17th September 2021

Benvenuti …
… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             
 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

Nelle azzurre sere d’estate
(Arthur Rimbaud)

Nelle azzurre sere d’estate, me ne andrò per i sentieri,
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
trasognato, ne sentirò la frescura sotto i piedi,
e lascerò che il vento mi bagni la testa nuda.
Non parlerò, non penserò a niente:
Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,
E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro.

Estate
(Hermann Hesse)

Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano, cresciuti e
riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.

La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell’approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.

IPSE DIXIT
  La potenza non consiste nel colpire forte o spesso, ma nel colpire giusto. Balzac

Diario

opera di Daniela Bertuletti su tronco reciso

15 settembre, l’Addolorata
la vera maternità è nell’ascolto che accoglie

La vera maternità è ascoltare. È ascoltando che concepisci l’altro, ti entra e poi vivi di lui. È la vera concezione l’ascolto. La maternità della vergine Maria, dicevano gli antichi, sta nell’orecchio prima che nel ventre.
Siamo abituati a considerare Maria come un caso strano, unico. Di lei si dice che è “Madre della Chiesa”: perché i figli hanno in comune con la madre il fatto di essere uguali alla madre, altrimenti non sono figli. Quindi, ciò che si dice di Maria è ciò che capita a ciascuno di noi.
Il brano evangelico dell’Annunciazione è molto noto, e in qualche modo bisogna riscattarlo dallo scontato, in modo da avere occhi e orecchi e cuore nuovo per lasciarsi sorprendere dal suo significato profondo e attuale. Il racconto di Maria ci dice anche come ci si accosta alla Parola: l’autore lo pone all’inizio del Vangelo per dire come la Parola si realizza in ognuno.  Vedi  Luca 1, 26-38
La maternità di Maria, per cui dà carne alla Parola, consiste in questo “eccomi”. Maria è la prima che ascolta ed è la nuova Eva, modello di ogni uomo. Mentre Adamo e la prima Eva non ascoltarono Dio, questa donna è la prima tra tutti gli uomini che dice “sì” a Dio che da sempre è “sì”. E Maria, che è la prima tra l’umanità – per questo è la madre, la matriarca del nuovo popolo che dice “sì” – è prototipo di tutti i credenti e di ciascuno di noi. Ed è interessante il rapporto che ha Maria con la Parola nel Vangelo: si dice che lei tutte queste parole le custodiva nel cuore. E Maria è la custode della parola nel cuore. Maria non memorizza ma “ricorda”: non è cioè un fatto che riguarda semplicemente l’intelligenza, ma un riportare al cuore. Il “ricordare” è proprio il portare al centro di noi stessi qualcosa che ci interessa, a cui ci interessiamo, in cui siamo dentro, di cui si vive.
È ricordando la parola che uno dà carne alla parola, perché, ricordandola, la vive. Non è semplicemente un ricordo scontato, è un ricordo che cresce nel tempo, con più elementi, fino a quando raggiunge la sua misura piena. E quando, più avanti, sua madre e i suoi fratelli sono fuori che lo chiamano, Gesù dice: Chi è mia madre? Mia madre è chi fa la volontà di Dio. Chi ascolta la Parola e chi la fa. E quando una donna dice: Beato il ventre che ti ha portato e il seno che ti ha allattato, Gesù risponde: Beato chi ascolta e fa la Parola. Quindi la maternità di Maria è anzitutto l’ascolto della Parola. Ogni volta che noi ascoltiamo e la Parola ci entra nel cuore, si realizza “oggi” quanto la Parola dice.              di Silvano Fausti, biblista e scrittore

