21st January 2022

Benvenuti …
… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             
 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

EPIFANIA
di Mario Luzi

Notte, la notte d’ansia e di vertigine
quando nel vento a fiotti interstellare,
acre, il tempo finito sgrana i germi
del nuovo, dell’intatto, e a te che vai
persona semiviva tra due gorghi
tra passato e avvenire giunge al cuore
la freccia dell’anno… e all’improvviso
la fiamma della vita vacilla nella mente.
Chi spinge muli su per la montagna
tra le schegge di pietra e le cataste
si turba per un fremito che sente
ch’è un fremito di morte e di speranza.

In una notte come questa,
in una notte come questa l’anima,
mia compagna fedele inavvertita
nelle ore medie
nei giorni interni grigi delle annate,
levatasi fiutò la notte tumida
di semi che morivano, di grani
che scoppiavano, ravvisò stupita
i fuochi in lontananza dei bivacchi
più vividi che astri. Disse: è l’ora.
Ci mettemmo in cammino a passo rapido,
per via ci unimmo a gente strana.

Ed ecco
Il convoglio sulle dune dei Magi
muovere al passo dei cammelli verso
la Cuna. Ci fu ressa di fiaccole, di voci.
Vidi gli ultimi d’una retroguardia frettolosa.
E tutto passò via tra molto popolo
e gran polvere. Gran polvere.

Chi andò, chi recò doni
o riposa o se vigila non teme
questo vento di mutazione:
tende le mani ferme sulla fiamma,
sorride dal sicuro
d’una razza di longevi.

Non più tardi di ieri, ancora oggi.

Ipse Dixit
La peggiore parzialità è di non pronunciarsi.
La peggiore ignoranza è di non voler fare.
La peggiore menzogna è di non esporsi. Ch. Péguy

Diario

:::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo: perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di ragazzetti, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli :::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” ::::

Le feste di Natale, dalla veglia del 24 dicembre – “alleggerita” quest’anno da interludi musicali per inoltrarci con maggiore serenità in un tempo di fatica – alla celebrazione dell’Epifania, con i doni per quanti, ci si è ricordato l’un l’altro, “non c’è posto per loro” nel mondo di oggi come a Betlemme allora: tanti amici  di  sempre o occasionali, a dire al Signore la nostra fiducia nella salvezza che ha mandato nel Figlio, una volta per tutte. 

Domenica 19 dicembre, a metà pomeriggio raggiungono la nostra Abbazia trentacinque adolescenti della parrocchia di Boccaleone in Bergamo, accompagnati dagli educatori e dal curato don Stefano per un momento di preghiera in preparazione al Natale: meditazione, riflessione personale, merenda e Santa messa a conclusione prima di tornare in oratorio a Bergamo per la pizza e lo scambio degli auguri.
Sabato 18 dicembre, giornata di riflessione per una dozzina di giovani della parrocchia di Quarto Oggiaro accompagnati da don Stefano, responsabile della pastorale giovanile. Tempo anche per una passeggiata nei dintorni dell’Abbazia e per un momento di raccoglimento seduti nel prato all’ora del tramonto.
Dal tardo pomeriggio di sabato fino a tarda sera sono ospiti in Rettoria un piccolo gruppo di amici della Fraternità di Romena: si sono dati del tempo per ritrovarsi, dopo diversi mesi difficili, per ricordare amici defunti, per pregare insieme, per abbracciarsi di nuovo.
Nel fine settimana dal 10 al 12 dicembre ospitiamo in accoglienza una decina di giovani dell’oratorio Sirino di Soresina in provincia di Cremona accompagnati dal curato don Alberto. Giornate di riflessione, preghiera e piacevolezza dello stare insieme.
Martedì 7 e mercoledì 8 dicembre ospitiamo in accoglienza don Omar, curato di Zanica con quattro ragazzi futuri coordinatori del Centro Recreativo della prossima estate. Due giorni per imparare a stare insieme, tra impegni e svago, proprio come al CRE.
Domenica 5 dicembre: il gruppo di famiglie di Santa Lucia in città in visita al Rettore: celebrazione comunitaria dell’Eucarestia e convivialità natalizia a seguire.
Nel tardo pomeriggio un gruppo di giovani della parrocchia di Costa Mezzate, accompagnati dal parroco don Giorgio, raggiunge la nostra Abbazia per un piccolo momento di ritiro in preparazione al Natale. La sera, prima di ripartire, la celebrazione della Santa Messa.
Sabato 4 dicembre, la sera. Su iniziativa del Gruppo Emergency dell’Isola ospitiamo in Abbazia, il famoso arpista e compositore Vincenzo Zitello per una serata di musica dedicata al fondatore Gino Strada, a pochi mesi dalla morte.
In tarda mattinata piccola visita guidata per un gruppo di amici della città di Bergamo per la prima volta di passaggio a Fontanella.

