1st December 2021

Benvenuti …
… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             
 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

Se io

Se io, ancor che nessuno,
Potessi avere sul volto

Quel lampo fugace
Che quegli alberi hanno,

Avrei quella gioia

Delle cose al di fuori,
Perché la gioia è dell’attimo;
Dispare col sole che gela.

Qualunque cosa m’avrebbe meglio
Giovato della vita che vivo –
Vivere questa vita di estraneo
Che da lui, dal sole, mi era venuta!
[Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l’anima,
da vivere soltanto di vedere!
Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l’assenza di avere un fine,
e l’ansia di conseguirlo!
Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.]

F. Pessoa

Ipse Dixit
Un sorriso non dura che un istante,
ma può essere eterno nel ricordo;
nessuno è così ricco da poterne fare a meno,
nessuno è così povero da non poterlo dare. P. Faber

è l'Avvento, il tempo dell'attesaFine dell'autunno; inizio dell'inverno: nebbie, neve. Anche la terra, seminata, è nella desolazione e nella speranza. Sembra mor­ta, ma elabora la vita. I suoi campi arati sono un enorme grembo in attesa. E il clima esterno in cui si colloca l'Avvento: un tempo dalle radici amare ma che fiorisce nella tenera carne di Gesù. Tutti i millenni che l'hanno preceduta hanno cooperato alla sua nascita. Tutta la storia d'Israele, col suo carico di sofferenze e i suoi bagliori di profezia; la stessa storia del mondo, con la sua ascesa cosmica, dal caos alla vita, è il lento cammino ascensionale della creazione verso il suo creatore, verso la Vita che vagirà a Be­tlemme.          Non adirarTi, Signore non ricordar Ti più dell'ingiustizia: guarda la città del Dio Santo: è rimasta deserta. E' Sion, Signore, che si è fatta deserta, Gerusalemme distrutta, là dov'era la casa della tua santità e della tua gloria  dove potevano lodarTi i nostri padri.
Diario

:::: per l’ospitalità a sant’Egidio in Fontanella: animatori di gruppi parrocchiali, giovanili e adulti, possono trovare qui un luogo di silenzio operativo: perciò si privilegia la loro presenza rispetto a quella di ragazzetti, anche perché i ridotti spazi della Rettoria non si confanno alle esigenze di moto dei più piccoli :::: per contatti vedi sotto nel riquadro “informazioni” ::::

Sabato 6 novembre, la mattina visita guidata alla nostra Abbazia per un piccolo gruppo di associati al CAI di Crema, all’inizio della loro giornata in cammino lungo i sentieri del Monte Canto.
All’ora di pranzo di domenica 31 ottobre, raggiungono la nostra accoglienza una ventina di ragazzi animatori della parrocchia di San Giuliano Milanese accompagnati da don Alessandro, referente della pastorale giovanile della Comunità. Ad attenderli due giorni di riflessioni, di confronto e di preghiera.
Dalla mattina di sabato 30 alla tarda mattinata di domenica 31 ottobre ospitiamo in accoglienza una ventina di Capi Scout del gruppo di Cernusco sul Naviglio per un fine settimana di programmazione.
Sabato 30 ottobre: In mattinata raggiungono Fontanella una trentina di aderenti all’Associazione Gruppo Archeologico Milanese in viaggio alla scoperta del romanico bergamasco fra la nostra Abbazia e quella di San Giacomo in Pontida.
Verso sera dello stesso giorno, il Rettore celebra, a poche settimane dalla morte, una messa a suffragio per Manlio, che raccoglie familiari e amici.
Venerdì 29 ottobre, la mattina. Il Vescovo Francesco celebra in Abbazia con i presbiteri della Fraternità 1 dell’Isola a conclusione del Pellegrinaggio Pastorale, invitandoli ad usare di questo luogo per loro personalmente e per la formazione delle loro comunità.
Martedì 26 ottobre, ospitiamo una dozzina di operatori e volontari dell’Associazione L’Arca di Leonardo per una giornata di formazione e di programmazione delle nuove iniziative, rivolte a bambini e anziani in situazioni di fragilità.

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Segnalazioni/Corrispondenze

Cari papà, di Massimo Gramellini – 
«Mio figlio ha fatto una cavolata, ma è un bravo ragazzo e noi siamo una famiglia perbene». Questa frase è ormai un piccolo classico e si indossa su quasi tutto: risse, truffe, minacce, molestie, atti di bullismo, scippi con destrezza, pirateria stradale. Solo che stavolta a pronunciarla è stato il padre di un adolescente torinese che ha rapinato una farmacia e accoltellato un carabiniere. Da oggi il concetto di «cavolata del bravo ragazzo di famiglia perbene» va dunque esteso alle rapine con accoltellamento, quantomeno. Per adesso rimangono ancora fuori l’aggressione a mano armata e la tentata strage con lancio di granate, ma c’è da scommettere che si troverà facilmente un padre disposto a coprire tale lacuna. (:::) Quando leggo certe notizie e le metto a confronto, mi ritrovo a dare ragione a Ennio Flaiano: «A volte mi vengono in mente pensieri che non condivido».