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Segnalazioni/Corrispondenze

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

ricordare – Quelle torri incendiate l’11 settembre di ormai vent’anni fa. Eppure sembra ieri, come molte delle cose che ti si piantano dentro, rispetto ad altre che si perdono ma non del tutto: a volte basta un inciampo buono o meno buono, e riemergono. Ma quelle che ti fanno ricordare il dove il quando e il con chi rimangono per sempre, senilità futura permettendo il per sempre (che poi, chissà, se pure spersi, non si sarà accompagnati da queste trafitture indelebili!). Dunque quell’11 ero sulla bellissima spiaggia di Biarritz, sotto un sole del tutto ancora estivo, con l’Oceano Atlantico a separarci dall’altro mondo del pianeta. E proprio di fronte a quelle torri, pur con qualche spanna di distanza che certo impediva di vedere. E tuttavia davanti. Primo pomeriggio, in quasi consonanza con quella penetrazione come di coltello nel burro. Non vedere ma sapere, quasi in anteprima, rispetto alla diffusione mondiale: a New York c’è la figlia di una coppia viaggiante con noi  (non l’ho detto: parrocchiani di Santa Lucia nel viaggio – non pellegrinaggio, anche se sempre una tappa è anche religiosa, ma viaggio: di cultura di convivenza di contemplazione dell’ altro che il mondo è – una proposta ogni due anni del vissuto comunitario). Una telefonata, e lo sbigottimento prende tutto il gruppo, e si traduce in una corsa al pullman per seguire sulla televisione di bordo. I sentimenti di allora miei non saprei descriverli al meglio, se non per uno smarrimento dentro la bellezza, non più di un imprevisto dentro giorni di pace. E dall’altra parte, davanti a noi, fuoco e macerie, e morti, tanti. L’imprevisto della vita che ti coglie nel pieno di giorni che non immagini poter essere diversi da come li vivi. Il mistero della vita è questo? La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda, e come la si ricorda per raccontarla, ha scritto Garcia Màrquez. È per questo che quando si ricorda quell’avvenimento, non lo descrivo, come è, con terroristi fanatici che si buttano a morte, o con mandanti che festeggiano a spari di kalashnikov. È quella cosa che non ha scomposto la bellezza, data per me la dominante di quel momento. Quanto di tutto il resto della mia vita non è stato come lo racconto? a me stesso ancor prima che agli altri? quanto infioretto? ma quanto appesantiscono? Domande da ritiro spirituale, come no. Ma domande di vita. Da lì discendono giudizi e …  10 settembre ’21

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

L’ipocrita è capace di uccidere una comunità. Chiediamo al Signore che ci custodisca per non cadere in questo vizio dell’ipocrisia, del truccarci l’atteggiamento ma con cattive intenzioni. Che il Signore ci dia questa grazia: “Signore, che io mai sia ipocrita, che sappia dire la verità e se non posso dirla, stare zitto, ma mai, mai, un’ipocrisia”. 

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contrAppunti

Che avesse ragione Guido Ceronetti, quando nei lontani anni 70 paventava il male di laurea? Era convinto che gli agitati della laurea, «i maniaci del possesso di un’illusione di potere» fossero meglio «frolliti e pronti alle lobotomie» di verità abusive. Questo incubo (la «dotta ignoranza» di cui parla Montaigne) mi è tornato in mente leggendo del plurilaureato che non vuole vaccinarsi. Si chiama Valentino Di Carlo, ha 41 anni, insegna a Lecco in scuole e istituti superiori da precario e ha spiegato che non vuole vaccinarsi e non ha il green pass. Le sue lauree sono in Scienze politiche, Scienze filosofiche e Lettere moderne (prendi tre paghi due, con pochi esami aggiuntivi) ma l’ottusità è una sola: no al green pass perché lede chissà quale diritto, no al vaccino per non fare da cavia. Nella situazione in cui siamo non si può giocare con la vita degli altri e se uno con tre lauree non ha capito che il vaccino è l’arma più efficace a disposizione per affrontare l’epidemia che ci ha messo in ginocchio, allora significa che la situazione è disperante. Di Carlo confonde la forza delle opinioni con le opinioni della forza (bruta). Il pezzo di carta non serve a niente, il seme delle storpiature cresce nelle nostre menti e chi ne viene infettato brama infettare, è un sadismo antico che nessun titolo di studio può sanificare. (A. Grasso)

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