5th March 2021

Benvenuti …

… nel sito dell’antico Priorato cluniacense di s. Egidio in Fontanella, ora Cappella vescovile. La comunità cattolica che vive nella terra bergamasca, insieme al suo Vescovo Francesco, vi saluta con semplicità e cordialità. Sono passati più di novecento anni da quando Alberto da Prezzate fondò la chiesa di S. Egidio e il monastero benedettino adiacente. Le generazioni si sono susseguite nello scorrere dei secoli, come le stagioni, come gli eventi della piccola e grande storia degli uomini. Eppure mai han cessato di risuonare nella quiete del chiostro e all’ombra delle possenti mura di questa chiesa i passi dei viandanti. Qui sono passati uomini, con il loro carico di gioie e dolori, per rivolgere una preghiera, chiedere un aiuto, ascoltare la Parola, respirare la presenza dell’Assoluto. Nel cuore della collina, tra pietre sacre e preziosi silenzi cari al santo papa Giovanni e al poeta padre Davide Turoldo, qui sarete i benvenuti, qui dove tutto parla del Dio Trinitario Padre, Figlio e Spirito Santo, e del Crocifisso Risorto, che accoglie i passi di tutti e ciascuno. Qui, ci si fa tua compagnia, fraternamente, in questo angolo di storia che percorriamo insieme. Questa è la casa del Signore, questa è casa tua: grazie per essere qui tra noi e buon viaggio!             

 il Priore, rettore dell’Abbazia

l'Angolo

di Giovanni Raboni

Non di questo presente

   Non di questo presente ora bisogna
vivere – ma in esso sì: non c’è modo,
pare, d’averne un altro, non c’è chiodo
che scacci questo chiodo. Nè a chi sogna
   va meglio, che le più volte si infogna
a figuararlo, e fa più groppi al nodo
se cerca di disfarlo (sta nel todo
che si crede nel nada, sempre) o agogna,
   ma con che lama? troncarlo. La mente
infortunata non ha altra fortuna,
dunque, che nel pensiero? Certo a niente
   più la mia si consola che se in una
deposizione o un offertorio gente
dispersa solennemente s’aduna.

Non sospendi un terremoto

   Non sospendi un terremoto, non fermi
la deriva dei continenti; e uguale
successo avrà chi soffre il capitale
e per avversare i suoi non eterni
   né imperscrutabili disegni sale
fiducioso su navicelle inermi
contro le sue corazzate, o in interni
sabotaggi s’avventura. Eh! a che vale,
   colombelle mie? Tanto durerà
quanto deve, non un giorno di meno,
a nostro cupo scorno – ma nemmeno
   uno di più. La festa si farà
senza di noi, poveri untori senza
pestilenza, solchi senza semenza.

Che in tutto fra tutte

      Che in tutto fra tutte suprema sia
la legge del mercato, che a lei deva
subordinarsi restando utopia
per sempre tutto quello che solleva
      l’uomo da se stesso sembra alla mia
mente quasi incredibile. Ma alleva
menti per crederci l’economia
trionfante, fa che ciascuna s’imbeva
      di quel credo miserabile e creda
a esso fieramente come al più santo
vangelo; e non ha scampo chi rimpianto
      dell’altro s’ostina finché non ceda
di schianto il cuore a provare e di noia
trema dove per altri è ottusa gioia.

Diario

La virtù della provvisorietà  – che si traduce in precarietà talvolta – è sempre la stessa per la nostra “sanificazione” spirituale, in quest’anno che è incominciato sotto il segno del precedente, per quanto riguarda le restrizioni di movimento e dunque di incontri. Gli spazi di ospitalità – che a decine di centinaia di giovani e adulti, preti e laici, hanno accolto negli anni passati – sono naturalmente, e malinconicamente disabitati da ormai un anno. Ma intanto arrivano domande che si informano sulla riapertura, che chiedono prenotazioni per il tempo sperato come finalmente liberato dai colori che non siano quelli del cielo e della terra. Noi aspettiamo con loro, grati della loro prossimità affettiva. 


 

 

 

 

Quaresima 2021

VERSO LA RESURREZIONE

 

 

Sabato 6

“Quale dio è come te, che togli l’iniquità e perdoni il peccato al resto della tua eredità; che non serbi per sempre l’ira, ma ti compiaci d’usar misericordia? ‘Egli tornerà ad aver pietà di noi, calpesterà le nostre colpe”. Michea 7

Risonanze per meditare e pregare

I profeti  pregano per il popolo di Dio, perché si rinnovi la meravigliosa liberazione dal male. C’è sempre stata una vigna, che il Padre non ha mai cessato di coltivare. Già nell’unione di Adamo ed Eva è prefigurato l’amore del Cristo per la sua chiesa: questo, dice l’apostolo Paolo, è “un grande mistero” di leggerezza nelle pesantezze del momento.

