7th April 2020

Benvenuti …

… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!                        il Rettore

l’Angolo

AI TEMPI DEL VIRUS

1 – di Iris e Filippo Francesco Edoardo Delle Vergini

Accompagniamo i nostri morti / con carezze dietro i vetri, /l’ultimo saluto con mani sigillate./ Solo i nostri sguardi / seguono i feretri blindati / nel loro ultimo viaggio. / Il silenzio forte / si leva / sulla città deserta / ad implorare un cielo / così lontano. / Nessuno può dare sepoltura / al loro coraggio.

2  – di Giuseppe Delle Vergini

      È questo il tempo / del risuonare /  di parole mute / nell’aria tesa / perché siano più vere. / E dei nostri abbracci / forti, mai dati, rimandati / e già persi, / è questo il tempo / per ritrovarli tutti. / Verranno giorni / d’altri sguardi / e di parole nuove. / Io li attendo.

3  – di Giuseppe Delle Vergini

Sento solo il canto di uccelli / e un soffiare lieve di vento. / Così mi piaci / città mia / immersa / in questo solenne silenzio / che della vita intera / fa memoria. / Porto dentro il pianto / di chi morendo / ha perduto l’ultima carezza. / Ma forse è vana pena la mia, / la nostra, / ora che già sorridono davanti a Dio.

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Diario

Verso la Pasqua _ Una Settimana Santa diversa, con celebrazioni comunitarie sospese e chiese sempre aperte per la preghiera personale, potrebbe aiutarci a comporre una liturgia domestica_  allestire un angolo di preghiera fisso, o potrebbe essere il tavolo del pranzo o della cena: occorrono sei cose almeno: sedie comode; un’icona o un crocifisso; una bibbia; dei fiori a simboleggiare la vita; acqua per benedire sé e gli altri con sé; un piccolo cero a dirci la luce di Cristo Risorto_ ogni giorno potrete trovare qui il brano biblico su cui meditare e pregare_ e che nasca così una bella Pasqua nonostante, perché costruita nell’intimità familiare per la fede che fa scaturire la speranza_

Lunedì Santo 

lectio  dal vangelo secondo Giovanni 12,1-11

medita – La sorella di Lazzaro, richiamato in vita da Gesù, esprime la propria venerazione e la propria gratitudine nei confronti del Signore con un gesto insolito, che il tesoriere del gruppo giudica un lusso esagerato e costoso. Ma Gesù intuisce l’intenzione di Maria, e attribuisce a quel gesto gratuito un significato speciale: l’olio profumato di cui la donna cosparge i suoi piedi prefigura quello che presto verrà usato per la sua sepoltura.

rifletti – Uno dei peggiori tradimenti del vangelo consiste nel nascondere e consumare l’ingiustizia sotto le apparenze della carità (H. De  Lubac).

prega – Signore Gesù, autore della vita e padrone della tua stessa morte, hai visto nel profumo versato da Maria il balsamo della tua prossima sepoltura. Libera il nostro cuore dall’attaccamento al denaro e donaci di rispondere con generosità al tuo amore. Tu che sei morto per noi, perché tu ci ami.

 

            

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corrispondenze / segnalazioni

 

preghiera per il tempo della prova

O beatissimo Egidio, tu che i pellegrini del Camino di Santiago hanno conosciuto come il più sollecito di tutti i Santi a giungere in soccorso dei bisognosi, dei tribolati e degli afflitti che a te si rivolgono, guarda alle nostre presenti necessità: non ci rallentino nel cammino della carità, non ci deviino dai sentieri della giustizia, ma ci aiutino a confermarci sempre più nella fiducia: del Padre, che ci ha sempre nelle sue mani, del Figlio che si è dato per salvarci, e dello Spirito d’amore che scalda i nostri cuori e dirige i nostri passi nelle freddezze della vita. Amen

