa Abbaziale, tredici tele raccontano trepidazione e lacerazione di un Papa dall’educazione ecclesiale ottocentesca alla svolta epocale di un nuovo Concilio. In una seconda sezione, ospitata nella chiesetta accanto all’Abbazia, una serie di tele che raccontano paesaggi “febbrili, da cui emergono soprattutto alcune figure con irresistibile impeto. Il toro, a rappresentare la sua forza per partecipare o per non esserne straziati … La grande nave ambigua e pericolosa, non sai se ormai arenatasi o in procinto di lasciarci”. “Il santo, figura di santità assolutamente esigente. Nulla di sentimentale. Santo profeta: di fronte a noi appare tanto misericordioso quanto accusatore. Giustizia e amore in uno. Ferito in sé quando è costretto ad accusare e punire. Lieto quando perdona”. (M. Cacciari)

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

insomma – La pagina bianca intimorisce appena la apri. Poi ti fidi di quel che pensi, e incominci a scrivere. Di solito senza perdere troppo tempo. Ma non  è sempre così, e questa è una di quelle volte, e non perché abbia una qualche ritrosia a scalpellare i monumenti: se vanno scalpellati (e l’operazione non è mai per demolire, ma per rimodellare – tuttavia tenete presente lo scalpellìo di Michelangelo sul naso del suo Mosè – inutile perché illusorio). Certo è che occorre aver buon senso per non scambiare verità con menzogne.[Come invece avviene ormai frequentemente sulle reti social e su quelle televisive. Una recente indagine dice di vecchiette quali assidue frequentatrici di quei canali che parteggiano smaccatamente per il duce del futuro, nella nostalgia di quello del ventennio; e furoreggiano contro emigranti, e contro un papa che non se li prende lui! – e sono la maggioranza dei borghesucci che pure vanno in chiesa, come appunta dolorosamente ma puntualmente un polemista laico]. Dunque, a proposito di monumenti: perché i cardinali  ricorrono così spesso ultimamente nelle cronache di chi non apprezza più il silenzio d’oro? L’uno che invoca novene contro un sinodo voluto dal papa, e dunque contro il papa stesso, anche se si premettono sempre che loro al papa gli vogliono bene, così come si premette io non sono razzista, ma… ; l’altro che prega perché il papa non firmi quanto il Sinodo auspica rispetto ai viri probati, attraverso cui nutrire di eucarestia quelli che fin’ora non la possono vivere. E quest’ultimo è il cardinal Ruini, un sant’uomo e lo dico senza quella sottile ironia che accompagna le immagini dei santini di turno. Un uomo intelligente, che ha fatto storia nella chiesa italiana, ma una storia di parte. Forse perché emiliano, dove i comunisti erano lo spettro di quelli sovietici? e dunque ancor più intriso dell’angoscia che slavi affamati di bambini calassero anche in Italia? Uno schieramento, che lo ha indotto a “scomunicare”  l’espressione di “cattolico adulto” usata dall’allora presidente del consiglio Prodi per dire una laicità politica rispetto a indicazioni di simpatie destrorse dell’allora capo dei Vescovi italiani. E gli fa dire ora che sventolare il rosario può essere il modo di un politico di mostrare una sensibilità religiosa! Unendoti i due periodi, un editorialista scrive:sua eminenza il cardinale Camillo Ruini crede in Dio e in qualunque peccatore si opponga alla sinistra. A suo tempo diede la sua benedizione a Berlusconi, oggi fa lo stesso con Salvini. Noi agnostici possiamo solo sperare che stavolta l’effetto sia più rapido. Nelle stanze ovattate dove giustamente coltiva

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Informazioni

 

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@alice.it

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio – fil. Sotto il Monte Giov XXIII
IT34 O 08899 61440 00000 0370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

90- È proprio il Cristo che è stato inviato dal Padre a salvarci e lo ha fatto con amore, ha dato la vita per me: non c’è amore più grande di dare la vita per un altro. Pensiamo a una mamma, l’amore di una mamma, per esempio, che dà la vita per il figlio, lo accompagna sempre nella vita, nei momenti difficili ma questo ancora è poco…

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Contrappunti

ius culturae –  La grancassa xenofoba dell’ultradestra ha prodotto danni percettivi incalcolabili. È passata l’idea del «Paese invaso»: gli italiani credono che la quota di stranieri sia pari al 30% della popolazione (è solo il 7%), e che il 47% sia clandestino (non supera il 10%, con dentro quelli creati dalle leggi Salvini sulla sicurezza), che 1 carcerato su 2 sia straniero (il rapporto reale è 1 a 3). Nonostante la “cura al veleno” con cui il capo leghista con soci li ha sottoposti,gli italiani – 7 su 10  – su dieci sono favorevoli a una legge sul riconoscimento della cittadinanza a tutti i figli di genitori stranieri nati qui. Giallorossi, perché non subito?

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