O Signore Dio, la presenza del tuo Figlio dava fastidio a molti, perché esigeva una reale autenticità di vita. Per questo, invece di accoglierlo hanno deciso di ucciderlo. Tu invece, con bontà inesauribile, hai affidato la tua vigna a un altro popolo. Donaci di partecipare alla risurrezione di Cristo per essere membri attivi del tuo popolo e per portare un frutto che rimanga. Amen

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Segnalazioni/Corrispondenze

In Amazzonia gli indigeni sono colpiti in modo sproporzionato dal Covid-19

In seguito a un grave peggioramento della pandemia tra i popoli dell’Amazzonia negli ultimi mesi, la Rete Ecclesiale Panamazzonica ha lanciato una richiesta di aiuto. In un messaggio della scorsa settimana riportato dall’ Agenzia Fides, la REPAM ha collegato l’aumento allarmante del numero di infezioni e decessi causati da Covid-19 alle carenze del sistema sanitario pubblico, effetto della povertà e delle disuguaglianze sociali. Nella mappatura che sta facendo dal 17 marzo 2020, emerge che nella regione panamazzonica ci sono stati più di due milioni di casi e oltre cinquantamila morti. Di questo andamento particolarmente negativo ne parla anche il dossier Virus forte, comunità fragili. Un anno di emergenza sanitaria tra le popolazioni indigene di caritas Italiana. Le popolazioni indigene amazzoniche, suddivise in ottocentoventisei gruppi per un totale di quarantacinque milioni di persone (il 10% circa della popolazione totale), sono colpite in modo sproporzionato dal Covid-19, sia per il numero di individui che contraggono il coronavirus che per l’esito di morte. La situazione di quelle in Brasile, la nazione in cui sono più presenti, è aggravata sia dalla gestione inefficace dell’emergenza sanitaria da parte dell’amministrazione Bolsonaro, sia dalla deforestazione, che mette in pericolo le tribù che si trovano in isolamento volontario o in contatto iniziale. Inoltre, secondo la ONG International Work Group for Indigenous Affairs, nello stato di Amazonas i missionari evangelici stanno continuando a condurre visite non autorizzate a comunità in isolamento volontario nella Vale do Javar. A causa di tutto ciò, stando alle statistiche dell’Articulação dos Povos Indígenas do Brasil il 9,1% degli indigeni che contraggono la malattia muoiono, quasi il doppio del 5,2% rilevato in generale tra gli abitanti del Brasile. Per di più, le popolazioni indigene non sono colpite in maniera uguale a causa delle notevoli differenze esistenti tra le diverse comunità, ma una visione semplicista le crede una realtà indifferenziata. Nelle aree del bacino amazzonico come Roraima e Amapa e in quelle di confine della Guyana francese, gli indigeni hanno una probabilità dieci volte maggiore di contrarre il Covid-19 rispetto ai non indigeni che vivono in altre zone del grande bacino fluviale. C’è quindi chi sta cercando di risolvere la situazione da solo: nel sud del Parà brasiliano, la comunità Kuikuru, che ha avuto settantasette morti su quattrocento presenti, ha creato una app per monitorare tramite gli smartphone i casi sospetti, così da compensare l’inattività delle istituzioni.    25 febbraio 2021