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

impreparati Ce lo stanno dicendo da decenni che questo nostro pianeta è in pericolo. Il riscaldamento globale lo si prevede in gradi di calore che vanno dal minimo ancora per un po’ sostenibile a un massimo che erutterà le acque con una marea silenziosa ma devastante:  tsunami che ricoprirà senza sradicare. Ora si scende in piazza, ordinati come non sono quegli sciocchi del no green pass; e si chiede quello che i grandi non sanno concedere. O non possono o non vogliono, immersi in quel botolo del presente che sradica ogni speranza di un buon futuro. Invertire la rotta? Ma come si fa, se ci si è costruiti in esigenze irrinunciabili. “Meno è meglio”? Se lo dici dopo una camminata in montagna, il passo greve e greve il respiro, ma nella percezione gioiosa dell’anima che solitamente non vivi, con molta probabilità sei sincero. Ma per quanto? Meno è meno: meno shopping, meno vestiti, meno scarpe, meno abbuffate, meno frutta e verdura fuori stagione, meno … Impreparati! Siamo impreparati a una consapevolezza che sfondi l’abitudinario del benessere, di quello star bene che si nutre di superfluo. Fino a che si riverseranno sulle nostre quotidianità, e non in barconi da centinaia, ma in migrazioni da migliaia e migliaia quanti saranno tempestati da carestie insostenibili. Mentre scrivo ‘ste cose, e lo confesso, sento tutta la distanza da questo scenario. Impreparati persino al probabile prevedibile? Ormai ristretti in una bolla di appagamento ritenuto essenziale, è un futuribile senza sponda ragionevole: sì, vabbé, non esagerare. Me lo dico: e sento che è la misura dell’impreparazione al cambiamento. Ed è male comune: e non per scusare sé, ma per avvertire che nella transizione richiesta non si è solidali, eppure se ne esce solo insieme o non si rimedia. E benedetta la pandemia nella sua malefica presenza. Detto così può sembrare una bestemmia verso l’umanità. E lo è, se non che in ogni male c’è una grazia, pur che la si sappia cogliere. L’ affanno del dopo: chiese da ripopolare, catechesi da ricominciare, oratori da riabitare. Un fiatone al limite della tachicardia ecclesiastica. Preti e vescovi che non so quanto si rendano conto che sono impreparati a questo dopo. Che per la verità era già un prima, ma grazia della pandemia a renderlo di una evidenza innegabile. Impreparati a un mondo senza Dio, impreparati al come annunciarlo. Se la preoccupazione è riprendere dal dove eravamo rimasti, quale delusione! Un Papa che chiama alla sinodalità, …  12 novembre 2021

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

Le crisi sono anche finestre di opportunità. Agiamo insieme per un futuro equo e giusto: sono soprattutto i nostri bambini ad aver capito la portata e l’enormità delle sfide che la società ha di fronte, specialmente la crisi climatica. Dobbiamo ascoltarli con cuori aperti. Dobbiamo seguire la loro guida perché sono saggi nonostante l’età. È il momento di sognare in grande, di ripensare le nostre priorità — a che cosa diamo valore, che cosa vogliamo, che cosa cerchiamo.

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contrAppunti

Il reddito di cittadinanza è una misura di Welfare contro la povertà. Che qualcuno, e forse parecchi, se ne approfittino per frodare lo Stato, dunque noi tutti, non muta di una virgola intenzione e natura del provvedimento: a meno che si pensi, per esempio, che la piaga dei falsi invalidi si risolve abolendo le pensioni di invalidità. Ovvero che per punire chi non ha bisogno né diritto, si deve penalizzare chi ha bisogno e ha diritto. La destra sedicente sociale simula di essere “popolare” ma, al dunque, non vuole tassare i ricchi e non vuole che i poveri ricevano sostegno pubblico. Il sovranismo è una polpa mendace il cui vero nocciolo rimane la selezione naturale. Una destra degna di questo nome dovrebbe dirlo con schiettezza: siamo contro il reddito di cittadinanza perché siamo per la selezione naturale. Lo dicessero, molti equivoci dell’attuale scena politica finalmente svanirebbero. (M. Serra)

 

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