8th March 2020

Benvenuti …

… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!                        il Rettore

 Diario

la Quaresima diversa, con celebrazioni comunitarie sospese e chiese sempre aperte per la preghiera personale 

Ora che le circostanze e l’esercizio della responsabilità, ci costringono a scelte che limitano la vita comunitaria, avvertiamo non solo una mancanza, uno smarrimento, per alcuni una comodità che vien meno, ma anche la moltiplicazione di interrogativi che rivelano le attese e le immagini che ciascuno di noi coltiva in relazione alla Chiesa Le obiezioni più frequenti che sto raccogliendo, partono da constatazioni molto pratiche, per arrivare a quelle più profonde. A noi, si dice, non mancano i preti: se i preti celebrano l’Eucaristia, perché i fedeli non possono parteciparvi, pur a determinate condizioni? Perché alcune attività commerciali sono consentite e aperte al pubblico e il raccogliersi insieme in chiesa no? Perché un tempo, in caso di calamità e malattie, ci radunava in chiesa e ora ci si deve allontanare? Queste domande si accompagnano ad altre, che hanno a che fare con la fede. Se l’Eucaristia è così determinante per la vita cristiana, al punto che quella domenicale è un precetto grave, perché proprio i vescovi, custodi della fede, ne privano i fedeli? Come corrispondere al desiderio e al bisogno del pane eucaristico e del ritrovarsi insieme da cristiani nell’Eucaristia? Che significato ha che i preti celebrino l’Eucaristia da soli?

Perché allora una scelta tanto rilevante? L’immagine biblica che mi dà forza in questa circostanza è quella dell’esilio. Questo contagio ci sta, volenti o nolenti, esiliando dalla terra della nostra vita quotidiana, dalle nostre reali, presunte e presuntuose sicurezze, dalle nostre buone e forse meno buone abitudini. Il popolo di Dio, esiliato, perde tutto: gli rimane la fede, la preghiera e la dedicazione della propria vita agli altri, come espressione concreta della propria dedicazione a Dio. La prova, così si rivela il morbo dilagante, è il luogo del combattimento della fede. Il Signore ci indica nel silenzio e nell’ascolto della sua Parola, nella pazienza e perseveranza e nella preghiera e della carità vicendevole, le armi del nostro combattimento spirituale. Sono queste che vogliamo indossare anche noi. Ringrazio di cuore tutti voi per la vostra fede, per la preghiera, per la generosità; esprimo tutta la mia considerazione e riconoscenza agli operatori sanitari e alle autorità preposte al bene comune. Interceda per noi la Madre di Dio, Salute degli infermi, la Vergine addolorata, così cara alla nostra devozione.“Salva il tuo popolo Signore, guida e proteggi i tuoi figli”.                                      Il vostro vescovo, Francesco

preghiera per il tempo della prova

Benedici, Signore, la nostra terra, le nostre famiglie, le nostre attività.
Infondi nei nostri animi e nei nostri ambienti la fiducia e l’impegno per il bene di tutti, l’attenzione a chi è solo, povero, malato.
Benedici, Signore,e infondi fortezza e saggezza in tutti coloro che si dedicano al servizio del bene comune e a tutti noi:
le sconfitte non siamo motivo di umiliazione o di rassegnazione,le emozioni e le paure non siano motivo di confusione, per reazioni istintive e spaventate.
La vocazione alla santità ci aiuti anche in questo momento a vincere la mediocrità,
a reagire alla banalità, a vivere la carità a dimorare nella pace.  Amen

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InfezioniScrivo proprio perché costretto da chi chiede che dica qualcosa anch’io. Come se i senni che si sono sprecati in questi giorni non bastassero! O come se io potessi aggiungere qualcosa di utile! Ma insomma. Sicuramente tempo a disposizione per informarsi di più ce n’è, visto che hanno fatto abbassare saracinesche su tutta la vita sociale di un prete. E dunque: dal pippistrello allo zibetto è venuta la sars, dal pippistrello al cammello la mers, dalle grandi scimmie l’ebola, dagli uccelli selvatici a quelli domestici l’aviaria, da carni ovine e  bovine la muccapazza. A parte l’Inghilterra che fu focolaio di quest’ultima epidemia, e l’Arabia per quel che concerne la mers, maggiore imputata di focolai è la Cina: la densità di popolazione, gli allevamenti misti, i mercati di animali vivi, permettono a ceppi provenienti da animali diversi di combinarsi e di “impazzire”. Il che potrebbe dar ragione a quei populismi che nel recintare le proprie nazioni così impedirebbero a ceppi umani diversi di combinarsi e dunque di impazzire? O ha ragione chi sostiene il contrario? Due le possibili riflessioni. Gli animali sono all’inizio di queste malattie dell’uomo; e dunque ci fanno ricordare, a noi uomini comprese le donne, che siamo animali: cosa per altro da non dare come scontata, visto l’esito di certi comportamenti di cui ci doliamo a ragione non veduta.  E poi, questa epidemia non sarà l’ultima. La prima che conobbi fu l’asiatica (due milioni di morti!): di anni ne avevo tredici, ero già in Seminario, a Clusone: mal sopportavo la montagna, che mi rinchiudeva desideri e affetti. Eppure quei giorni a letto, in una vasta camerata soleggiata (si era di febbraio, e la neve fuori riverberava ancor più la luce) sono i migliori che ricordo: colmati di attenzioni come non saremmo stati mai in quei tre anni di reclusione – finalmente accuditi maternamente, come solo a casa propria. Perché lì, in quell’incavo infelice tra montagne percepite ostili, la nostalgia densa era la mancanza del cortile di casa. Un rifugio? nella bellissima cappella lo sguardo di Maria 

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Informazioni

 

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@alice.it

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio – fil. Sotto il Monte Giov XXIII
IT34 O 08899 61440 00000 0370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

Confessare Gesù  è accettare la strada dell’umiltà e dell’umiliazione. E quando la Chiesa non va per questa strada, sbaglia, diventa mondana. E quando noi vediamo tanti cristiani buoni, con buona volontà, ma che confondono la religione con un concetto sociale di bontà, di amicizia, quando noi vediamo tanti chierici che dicono di seguire Gesù, ma cercano gli onori, le vie fastose, le vie della mondanità, non cercano Gesù: cercano se stessi. Non sono cristiani; dicono di essere cristiani, ma

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Contrappunti

abbiamo letto da Luca Bottura – I supermercati del Nord presi d’assalto come dopo l’esplosione di una bomba atomica, l’isola campana che intona #primagliischitani e caccia i lombardo-veneti, Marine Le Pen che vuol costruire muri per tenere fuori dalla Francia i Salvinì, le scuole e i musei chiusi come in un qualunque programma della Lega, indurrebbero

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