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Via Crucis dell'oggi

Protestantesimo

Laudato sì

daQui

Andando. Il treno per Milano qualche giorno fa. Io per impegni alla Curia. C’è sempre qualcuno che vuole nullo quel matrimonio celebrato in Chiesa. I due davanti a me per passare il tempo, dicono. Uno viene da Bergamo l’altro da Ponte. Sembrano della sfera degli ottantenni. Ma hanno ambedue un fisico asciutto, capelli ben messi, e un profumo da dopobarba gradevole. Perché sono sbarbati, loro, a differenza della moltitudine maschile che sotto la mascherina ormai nasconde la pigrizia di radersi come faceva fino ad un anno fa. E si raccontano le loro giornate. Uno in particolare; l’altro ascolta e annuisce, come se quel che l’altro racconta sia la sua vita. E dunque dicono, uno parlando e l’altro tacendo, che lui il tempo sa come farselo passare, non come questi ragazzi cui sembra mancare il fiato mancandogli lo spinello seduti in stretto cerchio sui prati del parco dei Caduti (scrivo in maiuscolo, perché penso sia quello dei morti in guerra). Sa che diventerà rosso? Che non è come quel loc, insomma quella cosa inglese di un anno fa, che non si poteva neppure affacciarsi al balcone che il dirimpettaio ti sbraitava che lo potevi infettare. Mah! Che poi a me piace che il mondo si fermi un po’, a lei no? Basta con quel rumore di traffico; e quegli uccellini finalmente ricomparsi a cinguettare ogni mattina? Ci scherzano perché ricordiamo i tempi nostri, di quando eravamo bambini, ché queste cose allora neppure le notavamo e si giocava per strada  con auto che passavano una sì e altre cento no. E adesso invece ci mancano. No, non è che rimpiango, io mi sono fatto il sessantotto, mica scherzi, ah lei pure?, semplicemente mi piacerebbe che ogni tanto avvenisse questa pausa: fermi tutti per un po’, a guardare, a vedere. Poi capisco: ho dei nipoti sui diciotto anni, fremono, e hanno quei loro aggeggi a consumarsi tra pollice e pollice. Quindi peggio che se si potessero muovere un po’. Ma insomma, sarà che noi il tempo ci sfugge peggio che tra pollice e indice. Tra dentista, otorino, urologo, cardiologo che ogni anno mi trovano qualcosa di brutto (… e io che comincio a far parte di quel duetto! ma non lo do a vedere, tengo il naso dentro Orobie su una pagina di pubblicità), e l’oculista? cosa stai ad annoiarti? E dietro a mia figlia che smanetta sul computer per trovarmi gli appuntamenti, perché adesso è peggio di quelli con la morosa: si va solo se ti chiamano loro. Il vaccino lei non l’ha fatto? Io sì, e sto bene e nonostante tutto intendo campare cent’anni, a correre di qua e di là a rappezzare ‘sto fisico che vuole manutenzione peggio >>>    5 marzo 2021

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Informazioni

La chiesa abbaziale
è aperta dalle 8 del mattino fino al calar del sole.

La Domenica, e nelle feste del Signore e dei Santi, l’Eucarestia si celebra in Abbazia alle ore 10,30.

Per richieste personali al Rettore:
e-mail:
attobianchi@gmail.com
telefono: 035.4362202 (preferibilmente il mattino dalle 7,30 alle 8,30).

Per uso degli spazi della Rettoria:
telefonare o mandare sms al 339.3765458 o inviare mail:
giudittaperico@gmail.com

Apertura: tutto l’anno.
Attività: Esercizi Spirituali, Ritiri, Giornate di Spiritualità, Convegni. Ci si può far guidare o da propri referenti o dal rettore dell’Abbazia.Tipologia ospiti: sacerdoti, diaconi, religiose/i, giovani e adulti laici.

Ricettività: 20 posti letto disposti in: 1 camera singola, 1 camera a 5 posti letto singoli, 1 camera a 7 posti letto a castello. Una camera è dotata di servizio privato, le restanti camere sono dotate di servizi in comune.

Servizi: ogni giorno, possibilità di celebrazioni per gruppi.

Casa non attrezzata per accoglienza disabili.

Per disposizione vescovile in questa chiesa ordinariamente non si celebrano sacramenti di battesimo e matrimonio, se non per le persone residenti nella parrocchia_

COME RAGGIUNGERCI:
• auto e bus privati trovano parcheggi su via Fontanella alta e/o via Reg. Teoperga
• treno (la stazione più vicina, Terno, dista 4 Km)
• bus pubblici (la fermata si trova a 2 km)

PER DONAZIONI:
Cc bancario: Bianchi Attilio – Rettoria s. Egidio
Cassa rurale BCC di Treviglio s.c. – IT 73F0889952780000000370654


Il Vangelo secondo Santa Marta

di quaresimaPer non lasciarci soli e accompagnarci nel cammino, Cristo è sceso dentro al nostro peccato e alla nostra morte. Il nostro viaggio, allora, è un lasciarci prendere per mano. Lasciatevi riconciliare: il cammino non si basa sulle nostre forze. La conversione del cuore, con i gesti e le pratiche che la esprimono, è possibile solo se parte dal primato dell’azione di Dio. A farci ritornare a Lui non sono le nostre capacità e i nostri meriti da ostentare, ma la sua grazia da accogliere. Ci salva la grazia, la salvezza è pura gratuità.  L’inizio del ritorno a Dio è riconoscerci bisognosi di Lui, bisognosi di misericordia. Questa è la via giusta, la via dell’umiltà.

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contrAppunti

VIRUS LETALE NELLE POLEMICHE_

Tanto per non farsi dimenticare, dice: ” PASQUA A CASA è IRRISPETTOSO PER GLI ITALIANI

Gli risponde, perché non lo si dimentichi: “MEGLIO RESTARE IN CROCE”

ideato da Mauro Biani, 2021

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