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

epidemiaQuattro settimane e più da che siamo entrati in un pianeta diverso. E noi preti a celebrare in solitudine: sì davanti alla chiesa  e per la chiesa, ma senza la comunione dei corpi non è lo stesso celebrare. E dunque ci si snoda in modo diverso tra altare e navate, dandosi camminate che sigillano le parole della Scrittura in meditazioni di profondità più accentuata. E così t’accorgi che la profondità si dissimila dalla seriosità con cui imbastisci tu stesso il tuo servizio di Parola. Ed emergono pezzi che trasportano ben oltre i muri, e oltre la collina. E dunque immergono nella universalità di quella liturgia che stai celebrando sine populo, ma con tutta l’umanità. Ti fanno sentire più vera la salita al Calvario che ogni messa dovrebbe ricordare, il sacrificio di chi si è dato per noi, per tutti. Ma insieme, in un connubio difficilmente districabile, la memoria di gesti, di incontri, di abbracci. Ed è lì la chiarezza il più delle volte nebulosa: non si celebra la lode di Dio se non passando attraverso la fragilità umana, la stessa che fu del Figlio di Nazareth. E dunque non ci son più quelle “distrazioni nella preghiera” che tu prete hai raccolto tante volte nei confessionali feriali: tutto concorre, tutto è bene che ci sia perché la preghiera sia vera. E se dunque si insinua quel mattino assolato di Nizza, a sgranocchiare per strada la baguette ancora calda, mentre ti si arricchiscono gli occhi delle bancarelle di frutta e verdura stese per kilometri sulla traiettoria del tram … se questo succede, la preghiera prende essa stessa la fragranza del pane sfornato e la benedizione per quel pane che diventerà la presenza del Cristo! Certo, occorre immergersi nel silenzio per afferrare i rumori nuovi: presenti da sempre, coperti, sembrava, per sempre. E invece eccoli lì. Risentire non solo il mattino il pigolio degli uccelli, e il lieve stormire del vento sull’edera rampicante del chiostro, e soprattutto il suono stesso del silenzio. Che, è vero, può inquietare, può tradursi in una pena, in una apnea di affetti, di desideri: eppure è la stessa sospensione del respiro tra una strofa e l’altra di un canto per immergere in verità. Nel canto della vita, 

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Informazioni

 

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@alice.it

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio – fil. Sotto il Monte Giov XXIII
IT34 O 08899 61440 00000 0370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

95. Quaresima è riconoscere il peccato. Quando noi abbiamo non solo il ricordo, la memoria dei peccati che abbiamo fatto, ma anche il sentimento della vergogna, questo tocca il cuore di Dio e risponde con misericordia. Ecco che il cammino per andare incontro alla misericordia di Dio è vergognarsi delle cose brutte, delle cose cattive che abbiamo fatto. E così, quando io andrò a confessarmi, dirò non solo l’elenco dei peccati, ma i sentimenti di confusione, di vergogna per aver fatto questo a un Dio tanto buono, tanto misericordioso, tanto giusto. A lui, attraversando con il peccato la vita dei fratelli.

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Contrappunti

di Luca Bottura – Matteo 21,12-17 (liberamente tratto da) Gesù entrò poi nel tempio e scacciò tutti quelli che vi trovò a comprare, a vendere, a strumentalizzare, specie quelli senza mascherina; rovesciò i tavoli del Caporale, e le sedie delle venditrici di bugie a mille euro l’una, e disse loro: «La Scrittura dice: la mia casa sarà chiamata casa di preghiera ma voi ne fate una spelonca di furbastri. Persino il mio rappresentante in Terra parla da casa sua e voi chiedete di riempire le chiese a Pasqua? Ma cos’avete al posto del cuore? Una scheda elettorale? Sto per nominarmi invano». Gli si avvicinarono ciechi e storpi nel tempio ed egli li guarì. Poi gli si avvicinò Zingaretti e lo riammalò, per permettere al Pd di continuare a salire nei sondaggi. Ma i sommi sacerdoti, gli scribi sovranisti, il fariseo che sta sempre su Twitter, vedendo le meraviglie che diceva, lo interpellarono: «Signore, ma se non risorgi in Chiesa, chi se ne accorgerà?». Ed egli rispose: «Son risorto nelle guerre, dove i cristiani erano perseguitati, nel cuore di ognuno, per 2000 anni. Perché stavolta dovrebbe essere diverso?». Lasciatili, uscì fuori dalla città, verso Betània, e là trascorse la notte. Poi prese la via di Betsaida per fare un po’ di jogging sulle acque.
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