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Segnalazioni/Corrispondenze

_ dedicato a Luciano, nostro commensale alle Eucarestie domenicali: ha lasciato questa terra per incontrare Colui in cui ha creduto e sperato sino alla fine della sua malattia, dandoci esempio di vita_

‘Paesaggio invernale’ di Caspar David Friedrich, una delle figure principali dell’arte romantica tedesca, mostra un paesaggio innevato in cui un uomo, avendo messo da parte le stampelle, giace contro un grande macigno mentre prega davanti a un crocifisso splendente ed a tre abeti. La trinità richiama la Trinità cristiana, mentre in lontananza la sagoma di una cattedrale gotica tedesca incombe nella nebbia, le sue guglie riecheggiano la forma degli alberi. Il dipinto offre la speranza della resurrezione attraverso la fede. Ciuffi d’erba spuntano nella neve mentre il debole bagliore rosa dell’alba che si avvicina afferma il messaggio di rinnovamento e rinascita.    (testo inviato da D. e C. Castaldello)

Libri

F-X. Nguyen Van Thuan, Cinque pani e due pesci, Ed. s. Paolo, 88 pagg, € 9,oo
“Sono vietnamita; per 8 anni sono stato vescovo di Nhatrang, poi arcivescovo coadiutore di Saigon. Quando sono arrivati i comunisti a Saigon, mi hanno arrestato. Liberato dopo 13 anni, diversi in assoluto isolamento, voglio condividere con voi le mie esperienze: come ho incontrato Gesù in ogni momento della mia esistenza quotidiana, nel discernimento tra Dio e le opere di Dio, nella preghiera,  nell’eucaristia, nei miei fratelli e nelle mie sorelle, nella Vergine Maria, offrendovi così anch’io, come Gesù, cinque pani e due pesci”. Di questo ‘martire della fede’ una testimonianza che fa bene alla nostra fede, e alla speranza.

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

Sperare – All’inizio di un nuovo anno, tra i tanti auguri che ci si è fatti, immancabile “che finisca questa pandemia”! E si è pregato, e si prega, perché la faccia finire Lui; e non manca anche il tentativo di dare scadenze a Dio: che è poi il peggior modo di riconoscerlo per quel che Lui è. Una lettura di Geremia 29 mi ha aiutato a dare consistenza più fondativa a quanto sto dicendo, e scrivendo: nella grande disgrazia occorre vederne la grazia. Lì c’è la lettera a chi è in esilio: “A tutti gli esuli che ho fatto deportare da Gerusa­lemme a Babilonia: costruite case e abitatele, piantate orti e mangiatene i frutti;prendete moglie e mettete al mondo figli e figlie, scegliete mogli per i figli e maritate le figlie, e costoro abbiano figlie e figli. Lì moltiplicatevi e non diminuite. Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare, e pregate per esso il Signore, perché dal benessere suo dipende il vostro”. Un castigo l’esilio? Anche, ma il tempo prezioso di porsi la domanda fondamentale: perché? che senso hanno questi giorni lontani dal tempio, e dalla terra che pure ci è stata data? Non è la vita così come la si è ordinata il tutto; e la sua normalità può diventare una fuga dalla pienezza di sé. La grazia della pandemia che allontana dalla “normalità” – così come di quell’esilio biblico – sta nell’abitarla comunque, nel compiere tutto quello che genera vita, una successione non inquietante di occupazioni e di abbracci. Geremia e un quasi incipit di un giallo (di cui non vi dirò il titolo): Una volta mio fratello mi aveva spiegato la teoria del limite. Disse che ogni sbirro della Omicidi aveva un limite ma che il limite restava sconosciuto finché non veniva raggiunto. Stava parlando dei cadaveri. Secondo Sean, uno sbirro poteva guar­darne soltanto fino a un certo numero. E il numero cambia­va per ogni persona. C’erano quelli che tagliavano presto il traguardo. Alcuni superavano anche i venti senza neppure andare vicino al limite. Ma c’era sempre un numero fisso di tolleranza per ogni sbirro, e quando arrivava, era finita. Ti fa­cevi trasferire agli archivi, consegnavi il distintivo, facevi co­munque qualcosa perché non sopportavi più l’idea di dover vedere un altro cadavere. E se ci provavi, se superavi il tuo limite, beh, allora eri nei guai: potevi ritrovarti a succhiare la canna di una pistola. Questo mi aveva detto Sean. (I romanzi avvertono meglio di tanti trattati). Un credente non si dà la morte, certo, neppure in un tempo infausto si dà alla canna del gas. Pur sapendo i propri limiti. Anzi, è allora che vivendo s’accorge, nei suoi esili più o meno quotidiani, di avere necessità di Altro. E si mette a cercarlo, perché la speranza in lui è più forte di ogni intoppo. Sa di non poter mai scaricare la speranza, anche quando il cielo è fosco. Sa che allora più che mai vive, nonostante. Preoccupati, non ossessionati: il mantra di cui, dall’inizio di tutto questo, abbiamo profumato Fontanella.  13 gennaio 2022

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

I magi sfidano Erode. Abbiamo bisogno di una fede coraggiosa, che non abbia paura di sfidare le logiche oscure del potere dove, ancora oggi, tanti Erode seminano morte e fanno strage di poveri e di innocenti, nellʼindifferenza di molti.

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contrAppunti

a proposito … la provocante vignetta di Mauro Biani, da Repubblica

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